ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLo studio di Oxford Economics

Gas, ecco perché è scongiurato il rischio razionamento per quest’inverno

Le conclusioni dell’analisi: alla fine di quest’inverno gli stoccaggi di gas saranno ampiamente superiori al 30% della capacità complessiva e sebbene le prospettive per il prossimo inverno siano meno positive, con stoccaggi di gas inferiori, ma comunque oltre la soglia del 25%, questo «rende meno probabile uno scenario di recessione severa»

Von der Leyen: "Russia ha tagliato dell'80% le forniture di gas"

2' di lettura

L’allarme sembra, allo stato attuale, se non proprio rientrato, di certo meno preoccupante. L’Italia eviterà il razionamento del gas quest’inverno e il prossimo e questo dovrebbe evitare una grave recessione. A questa conclusione è giunta un’analisi di Oxford Economics.

Alla fine dell’inverno stoccaggi di gas superiori al 30% della capacità complessiva

Alla fine di quest’inverno gli stoccaggi di gas saranno ampiamente superiori al 30% della capacità complessiva - scrivono gli analisti della società di consulenza economica britannica - e sebbene le prospettive per il prossimo inverno siano meno positive, con stoccaggi di gas inferiori, ma comunque oltre la soglia del 25%, questo «rende meno probabile uno scenario di recessione severa».

Loading...

Rapido adattamento delle fonti di approvvigionamento

Nonostante la riduzione dei flussi di gas naturale provenienti dalla Russia, il rapido adattamento delle fonti di approvvigionamento ha ridotto l’impatto sulla fornitura totale di gas nel 2022. L’anno prossimo, tuttavia, si assisterà a un calo più consistente delle forniture. Ma i prezzi elevati, le misure regolamentari, l’aumento dell’efficienza energetica e il ricorso ad altri combustibili dovrebbero contribuire al contenimento della domanda di gas.

I rischi rimangono

I rischi, comunque, rimangono, sottolinea anche Oxford Economics. L'ipotesi è infatti che i flussi provenienti dai gasdotti russi continuino a intermittenza, ma la Russia potrebbe interromperli da un giorno all’altro. Inoltre, è possibile che gli aumenti di efficienza siano inferiori alle aspettative, mentre un inverno più freddo o un calo della produzione di energia elettrica da fonti diverse dal gas potrebbero determinare un aumento della domanda di gas. Ciò renderebbe più probabile uno scenario negativo.

Per ora l’Italia non è a rischio

Per ora l'Italia, precisa il rapporto, entra nell'inverno in «una posizione sicura», con stoccaggi di gas pari al 92% della capacità all'inizio di dicembre, grazie alla resilienza delle importazioni, in calo solo del 2,5% nei primi 11 mesi dell'anno e al calo dei consumi di gas che si sono ridotti dell'8,7% contro -2% alla fine di agosto. L’utilizzo di gas da parte dell'industria, in particolare, è stimato in calo del 15% dall'inizio dell'anno e del 20% a novembre. Al tempo stesso la produzione di elettricità è tornata in linea con il trend.

Il calo delle forniture è stato controbilanciato da un aumento delle importazioni

Nell'insieme la riduzione della domanda di gas in Italia è in linea con quella osservata in altri Paesi come la Germania. I flussi di gas russo da Tarvisio sono diminuiti del 60% negli 11 mesi a novembre e negli ultimi mesi sono stati intermittenti, ma il calo delle forniture è stato controbilanciato da un aumento delle importazioni, in particolare dalla Norvegia (+40%) e dall'Azerbaijan (+20%-25%), grazie al fatto che l'Italia è stata «molto attiva» nel concordare nuovi accordi di fornitura.

Quindi, mentre alcuni mesi fa Oxford Economics riteneva che il rischio di un pesante razionamento in Italia fosse più elevato che altrove, ora non è più così. La Penisola è stata più lenta di altri Paesi ad adeguare la domanda di gas, ma adesso ha fatto abbastanza per evitare lo scenario peggiore.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti