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Gas, accordo Ue per riduzione consumi. L’Italia dovrà tagliare solo il 7%

Piano rivisto su due punti cruciali: sarà il Consiglio Ue a decidere su obiettivi vincolanti e l’obiettivo di riduzione del 15% verrà adattato a ciascun Paese

Aggiornato alle 15:19

L'estate sempre più calda dell'energia: gas dalla Russia ai minimi, e tagli ai flussi per manutenzioni

5' di lettura

I ministri dell’Energia dell’Unione Europea riuniti a Bruxelles hanno trovato un accordo per ridurre in modo coordinato i propri consumi di gas e aiutare così la Germania, dopo una nuova drastica riduzione delle consegne russe. «Non era una missione impossibile! I ministri sono giunti a un accordo politico sulla riduzione della domanda di gas in previsione del prossimo inverno», ha annunciato la presidenza di turno ceca su Twitter.

La svolta viene dopo che nelle ultime ore il piano presentato la scorsa settimana dalla Commissione europea e che aveva incontrato forti critiche da parte di vari paesi come Grecia e Spagna (fortemente penalizzati dalle politiche di austerità imposte dalla Germania in occasione della grande crisi finanziaria) e Francia era stato rivisto su due punti cruciali: sarà il Consiglio Ue e non più la Commissione a decidere su eventuali obiettivi vincolanti qualora l’adesione volontaria non fosse sufficiente e l’obiettivo di riduzione del 15% verrà adattato alla situazione particolare di ciascun Paese grazie a una serie di deroghe, tenendo conto in particolare del livello di stoccaggio raggiunto e della possibilità di esportare il gas risparmiato in altri Paesi.

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Il consiglio straordinario sull’Energia si è tenuto nel giorno in cui il prezzo del gas ha toccato i 186 euro al MWh sulla piazza di Amsterdam. Un balzo anche a seguito della nuova stretta sui flussi comunicata lunedì da Gazprom.

Unico paese a opporsi l’Ungheria. Lo riferiscono fonti diplomatiche. Per l’approvazione del pacchetto era richiesta la maggioranza qualificata. Il voto contrario di Budapest è stato quindi ininfluente. L’opposizione politica dell’Ungheria al piano non è stata ancora formalizzata dato che, solo in un secondo tempo si avrà il via libera ufficiale al pacchetto sul quale il Consiglio Affari Energia ha trovato un’intesa.

Corte dei conti “boccia” REPowerEu: finanziamenti inferiori a stime

Una nota stonata sul fronte energetico arriva, però, dalla Corte dei conti Ue. L’istituzione ha di fatto bocciato il piano REPowerEU, presentato a metà maggio dalla Commissione europea per accelerare la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili provenienti dalla Russia e aumentare la resilienza del sistema energetico Ue. Secondo l'analisi condotta dalla Corte, dei 210 miliardi di finanziamenti aggiuntivi che la Commissione stima verrebbero attivati dal REPowerEU, quelli che saranno direttamente e realmente resi disponibili dal piano saranno solo 20 miliardi.

Von der Leyen: passo decisivo

Tornando all’accordo, i vertici Ue esprimono la propria soddisfazione per l’intesa. «Accolgo con grande favore l’approvazione da parte del Consiglio del regolamento per ridurre la domanda di gas e prepararsi all’inverno. È un passo decisivo per affrontare la minaccia di un’interruzione totale del gas. Grazie alla decisione odierna, l’Europa è ora pronta come Unione ad affrontare la sua sicurezza energetica». È quanto afferma la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, su Twitter a commento dell’annuncio sull’accordo trovato dai paesi membri dell’Unione per la riduzione dei consumi di gas.

Per la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson «è importante sottolineare che ora il riempimento dei depositi sotterranei di gas continua» e ha raggiunto «il 66%», ha sottolineato Simson, indicando che «nelle ultime settimane gli Stati membri sono riusciti ad attirare più gas di quello che consumano in estate».

«Bene l’ accordo sul risparmio di gas. La Russia sta usando il gas come un’arma. L’Ue si prepara ad affrontare eventuali interruzioni delle forniture. Avanzando con unità e solidarietà sull’impegno di #Versailles per eliminare gradualmente la dipendenza dalle importazioni di energia dalla Russia. Grazie alla Presidenza ceca per suo lavoro». Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.

Cingolani: Italia dovrà risparmiare il 7%

Inizialmente l’obiettivo Ue di risparmio del gas «era un 15% uguale per tutti, che era un po’ complicato, adesso è stato specializzato Paese per Paese. Nel caso dell’Italia, con le regole sviluppate, dovremmo risparmiare il 7% rispetto alla media dei gas annuali per gli ultimi cinque anni. Noi abbiamo già previsto un piano di risparmio che è uguale o superiore a questo numero. Già le nostre azioni adottate per l’Accordo di Parigi sono compatibili con questo piano. Ci riteniamo soddisfatti». Lo dice il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, a margine del Consiglio Energia a Bruxelles. «Il 15% - continua - viene calcolato su una base imponibile che dipende dalle situazioni energetiche di ciascun Paese. C’è una forbice che consente di risparmiare da 30 a 45 mld di metri cubi». Poi, se non dovesse bastare, «bisognerà fare di più», ma per ora quella forchetta viene ritenuta sufficiente.

Il compromesso

«L’inverno sta arrivando, non sappiamo quanto freddo farà ma sappiamo che Putin continuerà a fare i suoi sporchi giochi di abusi e ricatti con le forniture di gas. Per questo dobbiamo preparare le nostre famiglie e le nostre economie» ha detto Jozef Sikela, ministro dell’Energia della Repubblica Ceca, Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. «La Russia non è e non sarà mai un partner affidabile» ha detto Sikela precisando che l’annuncio di ieri di Gazprom di un ulteriore taglio delle forniture è «soltanto una prova in più» che l’Europa deve «prendere in mano il gioco».

Sikela ha spiegato che «le diverse posizioni degli Stati» hanno reso necessaria l’introduzione di un sistema di deroghe al piano originario che consente a più capitali di procedere con quote diverse, dal 15% previsto, di riduzione dei consumi. «Il punto di vista comune», ha tuttavia rassicurato, «è che la somma delle esenzione non inciderà sul volume previsto del risparmio di gas».

Germania: importante Ue unita

«È molto importante che la Ue sia unita e che dia un segnale forte a Putin e alla Russia anche nel giorno in cui i flussi di gas del Nordstream 1 si riducono di un ulteriore 20%». Lo ha detto il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck al Consiglio straordinario Energia. L’ultima versione del piano Ue d’emergenza sul gas, negoziato dalla presidenza ceca, presenta «molti compromessi, questo è il modo in cui opera l’Ue», il fatto che le deroghe introdotte portino a «troppa burocrazia è un pericolo, ma le esenzioni di per sé sono ragionevoli», ha evidenziato Habeck.

Anche la Francia che proprio il giorno precedente alla riunione aveva manifestato contrarietà al progetto iniziale ha alla fine apprezzato le deroghe introdotte come compromesso.

Spagna: nuovo pacchetto più equilibrato

«Tutti crediamo che quando qualcuno chiede aiuto deve essere aiutato», ha detto la ministra dell’Energia della Spagna, Teresa Ribera Rodriguez.

La Spagna è tra i Paesi che nei giorni scorsi si era opposta in modo esplicito alla prima versione del piano presentato dalla Commissione europea. Il nuovo piano messo sul tavolo dalla presidenza ceca dell’Ue è «molto più equilibrata», si tratta di «un pacchetto estremamente delicato che è stato curato da parte di tutti e, sebbene non soddisfi pienamente nessuno, può essere un punto di incontro molto positivo, sul quale continuare a costruire», ha osservato. «Credo che sia un passo in avanti molto rilevante per il bene dell’Ue, della sicurezza energetica e dell’affrontare insieme uniti questo contesto geopolitico molto difficile», ha aggiunto.

Irlanda, solidarietà anche con Germania

Il piano Ue per risparmiare gas in vista del prossimo inverno non mira solo ad aiutare la Germania, dato che «l’Austria ha un’esposizione al gas russo» ancora maggiore di quella di Berlino. «Ma, sì, c’è solidarietà e, anche se è uno dei membri più grandi, è appropriato mostrare solidarietà» nei confronti della Germania, «perché nella solidarietà cresciamo tutti». Lo sottolinea il ministro dell’Ambiente irlandese Eamon Ryan, che è anche leader del Green Party, i Verdi irlandesi, a margine del Consiglio Energia straordinario a Bruxelles.


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