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Gas, ridurre i consumi con nuove caldaie: tempi e costi in salita

L’impennata di richieste accostata al boom dei prezzi delle materie prime ha determinato un balzo in avanti dei tempi di consegna e dei costi

di Maria Chiara Voci

Auto, abbigliamento e cibo: ora calano i consumi

3' di lettura

La crisi energetica e la corsa degli italiani nel tentare di rendere più efficiente la casa (magari prima dell’inverno e sotto la spinta dell’allarme mediatico) si scontra con la realtà, con le esigenze di corretta progettazione e con la disponibilità di offerta da parte del mercato.

La scelta delle soluzioni migliori

Come scegliere il miglior impianto di riscaldamento senza sbagliare? Concentriamoci in particolare su caldaie a condensazione e impianti con pompe di calore, le soluzioni oggi più diffuse.

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«Che si parli di un intervento di riqualificazione dell’impianto termico o di una nuova installazione, la scelta del migliore impianto di produzione di calore è una domanda che trova risposta solo in un’attenta progettazione e analisi dello specifico caso», spiegano Paola Triaca e Cristian Crippa, fondatori dello Studio Tec Engineering di Olgiate Molgora, rispettivamente ingegnere e architetto, una grande esperienza di consulenza anche (e non solo) in ambito condominiale. «Una soluzione vincente in assoluto non esiste – proseguono –. Dipende dalla tipologia di abitazione, dall’analisi delle abitudini degli utilizzatori, che va sempre eseguita a monte, dalla localizzazione e da una proiezione sui consumi. Questi indicatori sono imprescindibili per compiere una scelta».

Le caldaie a condensazione sfruttano il calore sprigionato con la combustione, di metano, pellet, Gpl o altro, per innalzare la temperatura dell’acqua alla temperatura necessaria. La specifica a condensazione indica che il sistema sfrutta anche il calore dei fumi della combustione per preriscaldare l’acqua. Questo consente un rendimento maggiore rispetto a una caldaia standard anche se il funzionamento delle due tipologie di generatori, concettualmente, è identico: bruciano qualcosa per scaldare l’acqua. La pompa di calore, invece, trasferisce calore prelevato da una fonte naturale esterna, aria, acqua o terra, e lo cede all’impianto tramite uno scambiatore di calore. Il funzionamento è analogo al frigorifero della cucina, ma opposto il risultato: produzione di calore da un lato, produzione di freddo nell’elettrodomestico. Alcune pompe possono operare reversibilmente (inverter) e assolvere anche alla climatizzazione estiva. La macchina è costituita da un circuito contenente gas che innalza la sua temperatura a seguito di una forte compressione e la cede all’impianto di riscaldamento. Per ottenere la compressione viene utilizzata energia elettrica.

Sotto l’aspetto dell’alimentazione, un vantaggio importante della pompa di calore è la possibilità di sfruttare energia da fonte non fossile, se abbinata a pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica dall’energia solare e batterie di accumulo. «A fronte di un grande vantaggio – proseguono però dallo studio Tec – va valutata la zona in cui si installa la tecnologia, perché il coefficiente di performance delle pompe di calore peggiora con l’abbassarsi della temperatura della fonte di calore, cosa che non capita per il rendimento della caldaia a condensazione».

I limiti all’installazione

«Sulla scelta – proseguono Triaca e Crippa – influisce la dimensione dell’immobile e la tipologia di impianto di emissione. Gli impianti fotovoltaici e le batterie di accumulo, auspicabili in abbinamento con la pompa di calore, specie a fronte della crisi energetica in corso, necessitano superfici e spazi di dimensione importante, sovente assenti nelle applicazioni in edifici multiproprietà».

In caso di ristrutturazione, bisogna infine considerare se l’edificio è servito con impianti di distribuzione a bassa temperatura, come un pavimento radiante, o ad alta temperatura, come un tradizionale radiatore. Non sempre la pompa di calore è la soluzione preferibile. In molte situazioni l’opzione migliore è data dall’affiancamento delle due macchine.

Tempi lunghi di consegna

L’installazione di una caldaia a condensazione per un’unità immobiliare costa circa 3-4mila euro, mentre la pompa di calore, per un appartamento di 100 mq, si aggira sugli 8-10mila euro a cui deve essere aggiunto il costo del potenziamento del contatore elettrico domestico, dai canonici 3 kW ai 4,5-6,5 kW. Su tutto, influiscono gli incentivi. Parliamo del 110% (oramai possibile solo per i condomini, con opere realizzate entro il 2023 e in graduale diminuzione della percentuale fino al 31 dicembre 2025) ma anche del 65% per interventi limitati all’impianto nel suo complesso o del 50% per la sola sostituzione del generatore senza interventi sulle altre parti dell’impianto (sistema di trasmissione o di regolazione).

Ultima domanda, forse la più importante, i materiali sono disponibili velocemente? «A ridosso dell’apertura della stagione di riscaldamento e in concomitanza con la massima attivazione di incentivi fiscali – rispondono i progettisti - l’attesa per una macchina, che sia caldaia o pompa di calore, si aggira da quattro ai sei mesi dall’ordine con contestuale pagamento dell’intera somma. La nuova installazione sarà disponibile a stagione invernale conclusa, salvo disponibilità casuali e fortunate. L’impennata di richieste accostata al boom dei prezzi delle materie prime ha determinato un balzo in avanti dei tempi di consegna e dei costi con la conseguente ricaduta sull’utente finale».

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