Imprese

Garanzie statali per affrontare i nodi della liquidità

di Massimiliano Giansanti

(Blue Planet Studio - stock.adobe.com)

3' di lettura

La richiesta indirizzata nei giorni scorsi al governo dal presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi), Patuelli, di prorogare le misure di sostegno finanziario alle imprese contenute nel “Decreto legge Liquidità” è un indicatore delle preoccupazioni in ordine alle prospettive del sistema produttivo.

Il 2021 si è chiuso con un aumento del prodotto interno lordo sensibilmente superiore alle previsioni. E questo brillante risultato ha avuto un positivo impatto anche sui conti pubblici. Per quanto riguarda, poi, il commercio internazionale le imprese italiane hanno saputo intercettare con prontezza la ripresa della domanda a livello globale. Dal canto suo, il made in Italy agroalimentare ha conquistato un traguardo storico, con circa 51 miliardi di euro di esportazioni.

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Negli ultimi tempi lo scenario è cambiato. Sulle prospettive dell’anno da poco iniziato pesano due aspetti critici: la ripresa dei contagi dovuti alla variante Omicron che può minare la fiducia dei consumatori in Italia e su scala internazionale; e il balzo in avanti, in larga parte inaspettato, dell’inflazione trainata dai prezzi del gas.

Il Servizio statistico della Commissione europea (Eurostat) ha segnalato che l’aumento dell’inflazione annuale nella zona euro ha raggiunto a dicembre il 5 per cento. Si tratta del livello più elevato da 25 anni a questa parte.

Il fenomeno inflattivo in atto potrebbe essere di natura transitoria, stando alle valutazioni della Banca centrale europea che ha escluso almeno fino al 2023 il rialzo dei tassi d’interesse. Gli esperti, tuttavia, segnalano che le quotazioni del gas resteranno eccezionalmente elevate almeno fino alla prossima estate, sperando che nel frattempo non intervengano incidenti geostrategici, vista la forte dipendenza dell’Unione europea dalle importazioni.

Resta il fatto che i costi di produzione sono già sotto pressione. In vista dei nuovi raccolti gli agricoltori stanno facendo i conti con un costo dei fertilizzanti salito di cinque volte rispetto a un anno fa. E il prezzo di cessione dei nostri prodotti non segue la dinamica dei costi.

Non possiamo permetterci di indebolire le nostre imprese in un momento così complesso e delicato. La fine delle moratorie sui crediti, sommata all’incremento dei costi, può imporre a un numero non limitato di strutture la sospensione del ciclo produttivo.

L’elevato indebitamento, specie nei settori più colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia, ha comportato squilibri di natura finanziaria e patrimoniale nel settore primario. E non solo. Inoltre, le piccole e medie imprese, che rappresentano una parte importante del sistema produttivo italiano, sovente non riescono a evitare che lo stato di difficoltà degeneri in insolvenza. Questi squilibri sono reversibili e quindi potrebbero ragionevolmente essere superati, con interventi mirati ed urgenti. Da qui il nostro pieno sostegno all’appello lanciato dall’Abi.

Il tema della liquidità delle imprese rappresenta per Confagricoltura un fulcro dell’auspicata ripresa post Covid. La fine delle moratorie fiscali e bancarie rischia di accrescere le difficoltà delle imprese in una fase segnata da crescenti incertezze. Per questo motivo, abbiamo da tempo evidenziato al governo e alle forze politiche la necessità di rinegoziare le esposizioni finanziarie con le garanzie di Ismea e Mediocredito centrale. Abbiamo portato all’attenzione del ministro dell’Agricoltura Patuanelli l’importanza di una strategia fondata su strumenti volti a limitare gli effetti della crisi, grazie all’intervento dello Stato come garante delle operazioni di rinegoziazione del debito con l’allungamento della durata dei finanziamenti.

L’azione del governo potrebbe essere accordata nel cosiddetto “Decreto Milleproroghe” o nell’ambito dei nuovi interventi allo studio a supporto dell’economia, come il nuovo “Decreto Sostegni”.

La decisione va, però, assunta in tempi brevi. L’appello lanciato dall’Abi ha rafforzato la nostra convinzione e determinazione.

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