Giornata mondiale il 20 novembre

Garante dell’infanzia alle istituzioni: «Fate partecipare i minorenni alle decisioni»

Lanciato il Manifesto sulla partecipazione di bambini e ragazzi

di N.Co.

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5' di lettura

«Immagino un’Italia nella quale nessuna decisione che coinvolga i bambini e i ragazzi venga presa dalle istituzioni senza prima averli ascoltati e senza aver tenuto in adeguata considerazione le loro opinioni». È questo il messaggio lanciato dalla garante per l’infanzia Carla Garlatti a Parlamento, Governo, regioni ed enti locali in occasione della “Giornata mondiale dell'infanzia” del prossimo 20 novembre.

Cinque le sfide lanciate dal manifesto

Cinque gli impegni contenuti nel “Manifesto sulla partecipazione dei minorenni”. Con il primo impegno l'Autorità garante raccomanda alle istituzioni di accompagnare ogni futura scelta che interessi i minorenni - di carattere generale, normativo o programmatorio - con iniziative che promuovano la partecipazione di bambini e ragazzi alla decisione. Il secondo punto riguarda l'introduzione di una normativa che regolamenti – e sostenga con risorse adeguate - la partecipazione attiva dei minorenni alle scelte di carattere generale che li riguardano. Viene poi chiesto al governo di mettere a disposizione di tutte le pubbliche amministrazioni una piattaforma online ad hoc per le consultazioni di minorenni. Alle scuole di ogni ordine e grado l'Autorità garante sollecita di prevedere l'inserimento nell'offerta formativa scolastica, della partecipazione attiva dei minorenni come elemento dell'insegnamento di educazione civica e come metodologia e pratica educativa. Al legislatore viene raccomandato di istituire la Giornata nazionale della partecipazione delle persone di minore età, con l'obiettivo di monitorare l'effettiva applicazione di questo diritto, di sensibilizzare sul tema e di promuoverne la cultura e la consapevolezza.

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Partecipazione anche dei cittadini con meno di 18 anni

«Il Paese sta vivendo in questo particolare momento storico una fase di riprogettazione e di rilancio dalla quale i bambini e i ragazzi non possono essere lasciati fuori – dice l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza Carla Garlatti – è il momento giusto per attivare una nuova dinamica democratica, che preveda anche la partecipazione dei cittadini che hanno meno di 18 anni. Non solo perché è loro il futuro, ma perché appartiene a loro pure il presente. Nell’ultimo anno e mezzo i ragazzi hanno dimostrato di aver acquisito consapevolezza del loro diritto a essere ascoltati e a poter dire come la pensano. È quello che fanno dal 2018, ad esempio, i componenti della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell'Autorità garante. E la nostra sperimentazione potrebbe essere un modello da replicare a livello nazionale».

In arrivo un vademecum sulla partecipazione per gli adolescenti

L'Autorità garante, in collaborazione con la Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni presieduta da Carla Garlatti, ha dato vita a un gruppo di lavoro per un approfondimento in tema di partecipazione dei minorenni. Ne scaturirà nei prossimi mesi un documento di studio e proposta, con alcune specifiche raccomandazioni. Sarà anche redatto un vademecum sulla partecipazione destinato agli adolescenti.

Dadone: «La più grande sfida è tutelare le nuove generazioni»

«La più grande sfida che abbiamo davanti tutti, le persone che hanno un ruolo, ma anche solo chi è adulto nel nostro Paese, ha come obiettivo quello di proteggere e tutelare le nuove generazioni, tutelare i diritti e promuoverli anche in termini di partecipazione», ha detto la ministra alle Politiche Giovanili Fabiana Dadone. Sulla mancanza di ascolto dei giovani durante la pandemia «ci siamo attivati e abbiamo creato - ha ricordato - un tavolo interministeriale, a cui abbiamo fatto sedere tutti i ministeri e le autorità coinvolte per riuscire a fare una analisi di tutte le attività che erano state messe in campo dai singoli ministri, ma che erano tutte sparse e non raccolte all’interno di un documento unico. Questo ci ha permesso sul Tavolo del disagio di riuscire a produrre un documento conclusivo che non solo valutasse ciò che è stato definito disagio dei giovani. Un documento che si è posto anche una serie di obiettivi: le azioni strategiche da portare avanti nei prossimi mesi proprio per sopperire alle carenze che ci sono state in una prima fase».

Fico: «Coinvolgerli sempre di più nelle scelte che li riguardano»

«Un tratto essenziale di ogni sistema democratico è quello di assicurare che i minori possano esprimere la propria opinione e che gli adulti li ascoltino, con modalità adeguate: in famiglia, a scuola, nelle comunità che li accolgono, nei tribunali e negli istituti penali e in generale nei rapporti con le istituzioni», ha detto il presidente della Camera Roberto Fico. «Nei procedimenti amministrativi e giudiziari che riguardano i minori, per esempio, la normativa nazionale ha progressivamente garantito, come l’Autorità garante puntualmente ricorda, l’informazione e l’ascolto dei minori», ha ricordato Fico, sottolineando che «occorre individuare modalità congrue per coinvolgere sempre più i bambini e i ragazzi anche nella formazione delle decisioni politiche e amministrative che li riguardano».

Ronzulli: «Società sia aperta alla partecipazione dei più piccoli»

«L’Unione Europea ha risposto alla crisi pandemica con il Next Generation EU che in Italia trova applicazione con il Pnrr, un pacchetto di riforme imponente che prevede importanti investimenti anche a favore dell’infanzia e delle giovani generazioni. Penso in particolare agli investimenti per il rafforzamento dell’offerta di servizi 0-6 anni, soprattutto degli asili nido. Servizi questi molto carenti in alcune aree del nostro Paese e comunque in generale ben al di sotto degli standard europei», ha osservato Licia Ronzulli, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. «A mio avviso, in ogni missione del Piano sarebbe necessario prevedere qualche specifica forma di partecipazione anche dei più giovani. Quando interpellati, i bambini e le bambine esprimono un punto di vista diverso su come dovrebbe essere la realtà che li circonda e, come adulti, abbiamo la responsabilità e il dovere di ascoltarli. Il diritto di essere ascoltati deve estendersi a tutte le azioni e decisioni che riguardano la vita dei bambini».

Save the Children: infanzia sull’orlo del baratro

Conflitti, povertà, fame e crisi climatica stanno spingendo milioni di bambine e bambini sull'orlo del baratro. Nel mondo, più di 400 milioni di bambine e bambini vivono in aree di conflitto, tra i 10 e i 16 milioni di minori rischiano di non poter tornare a scuola perché costretti a lavorare o a sposarsi, mentre ogni anno più di 22mila bambine e ragazze muoiono durante gravidanze e parti che sono il risultato di matrimoni precoci. I bambini sotto i cinque anni sull'orlo della fame sono circa 5,7 milioni, più di 1 miliardo di bambini vive in aree ad alto rischio di minacce climatiche e si stima che 710 milioni di minori vivano nei 45 paesi a più alto rischio di subire l’impatto della crisi climatica. Solo alcuni dei dati allarmanti diffusi da Save the Children, alla vigilia della Giornata Mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che si celebra il 20 novembre.

A rischio anche l’accesso all’istruzione dei bambini

Proprio il 20 novembre 1989, veniva firmata la Convenzione Onu dei Diritti dell'Infanzia e a oltre 30 anni dalla sua adozione, ancora una volta, i dati sottolineano l'importanza di perseguire gli impegni presi e aumentare gli sforzi fatti finora per assicurare la protezione e il rispetto dei diritti dei bambini nel mondo, in un momento in cui questi sono messi particolarmente a rischio. Difatti, la pandemia, la crisi climatica, la carenza di vaccini contro il Covid-19, gli sfollamenti e i conflitti continuano a mettere a rischio la vita, la salute, l’accesso all'istruzione e i diritti di milioni di bambine, bambini, ragazze e ragazzi in tutto il mondo.Oltre ad aumentare povertà e disuguaglianze all’interno di Paesi e comunità, questi fattori stanno esacerbando le disuguaglianze a livello globale.


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