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Gas, Draghi: «Algeria diventato il nostro primo fornitore»

I risultati del summit intergovernativo nella capitale del paese maghrebino

di Carlo Marroni

Mario Draghi e il primo ministro algerino Aimen Benabderrahmane

2' di lettura

Il vertice intergovernativo ha «confermato il nostro partenariato privilegiato nel settore energetico. In questi mesi, l’Algeria è diventato il primo fornitore di gas del nostro Paese» e l’annuncio dei 4 miliardi di metri cubi di gas dei giorni scorsi rappresenta «una accelerazione rispetto a quanto previsto» dagli accordi con l’Eni e «anticipa forniture ancora più cospicue nei prossimi anni». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Mario Draghi ad Algeri, ricordando che la collaborazione con l’Algeria sarà «nello sviluppo di fonti rinnovabili, in particolare dell’idrogeno verde e dell’energia solare, eolica e geotermica».

«Partner molto importante per l'Italia, in molti campi»

«L’Algeria è un partner molto importante per l’Italia. Lo è nel campo energetico, nell’industria e nell’attività imprenditoriale, nella lotta alla criminalità, nella ricerca della pace e della stabilità nel Mediterraneo». Draghi ad Algeri aggiunge: «La dichiarazione congiunta e le intese appena firmate riflettono l'ampio spettro di collaborazione tra i nostri Paesi. Questo include la giustizia, lo sviluppo sociale, la cooperazione industriale, i lavori pubblici, la transizione energetica, la promozione culturale».

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Sonatranch: da inizio anno forniti 13,9 mld di metri cubi

Nei giorni scorsi la Sonatrach (l'azienda petrolifera algerina) ha annunciato che quest'anno aumenterà di altri 4 miliardi di metri cubi le sue forniture di gas all'Italia, oltre ai 2 miliardi e passa già decisi. Il che vuol dire che nel 2022 l'Algeria ci fornirà 6 miliardi di metri cubi di gas supplementari (dall'inizio dell'anno, ce ne ha già venduti 13,9 miliardi). In una nota congiunta, MiTE e Farnesina definiscono i 4 miliardi in più «un ulteriore passo nella strategia portata avanti dall'esecutivo e che, grazie anche al lavoro degli operatori italiani, mette in sicurezza il Paese, già nel breve termine, sul fronte dell'approvvigionamento di gas».

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, il paese maghrebino è diventato rapidamente il primo fornitore di metano al nostro paese, sfruttando al massimo il gasdotto Transmed, che arriva a Mazara del Vallo passando per la Tunisia. Il paese maghrebino all’inizio dell’anno ci vendeva 21 miliardi di metri cubi all’anno, ed era secondo alla Russia, che ce ne vendeva 29 miliardi. Draghi era già andato ad Algeri ad aprile con l'ad di Eni, Claudio Descalzi, e il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Lì aveva chiuso un accordo che dal prossimo inverno porterà circa 10 miliardi di metri cubi di metano algerino in più in Italia, un terzo di quello che compravamo dalla Russia.

Accordi tra Roma ed Algeri su rinnovabili, autostrade e grandi opere

Rinnovabili, strade, autostrade e grandi opere, lotta alla corruzione, attraverso la collaborazione con l’Anac, ma anche alla radicalizzazione in carcere. Sono alcuni dei 15 tra accordi, memorandum di intesa, protocolli di cooperazione e dichiarazioni di intese firmati tra governo italiano e algerino al termine del IV vertice intergovernativo di Algeri. A firmare le intese i 6 ministri che hanno accompagnato il premier Mario Draghi. Le intese spaziano dal farmaceutico (con accordi siglati anche dall'Aifa) alla promozione degli investimenti, allo sviluppo sociale. Diverse le intese in campo industriale e nel settore della pietra.

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