gaming

Gamindo, donare gratis per buone cause è un gioco

L’app consente di giocare e scegliere le non profit: saranno le aziende sponsor a destinare i fondi per le cause solidali

di Alessia Maccaferri


default onloading pic

3' di lettura

Durante il loading la piattaforma gorgheggia. E quando parte il tetris, i chicchi di caffè cadono sulla parte bassa dello schermo. A fine partita il giocatore avrà familiarizzato con il brand sponsor. E sceglierà a quale non profit donare il corrispettivo delle “gemme”, investito dall’azienda da caffè. Benvenuti nelle frontiere dell’adve games, i giochi pubblicitari su smartphone che la startup Gamindo indirizza a cause sociali. In pratica giocando si dona senza aprire il proprio portafoglio.

“Il nostro target non sono i ragazzi under 18 ma i 25-35enni - racconta Nicolò Santin, che in un anno e mezzo ha creato la startup e l’app - Che però difficilmente ha la possibilità o la voglia di donare in modo regolare, come chiedono molte non profit. Noi gli proponiamo di far parte di una missione epica: come per Wikipedia, se ognuno ci mette un pezzo, il risultato sarà grandioso. E così è sull’app (disponibile gratuitamente sugli app store): giocando si accumulano “gemme” che hanno un piccolo valore economico che a fine partita si tramuta in donazioni a non profit. Ma il donatore non paga nulla: sarà l’azienda che ha sponsorizzato il gioco a farlo e l’utente potrà vedere direttamente online il bonifico di Gamindo (che trattiene una fee).

I vantaggi

Come si gioca

L’utente di Gamindo (fusione di gaming e donation) si sente coinvolto in una “missione epica” e dona il suo tempo e il suo divertimento. L’azienda fa conoscere il proprio brand che associa comunque a valori positivi quali le donazioni. Le organizzazioni non profit diventano beneficiarie e loro stesse prime promotrici del gioco atrraverso i propri canali. “Tutte le app hanno il problema di portare dentro e coinvolgere gli utenti - spiega Santin - noi con una singola app coinvolgiamo le aziende, le non profit, i giocatori-donatori”. Le aziende possono entrare con un budget minimo di mille euro e gli sviluppatori di Gamindo personalizzano i giochi classi in modo creativo: “Per le imprese è un modo di promuoversi molto coinvolgente - aggiunge Santin - Esplorano frontiere nuove di pubblicità, gli spot di sei secondi di YouTube sono fastidiosi. E il budget va ad accrescere la corporate social responsibility”.

Il personaggio

Nicolò Santin si è laureato sono in Economia e gestione delle aziende a Venezia due anni fa, con una tesi proprio sul suo progetto partendo dagli advegames, giochi pubblicitari. Per scrivere la tesi ha ingaggiato i suoi cugini mandandoli a diffondere questionari sulle spiagge. Poi ha trovato come socio Matteo Albrizio, laureato in Ingegneria aeronatica che ha lasciato un posto sicuro per lanciarsi nell’avventura . Hanno vinto diversi premi come Milano Startup Weekend, Startuppato Torino, Premio Nazionale Innovazione categoria Ict. Sono anche candidati al Seal of excellence nell’ambito di Horizon 2020. Nel frattempo sono volati in Silicon Valley per imparare il più possibile a fare startup, rincorrendo tutti i personaggi che ce l’hanno fatta.

Gli sviluppi

Rilasciata in questi giorni l’app, Santin e Albrizio sono impegnati nel contattare le aziende per avere 10-15 giochi la settimana. Nello stesso arco di tempo, i giocatori si sfideranno per raggiungere il vertice della classifica. Tra le organizzazioni non profit beneficiarie Save the children e Dynamo Camp. Ma l’idea in futuro è quella di individuare cause specifiche a cui donare. Fin da subito Gamindo ha avuto un risvolto etico : “Non vogliamo che le persone stiano tutto il tempo a giocare online aggiunge Santin, consapevole dei rischi di abuso del gaming - Abbiamo deciso di mettere un tetto giornaliero di 20 gemme, oltre il quale l’utente non può più riceverne fino al giorno successivo”.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...