Guerra & energia

Gas, ecco il piano Ue per tagliare di due terzi l’import dalla Russia entro un anno

Diversificare le forniture di gas, aumentare la produzione di biometano e idrogeno rinnovabile, ridurre più velocemente l’uso di combustibili fossili nelle case, nell’industria e nel sistema energetico, aumentando l’efficienza energetica e l'uso di energie rinnovabili

di Beda Romano

Profughi ucraini all’ingresso in Polonia (Ap)

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - La Commissione europea ha presentato oggi, martedì 8 marzo, un piano d'azione con il quale eliminare la dipendenza dell'Unione europea dal gas russo prima del 2030. Tra le altre cose, in un contesto di forte aumento dei listini dell'energia, l'esecutivo comunitario intende allentare le regole sulle regole sugli aiuti di Stato, permettere di regolamentare a livello nazionale i prezzi energetici, e promuovere lo stoccaggio di gas sul territorio europeo.

«Dobbiamo diventare indipendenti dal petrolio, gas e carbone russi – ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen -. Dobbiamo agire per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, diversificare il nostro approvvigionamento di gas per il prossimo inverno e accelerare la transizione all’energia pulita. Prima passiamo alle energie rinnovabili e all’idrogeno (…) prima saremo veramente indipendenti e padroni del nostro sistema energetico».

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Le iniziative comunitarie giungono dopo due settimane di combattimenti in Ucraina, invasa dall'esercito russo alla fine di febbraio dopo anni di tensioni tra i due paesi. La clamorosa invasione ha provocato preoccupazioni sui mercati petroliferi e finanziari, contribuendo tra le altre cose a un forte aumento dei prezzi di alcune materie prime. Questa settimana il barile di petrolio ha sfiorato i 140 dollari, mentre la tonnellata di grano è salita a 435 euro, in aumento del 40%. L'obiettivo principale nel pacchetto presentato oggi è quello di eliminare la dipendenza dagli idrocarburi russi entro il 2030.

Come? Diversificando le forniture di gas, attraverso maggiori importazioni di gas liquefatto e una maggiore produzione di biometano e idrogeno rinnovabile; così come riducendo più velocemente l’uso di combustibili fossili nelle case, nell’industria e nel sistema energetico, aumentando l’efficienza energetica e l'uso di energie rinnovabili.

Secondo la Commissione europea, queste scelte potrebbero ridurre la dipendenza europea dal gas russo per due terzi entro la fine dell'anno. Nel contempo, pur di evitare rischi di carenza di gas durante l'inverno, Bruxelles intende presentare entro aprile un testo legislativo che imporrà ai paesi membri di avere riserve sotterranee piene al 90% al 1° ottobre di ogni anno. L'esecutivo comunitario vuole in questa circostanza promuovere solidarietà tra i governi nazionali.

Infine, la Commissione europea intende utilizzare l'articolo 107 dei Trattati per consentire un uso più liberale delle regole sugli aiuti di Stato con l'obiettivo “di aiutare le aziende più colpite dalla crisi, in particolare quelle che stanno facendo i conti con costi energetici elevati”. L’Unione europea importa il 90% del suo consumo di gas, con la Russia che fornisce il 45% di queste importazioni. La stessa Russia pesa per il 25% delle importazioni di petrolio e il 45% delle importazioni di carbone.

Il piano d'azione della Commissione europea giunge mentre da Mosca il Cremlino ha lasciato intendere di essere pronto a bloccare le esportazioni di idrocarburi: «Tenuto conto delle accuse infondate contro la Russia per quanto riguarda la crisi energetica in Europa e il blocco del gasdotto Nord Stream 2, sappiamo di avere il pieno diritto di prendere una decisione ‘a specchio' e di imporre un embargo sul transito di gas attraverso Nord Stream 1», ha detto il vice premier russo Alexander Novak.

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