ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùmediterraneo

Gas conteso, la Francia manda navi militari per invitare al dialogo la Turchia

Il presidente esprime preoccupazione per le crescenti tensioni tra Grecia e Turchia sui diritti esplorativi in acque ricche di gas naturale

di Antonella Scott

default onloading pic
La Tonnerre lascia il porto di Marsiglia (Reuters)

Il presidente esprime preoccupazione per le crescenti tensioni tra Grecia e Turchia sui diritti esplorativi in acque ricche di gas naturale


4' di lettura

«Nel Mediterraneo orientale la situazione è preoccupante - twitta Emmanuel Macron -. Le decisioni unilaterali della Turchia in tema di esplorazioni petrolifere provocano tensioni. Devono spegnersi, per permettere un dialogo pacifico tra Paesi vicini, e alleati Nato».

Un dialogo che il presidente francese, in ogni caso, attende passando all’azione: «Ho deciso di rinforzare temporaneamente la presenza militare francese nel Mediterraneo orientale, nei prossimi giorni, in cooperazione con i partner europei, Grecia inclusa». La replica, immediata, del presidente turco Recep Tayyep Erdogan è una sferzata alla grandeur francese: «Nessuno dovrebbe vedersi ingrandito come un gigante nello specchio - ha detto il raìs senza neppure nominare Parigi ma accennando ai «passi falsi» di un Paese «che non ha neppure una costa nel Mediterraneo orientale». A noi «non interessa fare spettacolo davanti alle macchine fotografiche», ha aggiunto il presidente turco riferendosi al viaggio di Macron a Beirut, neanche due giorni dopo la terribile esplosione del 4 agosto scorso: «Macron e compagnia vogliono ristabilire l’ordine coloniale» in Libano.

Loading...

Il presidente turco ha però aggiunto che la soluzione può venire soltanto dal dialogo e dal negoziato. Ankara, ha voluto chiarire Erdogan, non cerca avventure «non necessarie» nel Mediterraneo, né tensioni: «Possiamo trovare una via d’uscita vincente per tutti, nell’interesse di tutti».

La tensione tra Grecia e Turchia, accesa dalla corsa al controllo dei ricchi giacimenti di gas scoperti in questi ultimi anni nel Mediterraneo orientale, si inserisce in uno scenario più antico ed esplosivo, perché mediorientale e nordafricano. O meglio, in un intrico di scenari spesso contrapposti, come le rivendicazioni di diritti economici esclusivi sulle stesse acque. Gli attori sono Israele, Libia, Egitto, Libano, Cipro, Turchia, Grecia. Insieme alle compagnie straniere già presenti nell’area: europee, russe, americane.

Macron, che per primo si è fatto vedere a Beirut subito dopo la drammatica esplosione, e che ha Total tra i protagonisti delle esplorazioni al largo della costa libanese in un consorzio di cui fanno parte anche Eni e la russa Novatek, aveva parlato mercoledì al telefono con il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis: mettendolo a parte, comunica l’Eliseo, «della propria preoccupazione» e «ricordando l’importanza di un appianamento delle attuali divergenze attraverso il dialogo». Macron avrebbe quindi sottolineato a Mitsotakis la necessità «di una più ampia concertazione tra Grecia e Turchia», accogliendo positivamente a questo riguardo l’iniziativa di mediazione avviata dalla Germania.

«Al fine di comprendere meglio la situazione in questa regione - continua il comunicato dell’Eliseo - e di marcare la sua volontà di far rispettare il diritto internazionale, il presidente ha deciso di rinforzare provvisoriamente la presenza militare francese» nell’area. Si tratta della fregata «Lafayette» e di due caccia «Rafale», precisa il ministero della Difesa francese. Già il mese scorso Macron aveva ipotizzato sanzioni europee contro la Turchia a causa delle «violazioni» della sovranità greca e cipriota, nelle rispettive acque territoriali.

Grecia e Turchia, come ha ricordato Macron, sono entrambi Paesi membri dell’Alleanza atlantica. Spesso sovrapponendosi, ciascuno rivendica il diritto di sfruttamento di risorse energetiche custodite in piattaforme continentali la cui estensione, in un mare costellato di piccole isole greche, è controversa. La situazione si è deteriorata in questi giorni con l’avvio di ricerche sismiche nel Mar Egeo sud-orientale da parte di una nave esplorativa turca, la Oruc Reis, accompagnata da navi da guerra. In zona è presente anche la Marina greca, per sorvegliare le mosse di Ankara: l’area in cui naviga la Oruc Reis, ricca di giacimenti di gas naturale, è contesa tra i due Paesi.

Il giorno precedente l’arrivo della nave turca, Grecia ed Egitto avevano firmato un accordo marittimo contestato da Ankara. Che, tuttavia, mercoledì ha scambiato con Atene segnali distensivi: «Malgrado tutto - aveva dichiarato il ministro turco della Difesa Hulusi Akar all’agenzia Reuters - vogliamo credere che il buon senso possa prevalere. Noi siamo dalla parte del diritto internazionale, del buon vicinato e del dialogo». E Mitsotakis ha confermato la volontà di costruire ponti con i Paesi vicini: «Ma il dialogo - ha aggiunto - diventa irrilevante in un clima di tensioni».

«Bisogna sapere - dice il ministro turco - che i nostri mari sono la nostra patria azzurra. Ogni goccia è preziosa». Al centro delle contestazioni turche, l’isola greca di Kastellorizo, avamposto a soli due km dalla costa meridionale turca, e a 558 km da Atene. La Turchia, che rivendica il controllo delle acque immediatamente a sud dell’isola, ricorda di essere dotata della più lunga linea costiera del Mediterraneo orientale, avendo però diritto a una striscia limitata di acque territoriali a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, e della presenza di tante isole greche vicino alla propria costa. «La richiesta greca non si spiega con il buon senso - afferma Erdogan -: è assurdo sostenere che un’isola di 10 km quadrati abbia una giurisdizione su 40mila km quadrati marittimi». Il controllo greco delle acque intorno a Kastellorizo è stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del mare, non sottoscritta dalla Turchia.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti