Streetwear

GCDS sfida le paure e punta alla conquista degli Usa

Il marchio fondato dai due fratelli Giuliano e Giordano Calza nel 2021 ha messo a segno un +20% nei ricavi e conta di chiudere il 2022 con una crescita del 30 per cento

di Marta Casadei

I punti chiave

  • La sfilata fw 2022/23 sarà in presenza alla Milano Fashion Week dopo due anni
  • Tra i mercati chiave del brand c’è la Cina. Obiettivo: gli Usa
  • Aperture in programma in Cina, Italia, Sud Corea e Stati Uniti

2' di lettura

Affrontare le proprie paure e, insieme, risvegliarsi dopo una lunga notte. Sono questi due dei messaggi “nascosti” nella sfilata Gcds fw 2022/23 ispirata a Dracula e in programma dopodomani alla fashion week di Milano.

Il marchio, fondato dai fratelli Giuliano e Giordano Calza nel 2015, ha cavalcato l’onda di streetwear (il nome è un acronimo che sta per «God cannot destroy streetwear») e sportswear diventando molto popolare tra gli under 50. Complice un account Instagram (@gcdswear) con oltre mezzo milione di follower, ma soprattutto un prodotto colorato, pop e made in Italy. La fashion week di Milano è un appuntamento molto atteso: «Per noi si tratta di un momento importante, di ritorno, in cui dar voce al nostro marchio con un’esperienza reale. La sfilata sarà un’occasione di scambio in cui mostrare non solo la manifattura dei capi ma anche quello che c’è dietro, raccontando la storia della nostra collezione e del brand. Avremo finalmente la possibilità di presentare i nostri capi e vedere la reazione e l'emozione di chi li vede sfilare dal vivo per la prima volta», dice Giordano Calza.

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La pandemia non ha solo impedito ai fratelli Calza di mostrare le proprie creazioni dal vivo: «In questi due anni abbiamo avuto più tempo per riflettere su determinati temi, budget e sulle reali aspirazioni del brand. Siamo riusciti a ragionare sulle priorità, coltivando una forte adrenalina e fiducia per il futuro, in quanto Gcds ha continuato a crescere nonostante la pandemia. Ci siamo dedicati a far struttura, per continuare a diventare una design tech company». Nel 2021 Gcds ha messo a segno un +20% nei ricavi e conta di chiudere il 2022 con una crescita del 30 per cento. Molto si deve al wholesale: assorbe l’80% delle vendite, mentre il resto è diviso tra retail e online (8%). Nei piani aziendali c’è un progressivo riequilibrio dei pesi dei canali: «Il nostro obiettivo è quello di incrementare i Dos (directly operated stores) per fare arrivare a scendere il canale wholeasale a 50 per cento». Per farlo, sono previste aperture di monomarca in tutto il mondo: «Abbiamo in programma nuove aperture in Cina, Italia, Sud Corea e Stati Uniti».

Se l’Italia è il primo mercato di Gcds, la Repubblica Popolare - dove il brand ha appena aperto due monomarca, a Beijing e Shanghai - segue a ruota: «La Cina rappresenta il primo mercato dove ci sentiamo a casa fuori dall’Italia in quanto io e Giuliano abbiamo entrambi vissuto in Cina per diversi anni ed è per noi davvero un mercato importante. Al di là dei Dos, gli strumenti di approccio sono le collaborazioni con celebrities e Kol (gli influencer cinesi, ndr)  e il canale wholesale.

La prossima sfida, senza dubbio, è quella di aprire negli Usa: «Gli Stati Uniti sono molto promettenti perché, pur non avendo una distribuzione diretta, il brand è molto richiesto (anche da celebrities di fama internazionale) e l’e-commerce funziona molto bene», chiosa Calza.

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