ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa crisi energetica

Gas, non c’è accordo tra i ministri europei su un tetto al prezzo

I ministri dell’Energia dell’Unione hanno deciso di dare mandato alla Commissione europea perché metta nero su bianco «entro metà settembre» misure di emergenza

di Beda Romano

Meloni: "Tetto al prezzo del gas europeo soluzione migliore contro caro bollette"

3' di lettura

I ministri dell’Energia dell’Unione europea hanno deciso di dare mandato alla Commissione europea perché metta nero su bianco «entro metà settembre» le misure di emergenza illustrate sommariamente questa settimana pur di affrontare la terribile crisi energetica. Rimane controversa l’ipotesi di intervenire sul prezzo del gas, difesa dall’Italia in queste settimane. Non tutti i paesi sono a favore, e sulle modalità è ancora lontano un consenso tra i Ventisette.

La Commissione prepara misure di emergenza

«I ministri hanno invitato la Commissione europea a presentare una serie di misure per diminuire gli elevati prezzi dell’energia e alleviare il loro impatto sui cittadini e sulle industrie europei», ha spiegato ieri il ministro dell’industria ceco Jozef Sikela, che ha presieduto la riunione ministeriale a Bruxelles. In una dichiarazione riassuntiva di tre pagine, i dirigenti europei hanno ricordato le proposte dello stesso esecutivo comunitario.

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In pillole, queste sono un tetto al prezzo del gas; un meccanismo di revenue capture per i produttori di elettricità; l’uso dei profitti in eccesso delle aziende petrolifere per calmierare le bollette; una riduzione dei consumi di elettricità; e nuove regole sugli aiuti di Stato per aiutare le imprese che acquistano gas ad affrontare la volatilità di mercato (si vedano le schede pubblicate in questa pagina). L’aspetto più controverso si è confermato essere l'idea di imporre un tetto al prezzo del gas.

Le divisioni tra i Ventisette

I paesi sono divisi, tanto che mancano maggioranze nette in un senso o nell’altro. C’è chi rifiuta d’emblée qualsiasi intervento, chi sostiene l’idea di un tetto al gas russo e chi preferirebbe un tetto generalizzato, su tutto il gas importato in Europa, per nave o per gasdotto. Nella dichiarazione pubblicata dal governo ceco dopo la riunione ministeriale si chiede all’esecutivo comunitario di «proporre un intervento di emergenza e temporaneo, compreso un tetto al prezzo del gas».

Successivamente, però, si precisa che «i ministri hanno esaminato le possibili opzioni per l’introduzione di un tetto massimo di prezzo per il gas importato da specifiche giurisdizioni» (si legga la Russia). «Sono necessari ulteriori lavori per l’eventuale introduzione di tale misura». In una conferenza stampa, a proposito di un tetto generalizzato la commissaria all’Energia Kadri Simson ha detto: «Nulla può essere escluso, ma un tetto di questo tipo potrebbe comportare rischi agli approvvigionamenti».

In buona sostanza, la preoccupazione della Commissione e di molti governi è che i Paesi fornitori di idrocarburi decidano di dirigersi verso altri mercati, più convenienti. Al tempo stesso, secondo il ministro italiano per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, la riunione ha mostrato che 15 paesi sarebbero favorevoli a un tetto generalizzato. «Solo cinque paesi sono contrari a un tetto o neutrali», ha aggiunto, notando che dal suo punto di vista «la discussione è stata costruttiva».

«Ci sono molte proposte diverse, è troppo presto per dire se faremo questo o quello», ha dichiarato da Berlino il cancelliere tedesco Olaf Scholz, confermando quanto la situazione sia ingarbugliata. Più in generale, sembra che il sistema di revenue capture - vale a dire un meccanismo che trasferirebbe allo Stato parte degli elevati profitti incamerati delle aziende che producono elettricità senza gas - riscuota maggiore successo tra i Ventisette.

La signora Simson ha preannunciato che proposte concrete e dettagliate verranno presentate martedì prossimo. Da qui ad allora, Bruxelles dovrà decidere se mettere sul tavolo proposte relative a tutte le misure, o selezionare quelle che appaiono più facili da far approvare. Nel frattempo, da Praga, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha confermato che l’istituto monetario presta denaro solo alle banche e nulla può fare per aiutare le imprese energetiche in crisi di liquidità.

In ultima analisi, il controverso tema del tetto al prezzo del gas rimane sul tavolo, sia nella sua versione restrittiva che nella sua versione più ampia. Il ministro ceco Sikela ha riassunto in questo modo la situazione: «La visione prevalente tra i paesi membri appare favorevole a una qualche forma di tetto al prezzo. Abbiamo bisogno di tempo però per affinare una eventuale soluzione». La questione potrebbe essere oggetto di discussione tra i capi di stato e di governo, chiamati a riunirsi due volte in ottobre.

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