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Gellify al salto triplo: exit con TechMass, nuovo round da 15 milioni e l'ingresso in Hokan

Prima la exit di una società del proprio portafoglio, TechMass, start-up attiva nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni per digitalizzare i processi produttivi

di Gianni Rusconi

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Prima la exit di una società del proprio portafoglio, TechMass, start-up attiva nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni per digitalizzare i processi produttivi


3' di lettura

È stato autunno molto “caldo”, non c'è che dire, quello di Gellify, la piattaforma lanciata a settembre 2017 da Fabio Nalucci con l'obiettivo di fare da ponte fra le startup specializzate nell'ambito del software B2B e le aziende tradizionali. Prima la exit di una società del proprio portafoglio, TechMass, start-up attiva nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni per digitalizzare i processi produttivi, poi la delibera di un aumento di capitale, sottoscritto dal Gruppo Azimut come lead investor insieme ad altri investitori privati, da complessivi 15 milioni di euro e da ultimo l'ingresso nel capitale sociale della britannica Hokan, una sorta di “caveau digitale” per la custodia delle criptovalute.

Una “cassaforte virtuale” per i beni digitali
Fondata nel 2019, Hokan nasce per sopperire a una delle problematiche legate ai crypto asset, e cioè quella della mancanza di servizi di custodia autorevoli e riconosciuti (la definizione di regole e standard in questo ambito sono da mesi al vaglio di varie commissioni tecniche internazionali), una lacuna che secondo molti addetti ai lavori rappresenterebbe una barriera significativa all'ingresso degli investitori istituzionali nel mondo delle valute virtuali. Uno dei fondatori della startup, Aldo Peter Lo Castro, membro del gruppo di lavoro che affianca il Ministero dello Sviluppo Economico nei progetti nazionali dedicati alla blockchain, ha definito non a caso la tecnologia della startup qualcosa di “pioneristico per il panorama italiano”.
Come funziona e a cosa serve. Hokan è una piattaforma tecnologica “agnostica”, che combina hardware, software e processi per offrire servizi di gestione patrimoniale di beni digitali e quindi proteggere gli investimenti in criptovalute dal rischio di perdita o furto digitale (sia da parte di privati che di imprese) prevenendo lo smarrimento delle chiavi di accesso ed altri problemi correlati, cyber attacchi in testa. Una delle peculiarità della piattaforma, come confermano i diretti interessati, è la possibilità di gestire i crypto asset per periodi prolungati, senza nessun tipo di limite di valuta o blockchain, attraverso un singolo account protetto attraverso un meccanismo di autorizzazione che garantisce responsabilità e controllo condiviso (esattamente come avviene per i tradizionali caveau delle banche).
Il round di finanziamento sottoscritto da Gellify, come ha spiegato Gianluigi Martina, Managing Partner & Founder della compagnia emiliana, sarà funzionale allo sviluppo internazionale della società, prevede un percorso di crescita che coinvolge tutte le aree dell'organizzazione e, soprattutto, va nella direzione del rafforzamento del proprio portafoglio di investimenti nell'ambito delle tecnologie fintech e blockchain.

I numeri di Gellify: 22 società nel portafoglio incubate e 12 milioni investiti. Con ricavi della divisione di consulenza che nel 2019 viaggiano intorno ai 6,5 milioni di euro (in crescita del 50% rispetto al 2018) e con investimenti effettuati in 18 mesi pari a 12 milioni per entrare nel capitale di 22 start up, il prossimo passo in avanti di Gellify, grazie alla nuova iniezione di liquidità, è quello di consolidare la propria presenza sul mercato italiano e di aprirsi su scala internazionale, sia nell'ottica di abilitatore della trasformazione digitale delle grandi aziende e delle Pmi, sia come soggetto finanziatore di startup innovative che sviluppano software destinato alle imprese.
Al fianco di Azimut, inoltre, la società emiliana sta valutando la creazione di un fondo comune di investimento alternativo di tipo chiuso e riservato alla clientela professionale, che avrà come oggetto investimenti nel capitale di rischio di startup “B2B Software as a Service” operanti prevalentemente in cinque principali verticali del mondo delle tecnologie: Industria 4.0, intelligenza artificiale, Internet of Things, blockchain e cybersecurity.
Exit in chiave industria 4.0
Dopo la prima exit in ambito fintech con Deus Technology, la seconda operazione di realizzo di Gellify si è concretizzata con la cessione del 51% delle quote di TechMass ad opera di TeamSystem, uno dei più importanti attori in Italia nel settore delle soluzioni gestionali per imprese e professionisti, alla quale Gellify ha ceduto il pacchetto di azioni acquisito nel gennaio 2019. Fondata nel 2017 dall'ingegnere padovano Andrea Massenz, TechMass ha sviluppato una soluzione in cloud in grado di ottimizzare i processi industriali fornendo agli addetti di linea strumenti e informazioni in tempo reale per monitorare l'andamento della produzione.

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