riqualificazioni e burocrazia

Gelata sull’immobiliare di Roma. Investimenti in caduta: -50%

I volumi non residenziali scendono a 900 milioni contro 3,9 miliardi di Milano. Gli investitori temono la mancanza di regole chiare e la burocrazia eccessiva

di Paola Dezza

(ANSA)

3' di lettura

Roma, capitale senza capitali. Il Covid ha accentuato una situazione critica preesistente e gli investitori oggi frenano sulla capitale. Nei numeri questa disaffezione c’è tutta: i volumi degli investimenti non residenziali del 2020 sono stati pari a circa 900 milioni di euro (a Milano 3,9 miliardi). A Roma, secondo Bnp Paribas real estate, si conferma quindi il sottodimensionamento del mercato dei capitali. Quei 900 milioni segnano un calo del 50% rispetto al 2019 e del 40% sulla media annuale degli ultimi cinque anni. Gli uffici hanno rappresentato il 75% del totale (-10% sul 2019), mentre calano i volumi di retail e alberghiero (-85% circa ciascuno).

Intanto all’orizzonte si profila la gara per l’ex caserma Guido Reni a Roma, di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti, e attira l’interesse di molti protagonisti del real estate italiano. Una rigenerazione di cui si parla da anni e che potrebbe diventare realtà quando Cdp otterrà - sembra a breve - i permessi a costruire. Un progetto di ampio respiro, sul quale ha messo gli occhi anche Coima, in una città che sul fronte immobiliare frena.

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Incubo burocratico

I grandi investitori sono sconcertati dalla mancanza di regole e dalla farraginosità della burocrazia. Solo chi conosce la realtà romana si lancia in iniziative immobiliari, anche di successo, ma che restano singoli progetti in un panorama senza visione.

Lo dicono alcuni investitori internazionali, tra i quali Tristan, che hanno scelto di cedere i propri asset e lasciare la capitale dopo aver visto come burocrazia e immobilismo tengano in scacco la città. A questo si aggiungono le difficoltà di un centro urbano dove in ogni angolo si devono fare i conti con la storia e con reperti e monumenti che ne sono la traccia.

Ardian, Blackstone, Kingstreet, Amundi sono solo alcuni dei soggetti che hanno fatto shopping a Roma negli ultimi anni. Notizia degli ultimi giorni è l’arrivo di Rosewood a gestire il futuro hotel nella ex sede di Bnl di proprietà di Antirion Sgr.

Tra le riqualificazioni di eccellenza quella realizzata da Dea Capital Re Sgr e Allianz di due edifici in piazza San Silvestro, dove è arrivata Apple. Nella piazza resa smart dal Comune con wi-fi, mappe interattive e luci intelligenti, dovrebbe aprire un hotel Four Season. Ardian ha ristrutturato una palazzina in via Veneto, dove potrebbe consolidare la propria sede Deloitte.

Nessun dialogo pubblico-privato

«La confusione politica si riflette sugli investimenti - spiega Emanuele Caniggia, a capo di Dea Capital Re Sgr -. Di recente abbiamo riqualificato via dell’Arte, venduto ad Allianz, l’hotel The Pantheon, l’asset di via Curtatone, affittato a Kpmg e dove arriverà Virgin». Caniggia conferma che i capitali arrivano solo per l’opportunità giusta con tempi certi. A Roma manca il dialogo pubblico-privato per costruire strategie territoriali.

Progetto “monstre” realizzato è la valorizzazione dell’ex Poligrafico dello Stato, a piazza Verdi. Defilata Rosewood, l’asset è diventato direzionale e oggi ospita Enel. Poi c’è il capitolo Torri dell’Eur, vittima di vari “stop and go”. Gli immobili, 62mila mq, verranno riqualificati in uffici. È un progetto finanziato per cento milioni da Cdp, che controlla al 100% la società Alfiere proprietaria del complesso. La durata dei lavori è di 36 mesi ed è già iniziata la cantierizzazione del sito.

In cerca di occasioni

«Roma ha grandi potenzialità - dice Mario Abbadessa a capo di Hines in Italia -. Finora non abbiamo trovato l’occasione giusta».

Non poche, e di dimensioni importante, le opere in sospeso, come il nuovo stadio AS Roma, la riqualificazione dello Stadio Flaminio, l’ex Fiera di Roma, in disuso dal 2005 nel quartiere Ostiense. Manca all’appello anche la città dello Sport di Calatrava, ma giacciono in attesa di un futuro diverso anche gli ex Mercati Generali di via Ostiense dal 2005, quando l’archistar Rem Koolhaas aveva presentato un progetto di riqualificazione. La città sonnecchia, rischiando di perdere la liquidità in circolazione.

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