Gig economy

Gb, la Corte d’appello conferma che i rider di Deliveroo sono lavoratori autonomi

Respinto un ricorso dei sindacati, i giudici sono unanimi nel riconoscere lo status dei corrieri. Esulta l’azienda

Il controverso contratto dei rider

2' di lettura

La Corte d'Appello del Regno Unito ha respinto un ricorso, avanzato dal sindacato Independent Workers Union of Great Britain (Iwugb), contro delle sentenze che avevano inquadrato i rider del gruppo Deliveroo come lavoratori autonomi. La Corte d'appello è stata quindi unanime nel riconoscere lo status di lavoratore self-employed, con tutti i tre giudici in accordo e nessun parere dissenzienti. La Corte ha rilevato che le sentenze precedenti erano corrette ed è giunta alla conclusione che i rider non hanno un rapporto di lavoro subordinato con Deliveroo.

Si tratta della quarta sentenza nel Regno Unito che stabilisce che i rider di Deliveroo sono lavoratori autonomi, dopo una sentenza del Central Arbitration Committee e due verdetti presso l'Alta Corte, ma la questione resta controversa. A essere toccato è il tema, più ampio, dell’inquadramento dei corrieri (e dei lavoratori in generale) nella cosiddetta gig economy, l’economia dei lavoretti che si regge sull’incrocio fra domanda e offerta di prestazioni a basso costo. Solo a febbraio, la Corte suprema britannica aveva sancito che i lavoratori del colosso dei trasporti privati Uber fossero intitolati a diritti come il salario minimo.

Loading...

L’azienda esulta: nostro modello flessibile

Uno dei punti focali della sentenza su Deliveroo è che i suoi fattorini non siano obbligati a fornire il servizio. «Quella di oggi -ha detto un portavoce di Deliveroo- è una buona notizia per i rider di Deliveroo e segna un'importante pietra miliare. I tribunali del Regno Unito hanno constatato e riconosciuto lo status di lavoratori autonomi dei rider di Deliveroo per la quarta volta. Il nostro messaggio ai rider è chiaro. Continueremo a sostenere il vostro diritto a lavorare nel modo che più desiderate e continueremo ad ascoltarvi e a rispondere agli aspetti che più vi interessano», ha spiegato.

«Il modello di Deliveroo -ha continuato il portavoce, attaccando i sindacati - offre la vera flessibilità che è compatibile solo con il lavoro autonomo, e mette a disposizione dei rider quel lavoro che ci dicono di apprezzare. Coloro che fanno campagne per eliminare la flessibilità dei rider non parlano per la stragrande maggioranza dei rider e cercano di imporre una modalità di lavoro che i rider non vogliono. Deliveroo continuerà a sostenere la possibilità che aziende, simili a Deliveroo, possano offrire la piena flessibilità del lavoro autonomo insieme a maggiori benefit e a maggiore sicurezza». I dubbi sul modello di business dell’azienda e le sue turbolenze legali avevano affossato il debutto borsistico di Deliveroo sul listino di Londra. Le azioni sono salite fino a picchi del 9% a 274 pence dopo il verdetto, ai massimi da aprile.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti