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Garanzie ma non per tutti, i depositi protetti al 68%

di Andrea Gennai

(Lucianne Pashley)

2' di lettura

A oltre due anni dall’entrata in vigore delle nuove regole sui salvataggi bancari (bail-in), con il coinvolgimento dei privati, le abitudini dei risparmiatori italiani non sembrano essere cambiate troppo. Le regole prevedono in linea teorica di andare a intaccare anche i depositi oltre i 100mila euro in alcuni casi estremi di risoluzione o liquidazione di un istituto. Ma a leggere l’ultima relazione del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) i conti oltre la soglia indicata sono ancora significativi.

I depositi protetti, quelli garantiti fino a 100mila euro per depositante e per banca, ammontavano alla fine del giugno 2017 a 578 miliardi di euro, in aumento del 4,8% rispetto al giugno del 2016. I depositi protetti rappresentano il 68% dei fondi oggetto di tutela (pari a 862 miliardi), cioè la parte della raccolta diretta delle banche prima dell’applicazione del livello di copertura (fino a 100mila euro). La differenza di 284 miliardi è data dalla quota parte dei conti eccedente i 100mila euro, non protetta in caso di bail-in totale. Si tratta di liquidità che fa capo a famiglie, imprese ed enti pubblici. Il dato rappresenta la quasi totalità del mondo del credito visto che al Fitd aderiscono 173 banche.

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Il fatto che le giacenze sopra i 100mila restino elevate può essere una cartina tornasole della fiducia nel sistema. La rete di protezione per i risparmiatori è stata poi rafforzata dalla direttiva 49 del 2014: tra gli altri prevede anche stress test finalizzati a verificare la capacità delle banche di comunicare prontamente i depositi protetti in base alle istruzioni del Fitd. L’iter verrebbe attivato in caso di liquidazione coatta amministrativa ed entro 7 giorni i depositanti devono essere rimborsati fino a 100mila euro. «I test finora effettuati - spiega Giuseppe Boccuzzi, direttore generale Fitd - hanno dato esito positivo. Ne sono stati fatti circa 20 nel 2017, che hanno riguardato banche di dimensioni minori. Un dato importante e rassicurante. Nel 2018 continueremo a fare questi test: ne sono in programma circa 30. Entro cinque anni tutte le banche saranno sottoposte a queste verifiche».

La direttiva dispone, inoltre, che le risorse dei sistemi di garanzia dei depositi, da utilizzare a tutela dei depositanti, debbano raggiungere lo 0,8% dei depositi protetti entro il 2024 (circa 4,6 miliardi di euro ai valori attuali) attraverso versamenti periodici delle banche consorziate. Il piano di accumulo è in corso e fino a oggi sono stati accantonati 951 milioni di euro.

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