tecnologie

Gara 5G Huawei: la Lega chiede il golden power

di Gerardo Pelosi


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3' di lettura

Sembra destinato a diventare sempre più caldo il dossier della gara per la sperimentazione del 5G in cinque città italiane affidata alla cinese Huawei: Milano, L'Aquila, Bari, Prato e Matera. Dopo le preoccupazioni per i «potenziali rischi per la sicurezza nazionale dell'Italia e dei suoi partner» manifestate venerdì scorso dall'ambasciatore americano in Italia, Lewis Eisenberg al vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio ora è la Lega a lanciare l'allarme con un'interrogazione al ministro Di Maio, (prima firma Massimiliano Capitanio) in cui si chiede senza mezzi termini l’attivazione del “golden power”.

Secondo il testo dell'interrogazione a di Maio l'intelligence degli Stati Uniti sostiene che Huawei «avrebbe nascosto dei software nelle proprie infrastrutture per consentire al Governo cinese di appropriarsi di dati sensibili trasmessi attraverso le reti». Si ricorda poi che «la figlia del fondatore dell'azienda cinese, Meng Wenzhou, Direttore finanziario e Vicepresidente del gruppo, è stata arrestata in Canada per avere violato le sanzioni americane nei confronti dell'Iran e la stessa sorte è toccata, poche settimane dopo, ad un dirigente di Huawei arrestato in Polonia con l'accusa di spionaggio».

Nello stesso tempo fonti di stampa riportano che l'Unione Europea «sta considerando delle proposte volte a bandire le apparecchiature Huawei». In particolare si stanno studiando due opzioni: una revisione delle norme sulla cybersicurezza, per renderle più stringenti ed escludere società anche solo sospettate di spionaggio, oppure modificare le regole sugli appalti, in modo da impedire alle società cinesi di partecipare a progetti per lo sviluppo del 5G.

L’interrogazione precisa poi che Huawei è partner di Wind-Tre, Vodafone e TIM con una copertura delle loro tecnologie tra il 20 e il 30% delle reti, nonché partner tecnologico per la rete fissa di Tim, coprendo circa il 10% della rete e precedentemente si era aggiudicata l'appalto come fornitore dei sistemi di controllo della rete in fibra ottica di Open Fiber sulle 10 principali città italiane. Si ricorda poi che nei progetti sperimentali sul 5G, Huawei risulta essere capofila per la copertura del lotto Bari-Matera e partner di Vodafone nel lotto di Milano. Il progetto WiFi.Italia.It, realizzato attraverso Infratel, società controllata dal Ministero dello sviluppo economico, ha come obiettivo principale – affermano gli interroganti - quello di permettere a cittadini e turisti di connettersi gratuitamente e in modo semplice a una rete WiFi libera e diffusa su tutto il territorio nazionale.

Dopo un primo stanziamento di 8 milioni di euro, per il progetto WiFi.Italia.It è previsto un ulteriore finanziamento di 45 milioni di euro per l'assegnazione dei quali Infratel non deve ricorrere a una gara, ma si avvale direttamente di una convenzione per la fornitura di prodotti e servizi per la realizzazione, manutenzione e gestione di reti locali per le Pubbliche Amministrazioni (la Consip LAN 6), nella quale Huawei risulta come principale fornitore di tutti i dispositivi coinvolti. Infratel avrebbe assegnato a Huawei l'intera fornitura tecnologica del Progetto WiFi Italia.it . “Visto quanto accaduto – sostiene l'interrogazione della Lega -, il Governo potrebbe esercitare il golden power, ricorrendone i presupposti previsti dal decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21”. La Lega chiede poi al Ministro Di Maio se, “essendo a conoscenza della situazione, non ritenga opportuno adoperarsi per verificare l'operato di Infratel e soprattutto per promuovere una specifica strategia volta alla tutela degli apparati elettronici circolanti in Italia e al più ampio interesse della sicurezza cibernetica.

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