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Gas, un canale riservato all’industria

Parla Andrea Ripa di Meana, amministratore unico di Gse, Gestore dei Servizi Energetici

di Jacopo Giliberto

3' di lettura

Un aiuto contro il caro bollette, in cui il Gse sarà il perno attorno cui far arrivare alle imprese piccole e grandi ad alta intensità di energia quel gas aggiuntivo dei giacimenti italiani che il Governo destina loro a prezzo concordato. Oppure come ruolo promotore del biometano, il gas che arriva non dai giacimenti bensì dalla fermentazione di materiali organici. O ancora in assistenza al ministero della Transizione ecologica per le iniziative per l’uso dell’idrogeno verde. In altre parole, la transizione energetica cui il Gse lavora è alleata con gli obiettivi di ridurre la dipendenza dall’estero e di moderare le pazzie dei prezzi. Sono questi alcuni dei temi sul tavolo di Andrea Ripa di Meana, economista, sposato, un figlio, dall’estate scorsa amministratore unico del Gestore dei servizi energetici. «Il Gestore dei servizi energetici era nato per gestire i meccanismi nascenti di incentivazione e per fare da capogruppo per altre società; poi al Gse sono stati affidati anche altri mercati e ora ci occupiamo anche degli aspetti ambientali, come per esempio siamo l’organismo nazionale di gestione dell’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. Insomma - aggiunge Ripa di Meana - oggi nel ruolo del Gse si salda l’asse che va dall’energia alle emissioni fino al risparmio energetico e alla chiusura circolare delle filiere». Filiere molto diverse, come per esempio la neonata formula delle comunità energetiche, il nuovo settore dell’agrisolare ora sotto esame, come l’efficienza energetica degli uffici pubblici.

Gas (e corrente) all’industria

Tra i compiti allo studio del Governo c’è «attuare il convogliamento di circa 2 miliardi di metri cubi di gas estratti da concessioni minerarie italiane verso contratti a lungo termine o destinatari definiti dalla Transizione ecologica», ricorda l’amministratore unico del Gse. I destinatari saranno principalmente energìvori e piccole e medie imprese ad alta intensità energetica o particolarmente esposte alla competizione internazionale sul costo dell’energia. L’esperienza del metano potrebbe essere estesa anche all’elettricità. Per esempio, il Gse potrebbe ritirare e gestire quantitativi rilevanti di energia elettrica rinnovabile per cederla alle imprese a prezzi equi. Come ha detto Ripa di Meana in un’audizione alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, il gas sarebbe «estratto dal circuito dei prezzi spot, aprendo una strada che può essere replicata in altre forme anche nel settore elettrico. Noi siamo pronti, ove questa misura venisse adottata, a convogliare quantitativi di energia dalla borsa a contratti a lungo termine».

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Norme in avvicinamento

L’amministratore unico guarda alle regole ora allo studio per le nuove frontiere dell’energia pulita. «L’innalzamento a 200 chilowatt della soglia per l’accesso al modello unico renderà più veloci e semplici le incentivazioni ai nuovi impianti fotovoltaici. Per gli impianti agrivoltaici, va definito bene che cosa si intende per impianto agrivoltaico e servono le linee guida per capire come valutare e certificare le compatibilità tra attività agricola ed energetica». Inoltre al Gse è stato chiesto di contribuire a definire un meccanismo di incentivazione per produzione di idrogeno verde «e lo stiamo facendo, pur nella complessità della analisi di filiere ancora in via di formazione».

Ridurre tempi e burocrazia

«Nel Gse ho trovato una società con un corredo ampio di competenze, anche per il futuro del sistema, abbiamo dovuto selezionare le procedure critiche più complesse o più ricorrenti per capire come ridurre i tempi e aumentare l’efficienza. Il nostro ruolo non è solamente erogare fondi bensì gestire un sistema complesso che dà servizi e accompagna imprese, i cittadini e le amministrazioni pubbliche verso una transizione energetica. Entrpo fine anno - assicura Ripa di Meana - riusciremo a migliorare i processi non solo di qualifica ma anche di verifica». Ci si lamenta spesso della lentezza della burocrazia nell’autorizzare i progetti rinnovabili, con 170mila megawatt di progetti in attesa di sviluppo concentrati in poche, pochissime Regioni, soprattutto Sicilia e Puglia. Conferma l’amministratore unico: «Il Governo sta lavorando e ha messo già in atto una serie di misure per accelerare la conclusione degli iter autorizzativi. Le Regioni che devono conciliare i processi autorizzativi complessi con gli obiettivi del Governo possono contare sull’assistenza del Gse, così come anche le associazioni di settore e in particolare di quei settori in sofferenza come energìvori e hard to abate».

Riproduzione riservata ©

  • Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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