editoria

Gedi risponde a De Benedetti: «Siamo solidi, misure idonee al futuro»

Il gruppo che riunisce Espresso, Repubblica e la Stampa in una nota replica all’ex presidente: «Solida leadership nella stampa quotidiana, nonostante la crisi di settore». Nei primi nove mesi dell’anno ricavi al -9% e rosso di 18,3 milioni. Il presidente Marco De Bendetti ai dipendenti: «Continueremo a svolgere il nostro ruolo di azionisti»

di Andrea Biondi


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Carlo De Benedetti: il gruppo Gedi respinge al mittente la sua opa per tornare al comando (Reuters)

3' di lettura

La risposta alle avances dell’ingegner Carlo De Benedetti e alla sua proposta di rilevare il 29,9% della Gedi presieduta dal figlio Marco De Benedetti, controllata con il 43,7% delle quote dalla Cir presieduta dall’altro figlio Rodolfo, è duplice: nelle prime righe del comunicato con i dati dei nove mesi del gruppo, ma anche in una lettera, dai toni molto duri, inviata da Marco De Benedetti ai dipendenti di Gedi.

E si tratta, come prevedibile, innanzitutto di atti di puntualizzazione. Del resto Cir già nel giro di poche ore, nella stessa giornata di domenica 13 ottobre, aveva respinto la proposta di Carlo De Benedetti.

«Non siamo un gruppo sconquassato, non siamo un gruppo da risanare, non siamo una barca senza timoniere». Questo uno dei passaggi della lettera inviata ai dipendenti del gruppo Gedi dal presidente Marco De Bedenetti che sottolinea come insieme con il fratello Rodolfo e l'ad di Cir Monica Mondardini continuerà «con impegno a svolgere il nostro ruolo di azionisti della società in modo da garantirle il miglior futuro».

Il presidente ha anche sottolineato come l'intervista concessa dal padre Carlo al Corriere della Sera contenga «un attacco a mio fratello Rodolfo e a me, un tema per noi doloroso, che sui colloca sul piano personale e sul quale desidero non formulare commenti». Tuttavia, «i giudizi pronunciati sul gruppo - sempre contenuti nella lettera - sono infondati e gravi».

Una presa di posizione sulla querelle nella famiglia De Benedetti è contenuta anche nelle prime righe del comunicato sui conti dei nove medi di Gedi. «In relazione alle valutazioni espresse dall’ingegner Carlo De Benedetti», il cda del gruppo editoriale sottolinea di mantenere «una solida leadership nella stampa quotidiana, nel digitale e nelle radio, e adotta misure idonee ad affrontare il futuro, l’investimento e lo sviluppo e creare valore sostenibile, con consapevolezza della rilevanza e delicatezza del mestiere e della funzione che svolge nel Paese, senso di responsabilità, rispetto e sostegno per il lavoro svolto dal management, dai direttori delle testate e da tutte le donne e gli uomini che in esso orgogliosamente operano».

Il Gruppo editoriale che riunisce sotto le proprie insegne Repubblica e La Stampa risponde dunque così ad avances e valutazioni espresse da De Benedetti in un’intervista al Corriere della Sera circa l’andamento del gruppo. Il consiglio di amministrazione del gruppo editoriale, si legge ancora, «desidera precisare che, pur riconoscendo le difficoltà con le quali si confronta, derivanti dalla perdurante sofferenza del settore della carta stampata che incide sui risultati di tutti gli editori, il Gruppo Gedi mantiene una solida leadership nella stampa quotidiana, nel digitale e nelle radio, e adotta misure idonee ad affrontare il futuro, l’investimento e lo sviluppo e creare valore sostenibile, con consapevolezza della rilevanza e delicatezza del mestiere e della funzione che svolge nel paese, senso di responsabilità, rispetto e sostegno per il lavoro svolto dal management, dai direttori delle testate e da tutte le donne e gli uomini che in esso orgogliosamente operano».

Il gruppo nei confronti del quale Carlo De Benedetti aveva presentato un’opa ha chiuso i nove mesi con ricavi consolidati pari a 441,5 milioni, in flessione del 6% rispetto ai nove mesi del 2018. Il risultato netto consolidato registra una perdita di 18,3 milioni (-17,3mn escludendo gli effetti dell’Ifrs 16) recependo gli effetti della cessione di Persidera (-16,9 milioni) e oneri per ristrutturazioni con impatto sul risultato netto pari a 3,7 milioni. Quanto all’effetto della cessione della società del multiplex di cui Gedi aveva la quota di minoranza, il risultato netto include in particolare la svalutazione del valore della partecipazione di 16,9 milioni, effettuata al fine di adeguare il valore contabile al prezzo di cessione. Al netto di tali effetti il risultato netto consolidato è positivo per 2,2 milioni. I nove mesi del 2018 si erano chiusi con un utile netto consolidato di 7,8 milioni.

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019 prima dell’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 16 ammonta a 118,4 milioni, in aumento rispetto ai 103,2 milioni di fine 2018 principalmente per effetto di 25,6 milioni di pagamenti relativi ai piani di riorganizzazione in corso. Gedi stima comunque che, «in assenza di eventi allo stato imprevedibili, il gruppo registrerà a fine anno un risultato positivo, escludendo l’impatto della cessione di Persidera e di eventuali altre componenti non ordinarie».

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