cinema

Gara di bravura tra Fassbender e Gleeson in «Codice criminale»

di Andrea Chimento

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2' di lettura

Grandi interpretazioni nel weekend in sala: Brendan Gleeson e Michael Fassbender si sfidano in una vera e propria gara di bravura nel drammatico «Codice criminale», esordio nel cinema di finzione di Adam Smith.
Al centro ci sono i Cutler, una famiglia che da diverse generazioni si occupa di attività criminali. Chad (Fassbender) sogna un futuro diverso per moglie e figli, ma non sarà facile ribellarsi all'autoritario padre Colby (Brendan Gleeson), deciso a preservare le tradizioni familiari.

È un film sugli affetti, più che sul tema della criminalità, questo esordio che funziona soprattutto nella prima parte, grazie al buon ritmo dell'azione e alla costruzione di un nucleo narrativo capace di colpire e coinvolgere.
L'apparente impossibilità di sfuggire al proprio destino è l'elemento cardine di una pellicola che punta molto sulla scrittura dei personaggi e sulle relazioni interpersonali, ben calibrate soprattutto nelle battute iniziali.

Col passare dei minuti, purtroppo, l'intensità drammaturgica viene meno e le traiettorie narrative diventano piuttosto scontate e incapaci di sorprendere.
Ci si può comunque accontentare, grazie anche alle già citate, ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma Smith poteva dimostrare maggiore coraggio rischiando qualcosa in più, in particolare in una conclusione non all'altezza delle premesse.

Piccola curiosità: il titolo originale, decisamente più affascinante di quello italiano, «Trespass Against Us» fa riferimento a un verso del Padre Nostro in versione inglese.
Del tutto deludente è invece «Il tuo ultimo sguardo», quinta prova da regista per Sean Penn.

Javier Bardem e Charlize Theron interpretano due medici che s'innamorano mentre si trovano a lavorare insieme in Liberia. Il tragico scenario locale, però, rischia di compromettere anche la loro relazione.
Retorico, per non dire ricattatorio, lungometraggio che tenta forzatamente di commuovere e di far sensibilizzare il pubblico occidentale con la situazione africana, «Il tuo ultimo sguardo» è un film che non funziona di fatto mai, melenso sul versante romantico e del tutto superficiale su quello impegnato.
Presentato al Festival di Cannes 2016, è stato accompagnato fin dalla sua prima proiezione da fischi e risate in sala anche per la pessima prova dei due attori protagonisti.

Più riuscito, infine, è il meno atteso «Le Ardenne – Oltre i confini dell'amore».
Al centro c'è Dave, un ragazzo riuscito a scampare a una rapina finita male, mentre suo fratello Kenneth non ce l'ha fatta. Sarà quest'ultimo a pagare per tutti e ad affrontare il carcere, con il solo obiettivo che una volta uscito potrà ritrovare l'amata Sylvie. Ma se per lui gli anni in galera passano inesorabilmente senza cambiamenti, per Sylvie e Dave non è così: hanno iniziato una nuova vita.

Opera prima di Robin Pront, «Le Ardenne – Oltre i confini dell'amore» è un prodotto discreto, suggestivo nelle immagini e forte di una buona caratterizzazione dei personaggi in scena.
Alcuni passaggi sono macchinosi e la conclusione non è particolarmente incisiva, ma resta un prodotto interessante che lascia più di qualche spunto su cui riflettere al termine della visione.

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