ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa garante per l’infanzia

Garlatti, subito legge organica contro la violenza su minori ed educazione all’affettività nelle scuole

Obbligo del casellario giudiziale per chi opera nel volontariato per evitare che ci siano precedenti per reati sessuali. Il 91,4% degli autori della violenza è nella cerchia domestica . Servono centri antiviolenza per minorenni

di N.Co.

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4' di lettura

«Introdurre nelle scuole, da quelle primarie, l’educazione all’affettività, alla parità di genere e al rispetto dell’altro è esattamente dall’8 marzo del 2021 che lo chiedo. E non in base ad una idea mia particolarmente originale, ma perchè lo dice la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia, che chiede agli Stati di introdurre questa forma di educazione nelle scuole: è importante che se ne parli sin da piccoli. Non sono mai stata ascoltata, adesso pare di sì». Lo ha detto la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Carla Garlatti in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia. «Non serve inasprire le pene, che sicuramente è utile perché chi ha commesso un reato è giusto che venga punito, ma bisogna investire molto nella prevenzione. Questi fatti non devono accadere. Per prevenire ci sono varie forme e una è quella dell’educazione nelle scuole».

Serve una legge unica e organica per il contrasto alla violenza

«Le norme contro la violenza sui minori andrebbero riunite in un’unica legge organica, come ha fatto la Spagna», ha chiesto la garante Carla Garlatti. «Una legge unica che raccolga queste proposte, che superi la frammentazione perché noi abbiamo varie norme sparse, ma che diventi uno strumento unico, efficace e potente per contrastare la violenza affidando al Garante il compito di monitorare l’applicazione», ha aggiunto Garlatti. «La legge potrebbe essere fatta ad ampio spettro, è una cosa che si può fare e si deve fare a mio avviso, perché la violenza va fermata».

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Il 91,4% degli autori di violenze è nella cerchia domestica

«Oggi abbiamo voluto dedicare questa Giornata Mondiale dell’Infanzia alla lotta contro la violenza proprio perché la violenza è la negazione di tutti i diritti, la violenza è ancora tantissima. Manca una banca dati uniforme in Italia, ma dai dati da noi raccolti è emerso che il 91,4% degli autori della violenza è nella cerchia domestica e questo è un dato agghiacciante», ha sottolineato Carla Garlatti. «La violenza ci riguarda tutti - ha proseguito - non solo per un sentimento di protezione nei confronti dei minori, ma anche perchè ha un costo sociale alto, è una questione di salute pubblica. L’Oms ricorda che al maltrattamento che un uomo subisce da bambino si ricollegano una serie di comportamenti a rischio per la salute e anche di malattie croniche. Sarebbe opportuno che la legge organica contenesse una definizione unica di violenza».

Linee guida e più protezione verso chi denuncia violenze

«È importante che ci sia semplificazione per le segnalazioni. Qui mi rifaccio a una raccomandazione del 6 settembre del Consiglio d’Europa che invita gli Stati a rendere più semplice le segnalazioni», ha detto Garlatti. «Capire cosa va segnalato a chi e come va segnalato è importante. Io suggerisco l’elaborazione di linee guida che siano semplici, chiare, in modo che tutti vi possano accedere. Si tratta anche di una forma di protezione per chi denuncia perché molte volte non si denuncia per paura di ritorsioni, specie quando si tratta di ambienti piccoli», ha spiegato Carla Garlatti. «Non significa anonimato nei confronti dell’autorità alla quale si denuncia ma - ha sottolineato - è importante una protezione per queste persone in modo che si sentano sicure anche nel denunciare».

Obbligo casellario giudiziale per chi opera nel volontariato

«Ritengo che sia importante estendere a tutti coloro che operano nell’ambiente dei minorenni l’obbligo del casellario giudiziale per escludere che ci siano precedenti per reati sessuali. Questo obbligo adesso c’è, ma è limitato a chi ha un contratto di lavoro e ciò lascia fuori tutto il mondo del volontariato che è un mondo ricco: pensiamo agli oratori, alle palestre, ai centri di aggregazione, in genere a chi opera a contatto con i minori stranieri non accompagnati», ha detto la garante. Secondo Garlatti inoltre, «ai reati ne andrebbero aggiunti due, quello della diffusione di video e immagini sessualmente esplicite e quello della violenza di gruppo».

Servono centri antiviolenza per minorenni

«La problematica della ’teen data violence’, cioè la violenza nelle relazioni tra adolescenti è un problema sottovalutato ma c’è, è un problema sommerso. Molte volte sono gli stessi protagonisti che non se ne rendono conto, sono comportamenti come il controllo del cellulare da parte del partner, arrabbiarsi se il partner vuole uscire con gli amici. La vittima non sempre ha i lividi, ma è comunque una violenza pesante. Sono forme di controllo che sono prodromiche a una vera e propria violenza. Io propongo che vengano adattati alle persone minori d’età i sistemi Isa, Increasing Self Awareness, questionari con un linguaggio adatto agli adolescenti e, a corollario, la creazione di centri specifici per antiviolenza per minorenni», ha sottolineato la garante Carla Garlatti. «La violenza è violenza sempre e ovunque, ma l’adolescenza ha delle sue specificità, ha un suo linguaggio quindi sarebbe opportuno che ci fossero centri specifici per i minorenni», ha precisato la Garante.

Crescere in carcere ha conseguenze, case protette la soluzione

«Sono consapevole e concordo che lo Stato deve garantire la sicurezza pubblica e che, se qualcuno ha commesso reato, deve scontare la pena tuttavia sono molto preoccupata dei bambini che nasceranno in carcere ma anche di chi andrà in asilo in carcere», ha sottolineato la garante Carla Garlatti. «Gli istituti come l’Icam hanno sbarre a finestre e porte chiuse a chiave - ha ricordato -, questo disegno di legge non prende in considerazione e non parla mai di case protette che potrebbero essere una soluzione, garantendo che venga scontata la pena per chi ha commesso reato ma venga concesso al bambino di vivere in un ambiente simile ad una casa, senza rendersi conto di essere in un carcere perché nascere e crescere in un carcere ha conseguenze».


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