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Gara da 1,5 miliardi per completare l’alta velocità ferroviaria Napoli-Bari

Dal 2021 tutti i cantieri della linea saranno operativi: previsti 4mila posti di lavoro. Ultimazione attesa nel 2026, ma già dal 2023 inizieranno le aperture di alcune tratte

di Marco Morino

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(IMAGOECONOMICA)

Dal 2021 tutti i cantieri della linea saranno operativi: previsti 4mila posti di lavoro. Ultimazione attesa nel 2026, ma già dal 2023 inizieranno le aperture di alcune tratte


3' di lettura

Da Napoli a Bari in meno di due ore di treno, contro le circa quattro di oggi. L’alta velocità ferroviaria Napoli-Bari compie un passo avanti decisivo. È stato pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il bando di gara per la costruzione dell’ultimo lotto della linea: 28 chilometri di Rete ferroviaria italiana (Rfi, società del Gruppo Fs Italiane) tra Hirpinia e Orsara, per un investimento di 1,5 miliardi. «Un grande cantiere - commenta la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli - che si aggiunge agli altri già aperti al Sud e darà lavoro a tante persone e tante imprese». Dal prossimo anno, tutti i cantieri della linea saranno operativi, come previsto dal commissario Maurizio Gentile. La Tav Napoli-Bari è un’opera fondamentale per collegare meglio il Mezzogiorno e ridurre le distanze, non solo quelle fisiche, ma anche economiche e sociali. Nel 2026 è attesa la conclusione dei lavori, ma dal 2023 inizieranno le aperture progressive delle tratte. L’opera collega due aree, quella campana e quella pugliese, che da sole rappresentano oltre il 40% della produzione meridionale.

La Tav Napoli-Bari, con i suoi 6,2 miliardi di investimenti, produce ricadute economiche importanti su imprese e lavoratori. A regime saranno circa 4mila persone, tra imprese appaltatrici e indotto, a essere impegnate nella costruzione della nuova linea, con benefici per l’economia delle regioni coinvolte. In tempi di Covid non è cosa da poco. È un’opera che ha attirato l’attenzione anche dell’Europa, nel segno di una mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente. A fine settembre, la Banca europea degli investimenti (Bei) ha dato il via libera a un finanziamento di due miliardi di euro destinato alla Tav Napoli-Bari. È l’operazione più importante mai approvata dalla Bei per un singolo progetto. Il finanziamento è a favore del ministero dell’Economia e, a cascata, del Gruppo Fs, con durata fino a 30 anni e tassi vicini allo zero. Ma c’è un aspetto che rende il finanziamento della Bei particolarmente vantaggioso. Essendo l’opera già interamente finanziata, i 2 miliardi “in avanzo” (poiché con le risorse della Bei si arriverebbe a 8,2 miliardi) saranno allocati e destinati alla realizzazione di altre opere. Di fatto, il finanziamento della Bei consentirà di liberare fondi nazionali per corrispondenti 2 miliardi di euro.

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Il progetto per l’alta velocità tra Napoli e Bari farà scendere di due ore il tempo di percorrenza dei treni diretti tra le due città, che passerà così dalle 3 ore e 40 minuti attuali a un’ora e quaranta. I treni potranno viaggiare a una velocità di 200 chilometri orari lungo una linea che potrà essere utilizzata sia per il trasporto passeggeri sia per quello delle merci, contribuendo così ad abbattere le emissioni inquinanti derivanti dal trasporto su strada.

Ma non c’è solo la Napoli-Bari nei piani delle Fs per il Sud. Il piano industriale 2019-2023 del Gruppo Fs Italiane prevede 16 miliardi di investimenti nel Mezzogiorno entro il 2023 sulle infrastrutture stradali e ferroviarie. Rispetto ai 42 miliardi totali di investimenti in infrastrutture nell’arco di piano, si tratta di una percentuale (38%) superiore al limite minimo del 34% fissato dalla normativa vigente. Relativamente ai soli investimenti sull’infrastruttura ferroviaria, si prevede una spesa al Sud di circa 7,7 miliardi di euro (31% sul totale Italia), con un trend crescente connesso alla progressiva apertura dei cantieri sulla Napoli-Bari e Messina-Catania-Palermo. Un chiaro segnale nella direzione della rinata attenzione nei confronti del Mezzogiorno da parte del Governo, attraverso la realizzazione di infrastrutture che il Gruppo Fs ha sempre sostenuto. Dice la ministra: «Passo dopo passo prende forma la nostra idea di Paese: più veloce, più interconnesso e quindi più giusto». Con la Napoli-Bari anche la Puglia sarà inserita nel sistema dell’alta velocità italiana. Sono inoltre previsti interventi di potenziamento delle stazioni di Napoli e Bari.

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