nuovi spazi romani

Generali apre Palazzo Bonaparte all’arte

Dopo il restauro il 6 ottobre inaugurerà il nuovo polo di arte e cultura per la città con la mostra “Impressionisti Segreti”

di Marilena Pirrelli


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4' di lettura

A Roma il restauro del Palazzo Bonaparte di Generali ridefinisce i destini dell’antica dimora trasformandola in un nuovo polo di arte e cultura per la città. Arthemisia è il parnership di Generali Valore Cultura a Palazzo Bonaparte che aprirà al pubblico il prossimo 6 ottobre con una grande mostra dedicata agli “Impressionisti Segreti” con oltre 50 opere mai concesse in prestito provenienti dalle più importanti collezioni private del mondo, con artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin e Signac. Per celebrare lo spazio, il 9 luglio dalle 14 alle 24, sarà aperto a tutti e visitabile gratuitamente. Con l’#Palazzoinmostra la compagnia, che ha una collezione all'interno dei palazzi e uffici della gestita dall'archivio storico, fa un altro passo avanti verso l’arte.

“Fare azienda in modo moderno vuol dire affiancare l'impegno verso i nostri 10 milioni di clienti con un impegno concreto verso le comunità. Questo per noi è essere Partner di Vita delle persone e in questa nostra ambizione si colloca l'apertura e la valorizzazione dei nostri asset come Palazzo Bonaparte: un bene che, grazie anche alla collaborazione di un operatore importante come Arthemisia, diventa un polo di sviluppo per la comunità” spiega Marco Sesana, Country Manager & cei di Generali Italia e Global Business Lines.

Nello storico palazzo romano, tra gli edifici storici più belli e preziosi di Generali – conosciuto per il suo balconcino verde dove Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, osservava il via vai dalle feritoie della verandina tra Piazza Venezia e via del Corso Palazzo e per la statua del Marte Pacificatore di Canova – saranno accolte mostre, eventi culturali e didattici con particolare attenzione alle famiglie e ai giovani.
“Palazzo Bonaparte rappresenta un nuovo passo lungo il percorso tracciato da Generali Valore Cultura in questi ultimi anni” spiega Lucia Sciacca, direttore comunicazione e sostenibilità di Generali Italia. “Il progetto nasce proprio con l'idea di rendere vivo il patrimonio artistico e culturale con iniziative di partecipazione e accessibilità offrendo esperienze innovative, coinvolgenti per le persone e rilevanti per l'intera comunità. In tre anni, gli eventi di Generali Valore Cultura hanno coinvolto oltre 3,5 milioni di persone con molta attenzione ai giovani e alle famiglie.”

Valore Cultura
Valore Cultura è il programma pluriennale di Generali Italia nato nel 2016 per rendere l'arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio e per valorizzare il territorio dalle relazioni con i grandi teatri lirici, agli operatori culturali specializzati nelle grandi mostre: in tre anni sono stati coinvolte 3,5 milioni di persone in 80 iniziative artistiche e culturali, 20.000 ragazzi e studenti in laboratori e progetti culturali, offrendo oltre 80.000 accessi gratuiti.

La storia e il restauro
Con i suoi circa 3mila metri quadrati di mosaici, affreschi e stucchi, Palazzo Bonaparte è uno scrigno barocco dal rigore rinascimentale, opera dell'architetto Giovanni Antonio De Rossi. Dal 1972 è parte del patrimonio immobiliare di Generali. Palazzo Bonaparte situato all'angolo tra Piazza Venezia e via del Corso, si affaccia accanto alla sede della Compagnia che al suo interno ospita “Radici del Presente”, un museo con una collezione archeologica di età romano-imperiale pensato appositamente per i giovani, dove dal 2016 sono organizzate lezioni tematiche gratuite dedicate alle scuole.

    Dalla sua fondazione nel 1677 (i lavori iniziarono vent'anni prima, nel 1657) Palazzo Bonaparte ha visto avvicendarsi le famiglie romane dei Cervini, Margani, D'Aste e Rinuccini fino ad essere acquistato nel 1818 da Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che visse in questo palazzo fino alla morte, avvenuta nel 1836. Fu proprio lei a volere il famoso balconcino verde, tutt'oggi visibile proprio dallo scorcio tra Piazza Venezia con via del Corso, diventato simbolo del Palazzo stesso dove Madame Mère - così firmava Letizia Bonaparte la sua corrispondenza con i Sovrani dell'epoca - trascorreva le sue giornate osservando il passaggio delle carrozze nella Roma di inizio Ottocento quando, ormai ottuagenaria, era impossibilitata a uscire di casa. Sempre a lei lo scultore Canova regalò il modello in gesso della gigantesca statua del “Marte Pacificatore”, dedicato alla figura dell'Imperatore, ancora oggi conservato al centro dell'anticamera dei suoi appartamenti.

    Il restauro del 2017: l’intervento di restauro di Palazzo Bonaparte, gestito da Generali Real Estate SGR, è durato oltre 12 mesi e ha riguardato sia gli spazi interni che l'esterno dell'edificio, con l'obiettivo di rinnovare e rendere più funzionali gli ambienti, esaltando al tempo stesso tutti gli elementi architettonici, storici e decorativi.

    Il grosso dei lavori si è concentrato ai tre piani superiori, che sono stati sottoposti ad un restauro integrale dal punto di vista architettonico ed impiantistico. L'installazione di nuovi pavimenti, di illuminazioni LED e impianti di climatizzazione di ultima generazione, unita al recupero dei controsoffitti a cassettoni e al rifacimento delle pareti, ha così contribuito a fare di questi spazi degli uffici moderni e pienamente modulabili.

    Generali Real Estate SGR, lo Studio Pras che ha seguito la progettazione del restauro e l'impresa D'Adiutorio che si è occupata della realizzazione, sono stati affiancati dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma in tutte le scelte progettuali.

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