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Gas: prezzi ancora in calo, Ue avanti su “price cap”

Emergono i dettagli del possibile “price cap” dell'Unione europea, che ora dovrà passare al vaglio degli Stati membri in vista del Consiglio dell’Energia straordinario del prossimo 24 novembre

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2' di lettura

Continua a sgonfiarsi il prezzo del gas che scambia sulla piattaforma Ttf di Amsterdam sui 107 euro al MWh, cedendo un’ulteriore 6%, mentre emergono i dettagli del possibile “price cap” dell'Unione europea, che ora dovrà passare al vaglio degli Stati membri in vista del Consiglio dell’Energia straordinario del prossimo 24 novembre.
Alla luce della crisi energetica, innescata dalla guerra in Ucraina, cosa propone, in dettaglio, la Commissione Ue per stoppare la speculazione sul metano? Il documento, intitolato «Schema di un meccanismo di correzione del mercato del gas», già nella prima nota a margine precisa come si tratti di «una base per ulteriori discussioni sul meccanismo in questione», quindi suscettibile di modifiche.

Gli obiettivi della Ue

Gli obiettivi sono chiari: «Il meccanismo di correzione del mercato deve soddisfare due criteri fondamentali: fungere da strumento efficace contro prezzi del gas eccessivi e straordinariamente elevati» ed «essere attivato solo se i prezzi raggiungono livelli eccezionali (rispetto ai mercati globali), al fine di evitare significative perturbazioni del mercato e interruzioni dei contratti di fornitura, con potenziali gravi rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento».

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Nel documento, in realtà, non si fissa un'ipotesi di tetto al prezzo del gas (sulle cifre Bruxelles si limita a lasciare spazi bianchi ancora da compilare) ma si dà un riferimento temporale: «I dati del passato, come l’eccezionale aumento dei prezzi registrato nel mese di agosto 2022, possono fornire indicazioni per definire i livelli di prezzo ai quali potrebbe essere attivato un meccanismo di correzione del mercato» (cioè quando ha superato per la prima volta i 300 euro al MWh).

La risposta del mercato

Nell’attesa che la trattativa tra gli Stati membri porti a un accordo, una prima reazione positiva è già arrivata dal mercato, visto l'allentamento dei prezzi nelle ultime ore. In linea generale, «nell'affrontare la crisi energetica del 2023 – scrive questa mattina l’asset management Robeco – l'Europa dovrà trovare un compromesso tra efficienza e sicurezza economica. L'aumento dell'efficienza energetica non sarà sufficiente a emancipare la regione dal gas russo. I tetti al prezzo volti a garantire la sicurezza energetica delle famiglie a basso reddito possono inoltre stimolare la domanda, intensificando la crisi energetica». D'altra parte, sottolineano gli esperti, «la necessità aguzza l'ingegno e ci aspettiamo di osservare un allineamento degli obiettivi della transizione energetica con l'accelerazione della sicurezza energetica e la riduzione dell'impronta di carbonio».

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