lotta all’evasione

GdF, controlli mirati sugli scontrini

di Marco Mobili


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(ANSA)

3' di lettura

Rafforzare l’azione di contrasto su scontrini e ricevute fiscali ma con controlli mirati e, se possibile, utilizzando i “guanti bianchi”. Si potrebbe sintetizzare così la recente circolare del Comando generale della GdF sul corretto rilascio degli scontrini e delle ricevute fiscali. E che mette al primo posto il rapporto con i contribuenti e l’impatto che questa attività di controllo del territorio produce sull’opinione pubblica. Per questo la nota del Comando generale dedica ampio spazio «al ruolo del cliente» dal quale la pattuglia delle Fiamme Gialle può acquisire informazioni sulla prestazione o il bene ricevuto. Soprattutto all’uscita del locale .

Il rischio di creare «disagio, preoccupazione, oppure turbamento» in certe categorie è certamente possibile secondo il Comando generale soprattutto se il cliente viene «fermato per strada o all’uscita da un esercizio pubblico da una Forza di Polizia che si qualifica tale mostrando la tessera di riconoscimento». I finanzieri dovranno allora evitare sempre controlli su minorenni, persone affette da infermità mentali o da forme di inagibilità fisica come possono essere gli anziani e, «più in generale, coloro che manifestino evidenti disagi di altra natura». Che tradotto in una parola potrebbero definirsi “ubriachi”.

Sulla corretta emissione di scontrini e ricevute, dunque, i controlli sulla clientela dovranno essere indirizzati verso altre categorie di soggetti ossia persone in grado di poter fornire informazioni attendibili soprattutto per migliorare l’efficacia delle verifiche e limitare «l’insorgere di situazioni di criticità o incomprensioni». In buona sostanza, per Via Ventuno Aprile, occorre evitare «l’erroneo convincimento nella collettività e negli organi di informazione» di un’attività di controllo sproporzionata rispetto agli effettivi interessi fiscali da tutelare. Occorre poi ricordare che nei confronti dei clienti non c’è più alcuna sanzione perché abrogata dal lontano 2 ottobre 2003 .

Importante sarà anche la pianificazione dei controlli e soprattutto il fatto di affidarli a finanzieri preparati e che conoscano sia i casi in cui non esiste l’obbligo di certificazione fiscale, sia le ipotesi più complesse o dibattute come potrebbero essere i casi di “autoconsumo”. Per quanto riguarda le partite Iva da controllare gli interventi dovranno concentrarsi soprattutto nei confronti di attività economiche e commerciali che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi di più elevato valore economico o che hanno orari di apertura al pubblico serali o notturni. Per tradurre l’indicazione nella vita reale si tratta di ristoranti, pub, bar o magari negozi e boutique dei località balneari. Non solo. I reparti non dovranno reiterare gli interventi nei confronti di un ristretto numero di soggetti soprattutto se di minori dimensioni «ovvero che effettuano numerose transazioni di modico importo» (come dire evitare le gelaterie!).

A garanzia del fatto che l’azione di controllo va assicurata ma dovrà essere il meno invasiva possibile, la circolare affida uno specifico ruolo di vigilanza ai Comandanti di reparto. Questi potranno verificare la legittimità degli atti emessi e nei casi controversi e in assenza dei presupposti che legittimano la contestazione delle Fiamme gialle, potranno procedere autonomamente e tempestivamente alla riapertura del processo verbale elaborando, anche in contraddittorio con la parte , un processo verbale di “operazioni compiute” con cui potrà essere corretto o rettificato il risultato del controllo. Allo stesso tempo il comandante di reparto dovrà comunicare all’agenzia delle Entrate i casi particolari.

Nella pianificazione dei controlli, infine, particolare attenzione dovrà essere riposta alle aree territoriali dove sono maggiormente presenti venditori abusivi. Nei confronti degli abusivi dovranno allora essere effettuati controlli mirati con particolare attenzione alla vendita di beni con marchi contraffatti. In conclusione, per il Comando generale, la tutela degli imprenditori onesti e delle regole del mercato passa anche attraverso il controllo sul corretto rilascio degli scontrini e delle ricevute fiscali. Il tutto però senza alcuna rigidità d’azione e con un’interlocuzione con i contribuenti, come detto utilizzando “i guanti bianchi”.

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