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Gas, allerta Ue: ridurre consumi del 15% da agosto a fine marzo 2023

Secondo la documentazione pubblicata questa mattina dall'esecutivo comunitario, questo obiettivo sarà “volontario in un primo momento”.

dal nostro corrispondente Beda Romano

Gas, von der Leyen: l'Ue raddoppierà forniture dall'Azerbaigian

2' di lettura

BRUXELLES – Preoccupata da una ormai “probabile” interruzione delle forniture di gas dalla Russia, in piena guerra ucraina, la Commissione europea ha proposto oggi, mercoledì 20 luglio, una diminuzione volontaria del consumo di gas del 15%. La riduzione andrebbe messa in pratica tra il 1° agosto 2022 e il 31 marzo 2023. Il testo normativo, che prenderebbe la forma di un regolamento del Consiglio, dovrà essere approvato alla maggioranza qualificata dei Ventisette.

«La Russia sta usando il gas come arma. Se ci sarà un blocco totale, l’Europa dovrà essere pronta», ha dichiarato in una conferenza stampa il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «La frammentazione del mercato unico è il nostro peggior nemico», ha precisato l'ex ministra tedesca, esortando all'unità tra i Ventisette. Ha aggiunto il commissario all'industria Thierry Breton: «Sostituzione, solidarietà e sobrietà: queste sono le tre ’S’ per prepararsi a un inverno senza gas russo».

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Secondo l'esecutivo comunitario, l'obiettivo del 15% sarà «volontario in un primo momento». Se dovesse emergere un divario tra la domanda e l’offerta, la proposta di regolamento stabilisce la possibilità di lanciare l'allarme e di conseguenza imporre «riduzioni obbligatorie a tutti gli Stati membri».

La commissaria all'Energia Kadri Simson ha precisato che la percentuale del 15% (da applicarsi al consumo medio degli ultimi 5 anni) andrebbe applicata anche nel regime vincolante. «Il livello di allerta potrà essere attivato quando c'è un rischio sostanziale di grave carenza di gas o quando c'è una domanda di gas eccezionalmente elevata», spiega la Commissione, riferendosi a un testo legislativo del 2017. La scelta spetterebbe a Bruxelles. Tornando all'obiettivo di riduzione del 15% della domanda, in una conferenza stampa la presidente von der Leyen ha precisato di ritenere che il criterio è «il più semplice», «il più trasparente», «il più equilibrato» possibile.

La Finlandia ha già ridotto i suoi consumi di oltre il 15%. Ciò detto, pur volontario, questo target non sarà facile da negoziare tra i governi. Quelli che in questi anni hanno fatto maggiori sforzi per ridurre i consumi di gas rischiano di trovare l'obiettivo particolarmente penalizzante. La questione sarà discussa a livello diplomatico già questa settimana, e poi a livello politico in una riunione straordinaria dei ministri dell'Energia prevista qui a Bruxelles per il 26 luglio. Per aiutare i paesi membri a raggiungere il più facilmente possibile l'obiettivo, Bruxelles propone ai Ventisette una serie di criteri per selezionare i settori da salvaguardare e quelli da non salvaguardare: «Lo scopo è di tutelare l’approvvigionamento delle famiglie e delle utenze essenziali come gli ospedali, ma anche le industrie che sono decisive per la fornitura di prodotti e servizi essenziali per l’economia (…) e la competitività dell’Unione europea».

I criteri messi a punto dalla Commissione europea sono i seguenti: la criticità sociale dei singoli settori – spiccano a prima vista la salute, l’alimentazione, la sicurezza, le raffinerie e la difesa; la partecipazione o meno dei diversi settori alle catene di approvvigionamento transfrontaliere; gli eventuali danni agli impianti nel caso di interruzione dell'operatività; la possibilità di ridurre il gas o di sostituirlo con altri prodotti.


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