ALIMENTARE

Gelato, business da 4,2 miliardi alla prova dell’estate Covid

Gli italiani sono i primi consumatori in Europa, ma sia le aziende artigianali che i grandi marchi come Sammontana, Algida e Grom temono la frenata del turismo

di Maria Teresa Manuelli

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Gelato (Adobestock)

Gli italiani sono i primi consumatori in Europa, ma sia le aziende artigianali che i grandi marchi come Sammontana, Algida e Grom temono la frenata del turismo


3' di lettura

Gli italiani si confermano primi consumatori pro capite a livello mondiale di gelato artigianale, ma l’incognita del Covid pesa sull’estate imminente. Il giro d’affari nelle gelaterie vale 4,2 miliardi di euro e occupa 74mila lavoratori, secondo Fipe, che sottolinea, però, quanto l’andamento della domanda sia legato a doppio filo al turismo che quest’anno vedrà la scarsa presenza dall’estero.

«Sta crescendo il consumo di gelato da parte dei residenti, ma non al punto da compensare la flessione dovuta agli stranieri. Una previsione sull’estate è di una contrazione di consumi del 10-15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso», conclude la Federazione dei pubblici esercizi. Mentre le gelaterie erano chiuse, il gelato è stato però tra le categorie maggiormente acquistate durante la quarantena nella distribuzione moderna. Nel paniere monitorato da Nielsen, quello industriale (840 milioni di euro per 2,2 miliardi di pezzi venduti nella grande distribuzione nel 2019) ha visto una crescita del 53,1% durante la fase 2 e del 22,1% tra metà febbraio e inizio maggio.

«I consumatori però – sottolinea Leonardo Bagnoli, amministratore delegato di Sammontana – si sono rivolti maggiormente ai prodotti a marca del distributore, che sono cresciuti più della media del mercato. Segno di una grande attenzione al prezzo e ridotta capacità di spesa. Se le vendite dei nostri marchi sono aumentate, non è andata altrettanto bene per tutti. Inoltre, le aziende produttrici risentono del perdurare della sofferenza dei bar, che ancora oggi incassano meno della metà degli scontrini pre-Covid».

Le strategie per stimolare i consumi fuori casa dei big

Prudenza sull’estate imminente, quindi, anche per le aziende che nell’incertezza hanno rivisto le iniziative di comunicazione su spiagge e locali notturni. «Per supportare il mercato e contribuire a stimolare i consumi nel fuori casa, abbiamo avviato iniziative speciali dedicate a bar, stabilimenti balneari e chioschi, canali strategici del fuori casa di questa stagione – sostiene Fulvio Guarneri, presidente Unilever Italia –. Come la “Festa del gelato” di Algida, pensata per il consumo in famiglia o in compagnia che regala un terzo gelato a chi ne acquista due. Mentre con il nostro brand Grom abbiamo avviato una strategia di ampliamento e diversificazione dei canali di vendita: retail, shop in shop e altri smart format».

La spinta del delivery: il gelato si mangia a casa propria

Anche i servizi verticali e dedicati alla consegna a domicilio hanno segnato crescite importanti. Lo sanno bene le piattaforme dedicate al delivery. Deliveroo ha monitorato gli ordini di gelato da inizio lockdown a oggi registrando un incremento nel numero di ordini di circa il 58%, incremento che sale oltre al 100% se comparato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche per Glovo le categorie food che crescono di più rispetto all’inizio dell’anno sono i gelati (+180%). «In questo periodo, grazie al delivery, abbiamo addirittura registrato più ordini rispetto al passato. Questa situazione ci ha fatto riflettere sul futuro della nostra attività. Stiamo ripensando produzione e organizzazione, dando una maggiore attenzione alle consegne a domicilio, che pensiamo continueranno a essere sempre più importanti», commenta Santo Palumbo, proprietario della Premiata Cremeria Rossi, tra le preferite a Milano.

Secondo il Centro Studi di Supernova Hub - incubatore del gruppo Itlm - chi vorrà sopravvivere nel commercio al dettaglio dovrà puntare su una sempre maggiore vicinanza tra i canali online e offline e sul ruolo sempre più predominante del web. Un’intuizione condivisa da Gelq, start up completamente digitale: una piattaforma di e-commerce b2b che opera nel settore della gelateria artigianale. Nasce nel 2018 grazie all’esperienza dei due fondatori: Niccolò Pepori conoscitore del comparto dei semilavorati per la gelateria artigianale e Andrea Quarantini, esperto di marketing e del mondo digitale con esperienze in aziende multinazionali.

«Durante questi anni di attività abbiamo visto crescere la fiducia verso l’online – spiega Pepori, che di Gelq è l’amministratore –. Nei mesi di lockdown anche noi abbiamo subito un calo degli ordini, ma da maggio sono ripresi più di prima. C’è un nuovo atteggiamento verso Internet». Tanto che i due soci stanno pensando di aprire una gelateria completamente online, rivolta al consumatore finale e basata sul delivery. Ha fatto tesoro dell’esperienza della quarantena e del digitale anche Gusto 17, l’agrigelateria milanese, vincitrice di 2 Coni Gambero Rosso. Ha lanciato il “Tempo è gelato”, programma digital first integrato con gli store che consente ai clienti – attraverso la lettura della card scaricata nel mobile wallet o sul proprio Google Pay – di ricevere punti-tempo da trasformare in ore o weekend per sé stessi o per ricevere servizi: per esempio, una giornata nel laboratorio a Milano per creare il proprio gusto dei desideri, oppure un weekend per vivere delle esperienze con i produttori italiani di materie prime o per avere servizi, come il lavaggio e stiraggio delle camicie a domicilio, la pulizia della casa o dell’auto.

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