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Garanzie sui crediti alle imprese: ecco quanto mettono sul piatto Germania, Francia e Spagna

Mentre in Italia il governo dà il via libera al decreto liquidità, i tre paesi si sono mossi in ordine sparso per garantire l’accesso ai finanziamenti da parte delle aziende

di Andrea Carli

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Mentre in Italia il governo dà il via libera al decreto liquidità, i tre paesi si sono mossi in ordine sparso per garantire l’accesso ai finanziamenti da parte delle aziende


3' di lettura

Oltre 820 miliardi dalla Germania, 300 dalla Francia, fino ai cento miliardi della Spagna. Mentre in Italia il Governo dà il via libera al decreto per garantire la liquidità alle aziende che hanno dovuto chiudere a causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus, è possibile fare un primo punto sulle risorse messe in campo da alcuni dei paesi della Vecchia Europa. Una potenza di fuoco che, nonostante il congelamento del patto di Stabilità, deve inevitabilmente fare i conti con la situazione dei conti pubblici dei singoli paesi.

La Germania mette sul piatto oltre 820 miliardi
In Germania, ricorda una nota del Servizio studi del Senato, attraverso il nuovo Fondo per la stabilizzazione economica (Wsf) e il Kfw (l’Istituto di credito per la ricostruzione o Banca di sviluppo pubblica, assimilabile all’italiana Cassa depositi e prestiti) si è provveduto ad aumentare il volume e a estendere l’accesso alle garanzie sui prestiti pubblici per imprese di diverse dimensioni. Il tutto sulla base di un budget pari a circa 822 miliardi di euro, corrispondenti al 24% del Pil. Il Fondo per la stabilizzazione economica, in particolare, stanzia 600 miliardi di euro per sostenere le grandi aziende. Di queste risorse, 400 miliardi sono garanzie per i debiti di imprese colpite dalla crisi; cento miliardi vanno per prestiti o investimenti azionari nelle imprese e altri 100 miliardi di euro per sostenere il Kfw. Oltre all’accesso al fondo, se necessario, le grandi aziende potranno essere nazionalizzate e parte delle somme stanziate verranno accantonate come parte di un “fondo di disponibilità” generale.

In Francia garanzie fino a 300 miliardi
Un budget di peso, non della portata della Germania ma comunque rilevante, è stato predisposto anche dalla Francia. Il progetto di legge di modifica della legge finanziaria per il 2020 (legge 2020-289 del 23 marzo) prevede infatti che lo Stato possa accordare delle garanzie sui crediti concessi dalle società finanziarie alle imprese non finanziarie registrate in Francia con decorrenza dal 16 marzo fino al termine dell’anno. La soluzione consente alle banche di sostenere la liquidità delle imprese colpite dall’emergenza. La garanzia si esercita sul capitale, gli interessi e le spese accessorie fino a un ammontare totale di 300 miliardi di euro. La legge autorizza inoltre la Cassa centrale di riassicurazione a eseguire operazioni di assicurazione e riassicurazione, con la garanzia dello Stato, fino al 31 dicembre 2020, dei rischi di assicurazione e di credito che gravano sulle piccole e medie imprese che hanno sede in Francia. La garanzia dello Stato in questo caso è concessa fno a un massimo di 10 miliardi di euro.

Dalla Spagna ombrello fino a 100 miliardi
Il Governo spagnolo ha deciso di ampliare fino a 100 miliardi di euro l’ammontare delle garanzie pubbliche sui prestiti alle imprese e ai lavoratori autonomi. Nell’ambito di queste misure, due schemi di garanzia pubblica per nuovi prestiti e operazioni di rifinanziamento diretti, il primo al Pmi e lavoratori autonomi, e il secondo alle imprese di grandi dimensioni, del valore di circa 20 miliardi di euro, sono stati approvati dalla Commissione europea. La Spagna ha anche ampliato fino a due miliardi di euro l’ammontare di garanzie pubbliche concesse agli esportatori dalla Società spagnola di assicurazione del credito all’esportazione. Sono state infine aumentate le garanzie per favorire l’estensione dela durata dei prestiti agli agricoltori usando le linee di credito attivate in occasione della siccità del 2017. Secondo il Governo spagnolo, l’insieme di queste misure potrebbe consentire di mobilitare fino a 83 miliardi di euro di liquidità a supporto delle imprese attraverso il settore finanziario privato.

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