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Gaza, accordo per il cessate il fuoco. Lapid: «Obiettivi raggiunti»

L’accordo mediato dall’Egitto di un cessate il fuoco tra la Jihad islamica e Israele è entrato in vigore alle 23.30 di domenica sera

Aggiornato lunedì 8 agosto 2022 alle 13:22

Gaza, riaperti i valichi dopo la tregua tra Israele e la Jihad

5' di lettura

Fragile ma regge. L’accordo di cessate il fuoco per porre fine a quasi 3 giorni di combattimenti tra Israele e i militanti palestinesi a Gaza non si è ancora interrotto, segno che l’ultima ondata di violenza potrebbe forse davvero scemare definitivamente.
Il conflitto è stato il peggior combattimento tra Israele e i gruppi militanti di Gaza da quando Israele e Hamas hanno combattuto una guerra di 11 giorni nel 2021, aggiungendo distruzione e miseria nei territori. Israele, intanto, ha chiesto all’Onu di esprimere una condanna chiara della Jihad islamica palestinese.

Onu: «Se riprendono ostilità conseguenze devastanti»

Proprio l’Onu ha lanciato l’allarme sulla possibile ripresa delle ostilità. «Il cessate il fuoco è fragile. Qualsiasi ripresa delle ostilità avrà solo conseguenze devastanti per palestinesi e israeliani e renderà sfuggente qualsiasi progresso politico». Lo ha detto il coordinatore speciale dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Winnesland, parlando in video conferenza alla riunione del Consiglio di Sicurezza sulla situazione a Gaza.

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Almeno 45 vittime palestinesi

Da venerdì 5 agosto, gli aerei israeliani hanno bombardato obiettivi a Gaza, mentre il gruppo militante palestinese della Jihad islamica, sostenuto dall’Iran, ha sparato centinaia di razzi contro Israele. In 3 giorni di combattimenti, 45 palestinesi sono stati uccisi, tra cui 15 bambini e 4 donne, e 360 sono stati feriti, ha dichiarato il Ministero della Sanità palestinese. Tra le vittime, secondo le notizie della Wafa, ci sono 16 minori e quattro donne.

La Jihad islamica ha dichiarato che 12 delle vittime erano militanti e Israele ha detto che alcuni dei morti sono stati uccisi da razzi difettosi. Lunedì 8 agosto Israele ha dichiarato che sta riaprendo parzialmente i valichi di Gaza per le esigenze umanitarie e che li avrebbe aperti completamente se fosse stata mantenuta la calma. L’unica centrale elettrica di Gaza è tornata in funzione lunedì dopo che i camion di carburante sono entrati in un passaggio merci per la prima volta da quando i valichi con la Striscia sono stati chiusi la settimana scorsa.

Carenza di carburante

La chiusura ha provocato una carenza di carburante che ha bloccato la centrale sabato. Gaza soffre di una crisi energetica cronica. La vita di centinaia di migliaia di israeliani è stata interrotta durante le violenze. Le precauzioni di sicurezza imposte nei giorni scorsi ai residenti del sud di Israele sono state gradualmente revocate lunedì 8 agosto, ha dichiarato l’esercito. Entrambe le parti si sono vantate dei loro successi.

Parlando ai giornalisti a Teheran domenica, il leader della Jihad islamica Ziad al-Nakhalah ha detto che il gruppo militante è rimasto forte, nonostante la perdita di 2 dei suoi leader. “Questa è una vittoria per la Jihad islamica”, ha detto. Nonostante questa affermazione, il gruppo ha indubbiamente subito un duro colpo durante la feroce offensiva di Israele. Oltre a perdere i due leader, ha ridotto il suo arsenale lanciando centinaia di razzi senza colpire un solo israeliano, grazie al sistema di difesa missilistica israeliano che ne ha abbattuto la maggior parte. I suoi stessi razzi potrebbero aver ucciso diversi cittadini di Gaza, secondo Israele.

L’accordo di cessate il fuoco

L’accordo per il cessate il fuoco conteneva la promessa che l’Egitto si sarebbe adoperato per il rilascio di due detenuti di alto livello della Jihad islamica trattenuti da Israele, ma non c’erano garanzie che ciò sarebbe avvenuto. I combattimenti del fine settimana erano destinati a complicare le relazioni della Jihad islamica con Hamas.

Un alto funzionario diplomatico israeliano ha affermato che l’offensiva ha riportato le capacità della Jihad islamica indietro di “decenni”. L’esplosione è stata “un’operazione antiterrorismo di successo” perché Israele ha raggiunto i suoi obiettivi in un breve periodo di tempo, ha detto, parlando a condizione di anonimato perché non era autorizzato a discutere l’operazione con i media.

I rischi di una guerra totale

La violenza ha minacciato di sfociare in un’altra guerra totale, ma ha finito per essere contenuta perché il gruppo Hamas al potere a Gaza è rimasto in disparte, forse perché teme le rappresaglie israeliane e l’annullamento delle intese economiche con Israele (compresi i permessi di lavoro israeliani per migliaia di residenti di Gaza che rafforzano il suo controllo sulla striscia costiera).

Israele e Hamas hanno combattuto 4 guerre da quando il gruppo ha conquistato il territorio nel 2007. Israele ha lanciato la sua operazione colpendo venerdì un leader della Jihad islamica, affermando che c’erano “minacce concrete” di un attacco con missili anticarro contro gli israeliani, in risposta all’arresto, la settimana scorsa, di un altro membro di spicco della Jihad islamica in Cisgiordania.

Le incursioni in Cisgiordania

L’arresto è avvenuto dopo mesi di incursioni israeliane in Cisgiordania a seguito di una serie di attacchi palestinesi contro Israele. Sabato è stato ucciso un altro leader della Jihad islamica in un attacco. Israele ha dichiarato che alcuni dei morti di questa tornata sono stati causati da razzi erranti dei militanti, tra cui un incidente nel campo profughi di Jebaliya, nel nord di Gaza, in cui 6 palestinesi sono stati uccisi sabato.

Domenica, un proiettile ha colpito una casa nella stessa area di Jebaliya, uccidendo due uomini. I palestinesi hanno ritenuto Israele responsabile, mentre Israele ha detto che stava indagando se l’area fosse stata colpita da un razzo difettoso.

Lunedì, nella Cisgiordania occupata, le truppe israeliane hanno demolito le case di due palestinesi sospettati di aver compiuto un attacco mortale contro gli israeliani nella città di Elad a maggio. I soldati hanno affrontato una violenta protesta durante l’operazione, ha dichiarato l’esercito.

Una prova per Lapid

L’esplosione di violenza a Gaza è stata una prova fondamentale per il Primo Ministro ad interim di Israele Yair Lapid, che non ha esperienza nel condurre operazioni militari. Tuttavia, ha scatenato l’offensiva a meno di 3 mesi dalle elezioni generali in cui sta facendo campagna per mantenere il suo incarico.

Il presidente Joe Biden ha dichiarato di aver accolto con favore il cessate il fuoco tra Israele e i militanti di Gaza.“Nelle ultime 72 ore, gli Stati Uniti hanno lavorato con funzionari di Israele, dell’Autorità Palestinese, dell’Egitto, del Qatar, della Giordania e di altri paesi della regione per incoraggiare una rapida risoluzione del conflitto”, ha dichiarato domenica in un comunicato.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avrebbe dovuto tenere una riunione d’emergenza sulle violenze. La Cina, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio, ha programmato la sessione in risposta a una richiesta degli Emirati Arabi Uniti, che rappresentano le nazioni arabe nel Consiglio, oltre a Cina, Francia, Irlanda e Norvegia. “Sottolineiamo il nostro impegno a fare tutto il possibile per porre fine all’escalation in corso, garantire la sicurezza della popolazione civile e dare seguito al dossier dei prigionieri palestinesi”, ha dichiarato il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland, in un comunicato.

Ue: avviare indagine urgente su vittime civili

Sul fronte internazionale l’Unione europea «accoglie con favore l’annunciato cessate» il fuoco tra Israele e Gaza, ma «deplora la perdita di vite civili» causate nei tre giorni di ostilità, «compresi numerosi bambini e donne, uccisi e feriti della Striscia di Gaza», e «chiede un’indagine tempestiva e approfondita».

Lo riferisce il portavoce dell’Ue per la politica estera e la sicurezza, Peter Stano. «Ora - si legge in una nota - è fondamentale lavorare per consolidare il cessate il fuoco e riaprire i valichi per consentire in particolare l’assistenza umanitaria e il carburante, oltre ai lavoratori, di entrare e uscire da Gaza».

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