trimestrale

Ge, ricavi oltre le previsioni. Rally in Borsa, miglior performance dal 2009

di Marco Valsania


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(AFP)

2' di lettura

NEW YORK  - General Electric prova a superare un passato di pesanti crisi e drammatiche ristrutturazioni chiudendo un contenzioso sui mutui subprime con il Dipartimento della Giustizia, che la vedrà pagare una multa da 1,5 miliardi di dollari. E riporta un bilancio trimestrale che evidenzia un giro affari cresciuto del 5% a 33,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre 2018, oltre le previsioni di 32,6 miliardi. Anche se gli utili hanno ancora deluso, 666 milioni di dollari pari a 17 centesimi per azione (escluse voci straordinarie) contro i 22 centesimi ipotizzati, in calo del 60% dall'anno precedente.

Il titolo, sostenuto da questi passi avanti per quanto parziali, ha guadagnato fino al 18%, la miglior performance dal 2009, salendo ai massimi degli ultimi tre mesi. Gli investitori hanno tirato un sospiro di sollievo perché la sanzione per il caso attorno alla controllata nei prestiti tossici WMC Mortgage, chiusa dieci anni or sono, è stata in linea con le attese e le riserve stanziate dal gruppo. Le azioni Ge, precipitate negli ultimi due anni sotto la pressione sia di performance in affanno che della scoperta di irregolarità, da inizio gennaio si sono impennate dal 35% dando credito alla promessa di rilancio dei nuovi vertici. Il chief executive Larry Culp ha parlato di «un inizio con molto lavoro da fare» per reinventare una società snellita, senza più ambizioni di conglomerata-Pil e concentrata invece sulle attività industriali e tecnologiche più promettenti. «La strategia è chiara - ha detto -. Ridurre l'indebitamento e rafforzare il business». La storica società, nata 127 anni or sono e che lo scorso giugno è stata anche estromessa dall'indice Dow Jones, sotto la sua guida sta accelerando dismissioni per circa 20 miliardi.

A sostenere il trimestre è stata anzitutto la strategica divisione dell'aeronautica, con revenue balzate del 21% a 8,5 miliardi e utili lievitati del 24% a 1,72 miliardi. È stata per ora affiancata dalle tecnologie sanitarie e dalle soluzioni per l'industria petrolifera di Baker Hughes, protagoniste di profitti in aumento. Sanità e Baker Hughes sono però in procinto di scorporo.

Tallone d'Achille è invece tuttora rimasto la vasta attività energetica e nelle turbine di Ge Power, con flessioni delle entrate del 25% e perdite per 872 milioni. Hanno sofferto anche i servizi finanziari di Ge Capital, in rosso di 177 milioni. Il segmento dei trasporti ha visto gli utili scivolare del 18% ma il fatturato salire del 24% in vista a sua volta di uno spin-off già a febbraio.

Ma la complessa reinvenzione su scala ridotta della conglomerata industriale per eccellenza non è la sola sfida aperta. Ge, pur archiviata la multa mutui, deve ancora risolvere indagini della Sec sulle sue pratiche contabili. In discussione sono oneri per 22 miliardi contabilizzati dal gruppo nell'ambito di acquisizioni nel comparto della produzione di elettricità.

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