FERMI AMMINISTRAtivi

Ganasce fiscali, stop annotato senza più costi

Da ieri pratiche a cura del riscossore, vecchio iter solo su quelle pregresse

di Maurizio Caprino

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(Imagoeconomica)

Da ieri pratiche a cura del riscossore, vecchio iter solo su quelle pregresse


2' di lettura

Da ieri le sospensioni dei fermi amministrativi (ganasce fiscali) sono annotate al Pra gratuitamente: sono entrate in vigore le procedure attuative della digitalizzazione che era stata prevista a partire dal 1° gennaio 2020 dal Dlgs 98/2017. La digitalizzazione comporta anche che le sospensioni non vanno più annotate a cura dell’interessato: deve provvedere direttamente, in via telematica, l’agente della riscossione.

Ciò vale soltanto per i provvedimenti di sospensione emanati dal 1° gennaio scorso: per quelli precedenti, resta a carico dell’interessato l’obbligo di chiedere al Pra di annotare la sospensione (ma d’ora in poi la richiesta si può presentare non più di persona, ma tramite pec o e-mail) e di pagare la relativa imposta di bollo (32 euro). Quando invece la sospensione viene decisa in autotutela, gratuità e comunicazione telematica valgono a prescindere dalle date.Tutto questo è stato chiarito dalla circolare dell’Aci-Pra Updu/027/0000161/20, emanata il 30 settembre.

La gratuità e la procedura digitalizzata vengono rese operative solo ora perché si è dovuto attendere che l’agenzia delle Entrate rispondesse a un interpello presentato il 4 maggio dall’Aci-Pra per avere conferma del fatto che a questo tipo di pratiche non va più applicata l’imposta di bollo: era nato un dubbio perché la legge di Bilancio 2020 (la 160/2019), al comma 809, faceva riferimento non alle sospensioni dei fermi amministrativi, ma solo a «ogni iscrizione, trascrizione o cancellazione». La risposta è arrivata il 23 settembre e da allora il Pra ha messo a regime le procedure, dando le nuove istruzioni procedurali con la circolare del 30 settembre.

L’imposta non è più dovuta perché il Dlgs 98/2017, introducendo il documento unico di circolazione al posto della carta di circolazione e del certificato di proprietà, ha previsto (articolo 2, comma 7) che i fermi amministrativi fossero iscritti per via telematica, in collegamento diretto fra agente della riscossione e Pra. Attuato il documento unico, verrebbe quindi meno l’istanza dell’interessato per ottenere sia la sospensione del fermo quando paga ratealmente il debito sia la cancellazione quando salda tutto il dovuto. L’imposta di bollo è dovuta sull’istanza e così l’agenzia delle Entrate ha confermato che essa non è più dovuta.

La circolare del 30 settembre chiarisce che, se un cittadino dovesse presentarsi al Pra per chiedere l’annotazione della sospensione, lo si dovrà solo informare che deve rivolgersi all’agente della riscossione per chiedere che comunichi telematicamente la sospensione al Pra stesso. Inoltre, gli Sta (Sportelli telematici dell’automobilista) non possono più gestire le richieste di sospensione che sono ancora a carico dei diretti interessati.

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