ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa crisi energetica

La mappa dei paesi per sostituire il gas russo. Di Maio e Cingolani in Congo e Angola

Entro l’inverno bisognerà infatti riempire gli stoccaggi per far fronte ai mesi freddi e nell’arco di 2 o 3 anni, liberarsi della dipendenza dalla Federazione russa

Draghi: "Rafforziamo cooperazione bilaterale con Algeria su energia"

3' di lettura

A rappresentare il Governo nelle missioni nella Repubblica dell’Angola e nella Repubblica del Congo, previste mercoledì 20 e giovedì 21 aprile non sarà il presidente del Consiglio Mario Draghi, risultato positivo al Covid, ma il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio e il responsabile della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Asintomatico, il capo del Governo seguirà comunque “da remoto” le nuove tappe di quello che è stato denominato “Il tour del gas” in Africa. Alla vigilia della missione, Draghi ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica del Congo, Dénis Sassou N'Guesso, in vista dell’imminente missione a Brazzaville dei due ministri. I due leader - ha fatto sapere Palazzo Chigi - «hanno condiviso l’ampio potenziale del partenariato bilaterale, in particolare nel settore energetico e si sono ripromessi di incontrarsi presto di persona»

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La strategia

Il problema è come diversificare in tempi stretti le fonti di approvvigionamento. È il dossier numero uno in Italia dall’inizio della guerra in Ucraina. Entro l’inverno bisognerà infatti riempire gli stoccaggi per far fronte ai mesi freddi e nell’arco di 2 o 3 anni, liberarsi della dipendenza dalla Federazione russa. In quest’ottica acquisiscono un’importanza strategica i nuovi accordi di fornitura con l’Algeria, il Congo, l’Angola e il Mozambico, da cui l’Italia punterebbe ad ottenere circa il 50% dell’energia di Mosca entro il 2023 (un terzo dall’Algeria e il resto dagli altri paesi, africani , compreso l’Egitto, e dal Qatar). Sulle cifre Palazzo Chigi non si espone in alcun modo, anche per motivi di sicurezza nazionale, si spiega in ambienti di governo.

Il caso Egitto ha agitato la maggioranza

La firma di un contratto da 3 miliardi di metri cubi in più di Gnl dall’Egitto da parte dell’Eni ha agitato la maggioranza. Dopo la presa di posizione critica del Pd, la capogruppo di LeU al Senato, Loredana De Petris, ha detto che «passare da un dittatore all’altro non è la via giusta per raggiungere l’indipendenza energetica». Per il sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, invece, «non bisogna mettere in competizione le due cose altrimenti poi alla fine si rischia di non fare nulla sul gas e nulla su Regeni».

Il contributo atteso dalle rinnovabili

Intanto i tecnici italiani sono già al lavoro sul campo. Per affrancarsi da Mosca determinante sarà anche la spinta sulle rinnovabili: per gli iter autorizzativi, spesso troppo lunghi, gli operatori del settore avrebbero richiesto una figura tecnica di “semplificatore”.

Il progetto di un rigassificatore a Porto Empedocle

Potrebbe tornare d’attualità il progetto di un rigassificatore a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, accanto ai due impianti galleggianti già annunciati. Presentato 18 anni fa, da sette il progetto è stato messo in naftalina.

Il Def: aumento della produzione nazionale di gas naturale e biometano

Il Documento di Economia e Finanza del 2022, approvato dal Consiglio dei ministri del 6 aprile e attualmente all’esame del Senato, definisce la cornice economica e finanziaria e gli obiettivi di finanza pubblica per il prossimo triennio. Per quanto riguarda la crisi energetica che si è acuita dopo la guerra in Ucraina, nell’introduzione il ministro dell’Economia Daniele Franco scrive che «sul fronte nazionale, di concerto con le imprese del settore, è in corso uno sforzo di ampliamento e diversificazione degli approvvigionamenti di gas tramite un maggior ricorso alle forniture attraverso i gasdotti meridionali, nonché di aumento delle importazioni di GPL e della capacità di rigassificazione. Sarà inoltre promosso un incremento della produzione nazionale di gas naturale e di biometano».

I potenziali mercati da cui attingere per diversificare gli approvvigionamenti

«In considerazione degli obiettivi di diversificazione nell’approvvigionamento di gas - si legge invece nel documento -, appare utile ricordare i principali competitor della Russia sul mercato italiano. In particolare, i dati Istat evidenziano il ruolo dell’Algeria, unico paese a mostrare valori comparabili con quelli russi (4,5 miliardi di euro, pari al 22,8% dell’import settoriale italiano); a seguire, l’Azerbaijan, il Qatar (1,8 miliardi di euro ciascuno) e la Libia (circa 600 milioni di euro), altri potenziali mercati da cui attingere per diversificare gli approvvigionamenti».

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