giacimenti contesi

Gas nel Mediterraneo, Atene chiede alla Ue vertice d’emergenza sulla Turchia

Ankara annuncia il rilascio delle licenze di esplorazione e perforazione e invia la nave di ricerca Oruc Reis

di R.Es.

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La nave da esplorazione Oruc Reis scortata da vascelli della Marina turca, in rotta verso l’isola greca di Kastellorizo

Ankara annuncia il rilascio delle licenze di esplorazione e perforazione e invia la nave di ricerca Oruc Reis


2' di lettura

La Grecia chiede all’Unione Europea una riunione d’emergenza dei ministri degli Esteri, per affrontare con i partner il contenzioso con la Turchia nel Mediterraneo orientale. E Ankara risponde annunciando di essere pronta a rilasciare licenze di esplorazione e perforazione del gas, già questo mese.

La controversia si trascina ormai da mesi ed è tornata a surriscaldarsi lunedì 10 agosto, quando la Turchia ha di nuovo inviato la nave di ricerca Oruc Reis al largo dell’isola greca di Kastellorizo. Ankara contesta i diritti marittimi di Atene, rifiutando di riconoscerne le rivendicazioni sulla piattaforma continentale. Il Governo di Recep Tayyip Erdogan mandato così in frantumi la breve tregua negoziata a luglio dalla Germania tra due Paesi, che sarebbero alleati nella Nato, ma sono sempre più distanti ormai su molti fronti.

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La Oruc Reis è scortata da una flottiglia della marina turca, con le navi da guerra greche a monitorarne la rotta.

La richiesta di Atene

Martedì 11, una nota dell’ufficio del premier ellenico Kyriakos Mitsotakis ha fatto sapere che la Grecia intende porre, d’urgenza, la questione all’attenzione degli Stati Ue. Il ministro degli Esteri turco ha però replicato con l’annuncio sulle licenze, che aprono la corsa allo sfruttamento dei giacimenti sottomarini. Il regime turco ne ha bisogno per costruire l’indipendenza energetica del Paese e per rafforzare la propria posizione nella regione.

E se il direttore delle comunicazioni turco, Fahrettin Altun, ha twittato intimidatorie riprese video di caccia, navi da guerra e navi da esplorazione, il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha esortato Ankara ad «abbandonare immediatamente la piattaforma continentale greca», assicurando che Atene difenderà i propri diritti.

I richiami di Bruxelles e Washington

Bruxelles, che ha imposto il divieto di ingresso e il congelamento dei beni a due dirigenti turchi in occasione di precedenti esplorazioni in acque contese, ha ribadito l’invito al dialogo. «Gli ultimi sviluppi sono estremamente preoccupanti», ha detto il portavoce del commissario per gli Affari esteri. Le tensioni sono sotto osservazione anche a Washington, che a sua volta chiede la ripresa dei colloqui diretti tra Turchia e Grecia. Fin qui, però, i richiami degli Stati Uniti e della Ue non hanno avuto effetto.

La controversia

La Turchia ritiene incompatibile con il diritto internazionale che l’isola di Kastellorizo, con un’area di 10 chilometri quadrati e situata a 2 chilometri dall’Anatolia e a 580 chilometri dalla costa greca, possa generare una piattaforma continentale di 40mila chilometri quadrati. Per Ankara, la piattaforma continentale di un Paese dovrebbe essere misurata dalla sua terraferma: di conseguenza l’area a sud di Kastellorizo rientrerebbe nella propria zona esclusiva.

La Grecia, al contrario, afferma che anche le isole devono essere prese in considerazione nel delineare la piattaforma continentale di un Paese, in linea con la convenzione delle Nazioni Unite sul mare, reclamando dunque la sovranità esclusiva sull’area, indipendentemente dalla vicinanza dell’isola alla Turchia.

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