dove va la liquidità

Garanzie protagoniste all'asta di contemporanea da Sotheby’s Londra

di Giovanni Gasparini

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(Getty Images for Sotheby's )


3' di lettura

Il catalogo d'arte contemporanea e del dopoguerra della prima asta serale della settimana da Sotheby's a Londra il 5 marzo ha portato un ricavo complessivo di 93,3 milioni di sterline, verso la parte alta della stima tra 77 e 106 milioni di £, ma sotto il risultato dell'anno precedente per un catalogo della stessa categoria, con solo sei lotti invenduti dei 66 propositi (due ritirati), il 91% dei lotti è stato venduto.

Il ruolo delle garanzie. Cinque dei primi lotti per prezzo d'aggiudicazione erano protetti da una garanzia di parte terza, che in due casi sembra aver evitato che i lotti rimanessero invenduti, come nel caso del lavoro Pop “Vicki! I -- I Thought I Heard Your Voice!” di Roy Lichtenstein del 1964 raffigurante la classica figura femminile dipinta a smalti su acciaio, stimata 5-7 milioni e aggiudicata a 5,8 con le commissioni dopo un solo rilancio, nonchè la grande figure femminile di Jenny Saville del 1994, “Juncture”, aggiudicata a 5,4 milioni da una stima di 5-7 milioni. La garanzia ha rassicurato i compratori del ritratto di ragazzo dipinto “Head of a Boy” da Lucian Freud nel 1956 e del recentissimo lavoro del 2009 su tela del romeno Adrian Ghenie, dedicato a Duchamp (“Duchamp's Funeral I”), il primo per quasi 5,8 milioni (stima 4,5-6,5 milioni), mentre il secondo ha superato ampiamente le stime di 2,5-3,5 milioni per fermarsi a 4,3 milioni di £, rendendo così inutile la garanzia. “Afro love and envy” di Chris Ofili è stata venduta a un'istituzione statunitense per 915.000 £ dalla stima tra 500-700mila.
Il catalogo offriva ben cinque lavori di Basquiat, di cui quattro su carta, con un solo invenduto (“Untitled (Portrait of Steven Lack)”) e risultati oltre le aspettative per i due lavori, entrambi “Untitled” e datati 1987, provenienti dalla collezione Tan, mentre la tela “Apex” del 1986 con due personaggi a mezzo busto ha superato la stima alta di 7 milioni per fermarsi a 8,2 milioni di £ con le commissioni per andare ad un collezionista privato europeo. Tutti e quattro garantiti da parti terze i lavori di Jean Dubuffet offerti e provenienti dalla stessa collezione, venduti tutti oltre il milione e “Les alentours de Saint-Souris” per 2.055.000 con le commissioni, per un totale di circa 6,5 milioni di £. Conferma il buon trend in ascesa Agnes Martin con “Untitled #9” la cui tela del ’94 passa di mano per 2.775.000 £ dalla stima tra 1,8 e 2,2 milioni.

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Richter e Fontana. L'assenza di una garanzia per il lavoro astratto “Abstraktes bild” di Gerhard Richter del 2009 a toni gialli ha rischiato di farlo rimanere vittima della stima elevata di 6-8 milioni di £, raggiunta solo grazie all'aggiunta delle commissioni ed un solo rilancio a 6,9 milioni. Altri due lavori più piccoli del maestro tedesco, con una tecnica quasi fotografica bicolore, sono passati di mano senza particolari attenzioni.
La presenza di arte italiana in catalogo era sulle spalle di Lucio Fontana, presente con ben cinque lavori di diversa natura, attirando l’attenzione di galleristi del calibro di Gagosian e Nahmad: un raro 'metallo' “Concetto spaziale, New York 8” del 1962 parte di una piccola serie di 'tagli' su metallo dedicata a New York, visitata proprio in quegli anni dall’artista, ha superato agilmente la stima di 1,4-1,8 milioni per fermarsi a 2,6 milioni di £ con le commissioni; hanno trovato buona accoglienza anche una scultura monumentale del 1949 “Il guerriero”, aggiudicata con le commissioni a 1.185.000 £, e uno dei due 'tagli' su tela proposti (quello bianco passato di mano per 567.000 £), mentre un secondo a fondo rosso con quattro tagli ha raggiunto la stima bassa di 2,8 milioni solo grazie alle commissioni. Un quinto lavoro dell'artista italo-argentino, un “Concetto Spaziale” con buchi su tela bianca, è passato di mano sotto la stima a 447.000 £, confermando la liquidità del suo mercato con ben cinque lavori proposti tutti venduti. Tra gli artisti italiani presenti un “Legno” del ’58 di Alberto Burri si è fermato entro le stime a 1.515.000 con le commissioni, mentre non è passato un olio del ’92 “Untitled” di Rudolf Stingel, stimato 800.000 - 1,2 milioni di £.

Fra i pochi invenduti spiccano due lavori dalla stima milionaria di Alexander Calder, con il 'mobile' “Glassy insect” stimato 2,3-2,8 milioni, e una grande tela del 2015 “Untitled” di Mark Bradford che partiva da una stima di 2,3-3,5 milioni di £. Le aste proseguono con il catalogo proposto da Christie's la sera del 6 marzo.

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