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Gas, l’Algeria con i nuovi contratti dimezza le forniture all’Italia

Anche Edison ha rinnovato gli accordi per l’acquisto di gas dall’Algeria, come avevano già fatto Eni ed Enel. Il contratto esistente è stato esteso al 2027 e garantisce forniture di 1 miliardo di metri cubi l’anno per 8 anni: la metà rispetto al passato, come negli altri casi

di Sissi Bellomo


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(Ansa/Ap)

2' di lettura

L’Italia continuerà ad importare gas dall’Algeria anche attraverso Edison. La società di Foro Buonaparte è stata l’ultima tra i clienti di Sonatrach a concludere le trattative, ma alla fine ha confermato l’accordo per un’«estensione del contratto esistente» per altri 8 anni, fino al 2027.

Le forniture concordate saranno di un miliardo di metri cubi (bcm) l’anno, la metà rispetto a quelle attuali, che erano state negoziate nel 2008.

Anche Eni ed Enel– che avevano rinnovato gli accordi rispettivamente a maggio e a giugno di quest’anno – avevano dimezzato i volumi e accorciato la durata contrattuale.

Il Cane a sei zampe importerà 9-10 bcm l’anno fino al 2027 (con opzione per arrivare al 2029), mentre il gruppo guidato da Francesco Starace si è accontentato di 3 miliardi di metri cubi l’anno, contro i precedenti 7 bcm, ma il suo contratto si spinge più in là nel tempo: la durata è di 8 anni +2, fino al 2030.

Eni ha anche rinnovato gli accordi per il trasporto attraverso il gasdotto Transmed (di cui Sonatrach possiede in joint venture il tratto sottomarino) e per il transito del gas algerino in Tunisia, fino al 2029.

In tutto l’Italia potrà contare su circa 14 miliardi di metri cubi di gas algerino nei prossimi otto anni: quasi 3 miliardi in meno rispetto ai volumi – già fortemente ridotti – che abbiamo importato nel 2018 e oltre 10 miliardi in meno rispetto a una decina d’anni fa.

Attraverso il punto d’ingresso di Mazara del Vallo (l’approdo del Transmed in Sicilia) l’anno scorso sono entrati in Italia 17,1 bcm di gas, secondo dati del Mise, in calo del 9,5% rispetto al 2017, ma comunque una quantità tale da soddisfare oltre un quarto del nostri consumi (pari in totale a 72,7 bcm).

Nel 2010 l’Algeria era arrivata a venderci quasi 26 bcm ed era stata il nostro primo fornitore, superando anche la Russia.

Il Paese nordafricano ha resistito più a lungo di altri fornitori nel difendere l’indicizzazione al petrolio del prezzo del gas: una politica che negli ultimi anni lo ha reso meno competitivo. Ma soprattutto l’Algeria ha consumi interni che crescono in modo vertiginoso e una produzione che è generoso definire stagnante.

Sonatrach non ha l’interesse – né la capacità – di impegnarsi per volumi ingenti di gas. Nei suoi piani c’è piuttosto lo sviluppo del Gnl, con una quota importante da riservare alle vendite spot.

La società negli ultimi 18 mesi ha rinnovato i contratti per forniture via gasdotto con tutti i clienti storici: oltre agli italiani, la portoghese Galp, la spagnola Naturgy e la turca Botas. Ma gli impegni sono stati in ogni caso ridimensionati rispetto al passato.

I volumi totali destinati all’export sono ora 27,9 bcm scrive S&P Global Platts, a fronte di esportazioni per 51,4 bcm nel 2018, per due terzi destinate all’Italia.

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