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Bolletta, per il caldo anomalo risparmiati 3,1 miliardi in luce e gas

L’altra faccia della medaglia è che «i consumi di 10 miliardi di metri cubi che abbiamo consumato quest’anno, sempre in ottobre e novembre, li abbiamo pagati il triplo del normale, intendendo per normale i prezzi medi degli anni prima»

di Andrea Carli

(Adobe Stock)

3' di lettura

Poco più di tre miliardi risparmiati dai consumatori sulle bollette di gas e luce tra ottobre e novembre grazie al clima mite. È un’indicazione, quella che viene fuori da un’indagine elaborata da Nomisma Energia per Il Sole 24 Ore che, che non passa inosservata, soprattutto se il contesto è quello - per dirla con le parole utilizzate dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento programmatico di bilancio inviato alla Commissione europea - di famiglie «duramente colpite dal forte rialzo dell’inflazione».

«Un aiuto non piccolo dal clima, dall'ottobrata, arrivata anche sulla prima metà di novembre - spiega Davide Tabarelli, presidente della società di ricerca in campo energetico e ambientale -. In questi primi due mesi della stagione invernale, ottobre e novembre, i risparmi per clima mite sono stati 3,1 miliardi, un piccolo bonus per una bolletta più salata di 16 miliardi di euro rispetto a prima della crisi».

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Autunno mite, risparmiati oltre due miliardi di metri cubi di minori consumi di gas

I numeri: sono oltre 2 miliardi di metri cubi di minori consumi di gas per questo inizio morbido della stagione invernale, quella con i maggiori consumi stagionali, fino a 4 volte quelli che si hanno in estate. Nei due mesi di ottobre e novembre 2022 - rileva Nomisma Energia - le eccezionali temperature, un po’ rientrate nella seconda metà di novembre, hanno permesso un calo dell’ordine di un quarto rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.

Per i consumatori un risparmio di 2,4 miliardi di euro

Da qui il ritorno in termini di un risparmio sulle bollette. «Moltiplicando semplicemente il prezzo medio di questo periodo di 1,2 euro per metro cubo, derivante da 120 euro per megawattora del famigerato mercato del TTF (“Title Transfer Facility”, il mercato virtuale per lo scambio del gas naturale con sede in Olanda, uno dei principali mercati di riferimento per lo scambio del gas in Europa, ndr) - osservano i tecnici di Nomisma Energia - il risparmio per i consumatori è dell’ordine di 2,4 miliardi di euro».

Il bicchiere mezzo pieno

Certo, osservano ancora, è «il bicchiere mezzo pieno, perché la metà vuota riguarda il fatto che i consumi di 10 miliardi di metri cubi che abbiamo consumato quest’anno, sempre in ottobre e novembre, li abbiamo pagati il triplo del normale, intendendo per normale i prezzi medi degli anni prima. La stima è che abbiamo speso in media, per tutti i tre principali settori, termoelettrico, industria e riscaldamento, qualcosa come 9 miliardi di euro, contro i 3 che spendevamo prima della crisi». Di qui l’(amara) conclusione. «Se le quantità consumate sono state meno, il maggior costo dovuto all’impennata dei prezzi ha comunque ampiamente superato i risparmi.

Sull'elettricità risparmi più contenuti: meno 0,74 miliardi di euro nei due mesi

Sull'elettricità i risparmi per il clima favorevole sono nettamente più contenuti, anche perché il riscaldamento elettrico da noi è ancora poco diffuso e riguarda solo le punte quando fa molto freddo in alcuni giorni di gennaio e febbraio. Qua il risparmio è stato dell'ordine del 4% sui due mesi, pari a minori consumi di 1,5 miliardi di chilowattora che, con un prezzo medio di 0,5 euro per chilowattora, comporta un risparmio di 0,74 miliardi di euro. Tuttavia, osservano ancora i tecnici di Nomisma Energia, «qui il bicchiere mezzo vuoto è increscioso, perché i prezzi sono superiori del doppio a quelli dei periodi normali. I 53 miliardi di chilowattora consumati in ottobre e novembre, in base alle prime stime, li abbiamo pagati in media 0,4 euro, più del doppio di un anno prima, circa 21 miliardi di euro, 11 miliardi in più. La riduzione delle quantità ci ha permesso un leggero risparmio di 0,7 miliardi». In definitiva il clima ci dà una mano, ma la bolletta rimane comunque molto, troppo, salata. E il cuore della stagione invernale, quando il termometro va sotto zero, è alle porte. Anzi, in molte zone d’Italia è già una “rigida” realtà.


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