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Gdf sequestra 141 milioni di euro a Lanfranco Cirillo, l’«architetto di Putin»: ville, opere d’arte e un elicottero

Cirillo ha progettato una grande tenuta sul Mar Nero, in Russia, divenuta nota come «il palazzo di Putin» anche se il presidente russo ha sempre smentito

Lanfranco Cirillo (Agf)

3' di lettura

Maxi sequestro da 141 milioni di euro tra beni mobili e immobili eseguito dalla Guardia di Finanza di Brescia nei confronti di Lanfranco Cirillo, imprenditore, 63 anni, conosciuto come «l’architetto di Vladimir Putin» e di altri 44 oligarchi. È accusato di reati fiscali e tributari. Tra i beni sequestrati ci sono abitazioni di lusso, conti correnti, denaro contante, gioielli, opere di arte moderna e contemporanea di autori famosi e persino un elicottero.

Maxi sequestro da 141 milioni di euro tra beni mobili e immobili eseguito dalla Guardia di Finanza di Brescia nei confronti di Lanfranco Cirillo (Ansa)

Cirillo ha progettato una grande tenuta sul Mar Nero, in Russia, divenuta nota come «il palazzo di Putin» a causa delle affermazioni di un uomo d’affari secondo cui la proprietà sarebbe stata costruita per il presidente russo. Si tratta di un complesso di palazzi in stile neoclassico situato sulla costa del Mar Nero vicino a Gelendzhik, poche decine di chilometri a Sud del porto di Novorossjisk.

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Putin ha negato qualsiasi legame con la proprietà di lusso. La questione è riemersa all’inizio del 2021, quando l’oppositore del Cremlino Alexei Navalny, incarcerato, ha realizzato un video online in cui affermava che Putin era il proprietario della tenuta.

In un’intervista rilasciata ad aprile alla televisione italiana, Cirillo ha dichiarato di aver progettato l’edificio, ma che era stato commissionato da un gruppo privato e che non aveva avuto rapporti con Putin. «È una follia pensare che il presidente di un Paese così importante abbia bisogno di costruire un palazzo per sé», ha detto Cirillo in un’intervista a La7.

Cirill è ufficialmente iscritto all’Aire, Associazione italiani residenti all’estero, ma per gli inquirenti il suo centro di interessi resta l’Italia. Dove però non risulta versare tasse compatibili con l’elevatissimo tenore di vita. «Notevoli manifestazioni di ricchezza del tutto sproporzionate rispetto ai redditi imponibili dichiarati - sostengono gli inquirenti -, per le quali non sono state fornite giustificazioni idonee ad acclararne la liceità sul piano fiscale».

Ville, opere d’arte e un elicottero

Dopo l’iscrizione del suo nome nel registro degli indagati con le accuse di contrabbando e dichiarazione infedele, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, per il professionista è così scattato un maxi sequestro da 141 milioni di euro tra beni mobili ed immobili. La Guardia di Finanza, su disposizione del gip Alessandra Sabatucci, ha messo sotto sequestro la lussuosa villa dell’architetto a Roncadalle, nel Bresciano, e un’altra in Sardegna. E poi opere d’arte di Picasso, Cézanne, De Chirico, Fontana che rientrano nel catalogo delle 143 opere riconducibile a Cirillo. Sotto sequestro anche l’elicottero personale dell’architetto e 670mila euro in contanti. Oltre a borse, gioielli, argenteria, bottiglie di vino pregiato, auto, moto, terreni agricoli, uno yacht, tappeti e oltre 670mila euro in contanti. E l’elicottero personale. Oltre a tutti i conti correnti intestati al 63enne.

Il sequestro conclude le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia scattate nei mesi scorsi in seguito all’individuazione di un elicottero, immatricolato in Russia, per il quale non erano stati assolti gli adempimenti di natura doganale e che ha portato a scoprire un presunto caso di fittizia residenza all’estero. Il professionista, nato a Treviso ma da 30 anni residente nel Bresciano, è indagato per non avere dichiarato dal 2013 al 2019 redditi per decine di milioni di euro, pur mantenendo in Italia il centro dei propri interessi familiari, affettivi ed economico-patrimoniali.

Cittadinanza russa dal 2014

Nel 2014 Putin in persona gli aveva dato la cittadinanza russa. «Tutti sanno che per 20 anni ho vissuto in Russia - si era difeso Cirillo a febbraio, quando è emersa la sua iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Brescia - In Russia sono orgoglioso di avere realizzato importanti opere, dando lavoro a decine di aziende italiane e portando nelle dimore di molte delle persone più importanti e influenti il meglio dell’eccellenza italiana. Con serenità e fiducia ho comunque già iniziato a collaborare personalmente con la magistratura. E continuerò a farlo fino al chiarimento completo della mia posizione».

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