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Gas, l’Autorità cambia il metodo per calcolare il costo in bolletta

L’Arera ha deciso di utilizzare come riferimento la media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso Psv italiano, aumentando la frequenza di aggiornamento

di Celestina Dominelli

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

L’Italia dice addio al Ttf (Title Transfer Facility), il principale mercato di riferimento all’ingrosso per negoziare gli scambi di gas, uno dei più liquidi in Europa, considerato però da molti una delle cause alla base della forte risalita dei prezzi per via di presunte manovre speculative - più volte denunciate dal ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani -, che ne riguarderebbero il funzionamento. Lo fa, per il tramite dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, che venerdì, a Borsa chiusa, ha annunciato la modifica del metodo con cui, ogni trimestre, viene aggiornato il costo della materia prima, una delle voci principali del conto pagato dagli utenti in tutela per la bolletta del gas (circa 7,3 milioni di clienti domestici sui 20,4 milioni, il 35,6%).

La sicurezza delle forniture

Il cambio punta a rendere più sicure le forniture ai consumatori anche se non si potrà agire strutturalmente sui livelli vertiginosi raggiunti dai prezzi di mercato. Il meccanismo consentirà infatti di ridurre il rischio che i venditori non siano in grado di garantire la propria operatività e quindi i volumi di gas agli utenti finali. E si ridimensionerà notevolmente anche il pericolo che le famiglie siano costrette a ricorrere ai servizi di ultima istanza e che gli operatori debbano far ricorso al servizio di default con possibili riverberi negativi sull’equilibrio dell’intera filiera del gas. In sostanza, si tratta di una manovra necessaria per evitare nuovi e pesanti rincari dei prezzi, ma anche la crisi del sistema gas italiano.

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Cosa cambierà dunque nella fattura dal 1° ottobre? L’Autorità presieduta da Stefano Besseghini spiega la sua mossa con l’esigenza di intercettare in modo più immediato eventuali iniziative nazionali ed europee di riduzione dei prezzi (leggi tetto al prezzo del gas). In altri termini, le quotazioni a termine del mercato all’ingrosso, il Ttf appunto, non saranno più la base di partenza per il calcolo del prezzo del gas nel tutelato, ma quest’ultimo verrà identificato considerando la media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso Psv italiano, il punto di scambio virtuale, che corrisponde all’indice del prezzo gas nella penisola, e aumentando anche la frequenza di aggiornamento dei prezzi. Non più trimestrale ma mensile.

Intervento straordinario per tutelare i consumatori

«Prezzi troppo elevati, una guerra in corso ed un chiaro uso del gas come leva geopolitica ci chiamano ad interventi straordinari, per cercare di garantire la difesa del consumatore e la sicurezza della fornitura – ha spiegato il presidente dell’Arera Stefano Besseghini a valle della riunione del collegio che ha deciso la correzione di rotta -. Il ricorso ad un meccanismo più dinamico di formazione del prezzo permetterà di non trasferire al consumatore i costi di copertura del rischio e di trasferirgli invece, immediatamente, i vantaggi derivanti da eventuali decisioni, come il tetto al prezzo del gas, che si dovessero assumere a livello europeo».

Per fissare la componente Cmem, che corrisponde al costo previsto per l’acquisto del gas che verrà poi rivenduto ai clienti, l’Arera userà quindi un altro indicatore ritenuto più rappresentativo del prezzo spot del mercato italiano, in quanto caratterizzato da livelli di liquidità più significativi rispetto ad altri parametri proposti e in grado di limitare i costi con cui gli operatori si coprono dal rischio di perdite connesse alle operazioni fatte sul mercato.

Il nuovo metodo entrerà in vigore con il prossimo aggiornamento trimestrale e resterà in piedi fino al termine della tutela gas. Che attualmente è fissato a gennaio 2023 e su cui, come noto, l’Autorità chiede da tempo un allineamento con la deadline prevista per l’addio alla maggior tutela nell’elettrico, in agenda invece a gennaio 2024.

Maggiore trasparenza

Con il nuovo metodo di aggiornamento, il valore della componente della materia prima per la tutela gas sarà pubblicato sul sito dell’Autorità all’inizio di ogni mese successivo a quello di riferimento. Contestualmente saranno poi introdotti specifici obblighi di trasparenza per i venditori che, in caso i ricalcolo di prezzo rispetto a quanto fatturato in precedenza, dovranno non solo fornire un’informazione chiara in bolletta, ma anche creare una sezione ad hoc sul sito per illustrare in modo comprensibile il perché del nuovo calcolo e le modalità di formazione dei prezzi. E, per promuovere questo scatto in avanti, l’Arera ha deciso di attivare un tavolo di lavoro emergenziale con le associazioni dei consumatori per definire, in primis, ulteriori forme di comunicazione e informazione.

Fin qui le iniziative adottate. Ma resta, ribadisce l’Autorità anche nella segnalazione a governo e Parlamento che accompagna la delibera, la necessità di interventi nazionali e internazionali per ripristinare l’equilibrio tra domanda e offerta, come la riduzione della domanda su base volontaria e l’identificazione di meccanismi per gestire le azioni in caso di emergenza.

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