ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa battaglia di Trieste

Generali, vince la lista del cda. Soci confermano Donnet ceo

All’assise per il rinnovo del vertice, con un’affluenza record, i candidati del consiglio ottengono il 55,99% dei voti dei presenti. Caltagirone incassa il 41,7% e si assicura tre consiglieri

di Laura Galvagni

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3' di lettura

I soci hanno confermato Philippe Donnet ceo. Dopo mesi di scontro, grazie al supporto dei fondi esteri, la lista del cda ha incassato il via libera dell’assemblea degli azionisti piazzandosi al primo posto. Complessivamente ha ricevuto 55,99% dei voti del capitale presente contro 41,73% incassato dai candidati di Francesco Gaetano Caltagirone, per uno scarto, in termini di capitale sociale di circa il 9,7%. Questo dopo aver stabilito con il 57,7% dei presenti in 13 il numero dei membri del consiglio. Stanti questi valori il cda sarà così composto: Andrea Sironi, Clemente Rebecchini, Philippe Donnet, Diva Moriani, Luisa Torchia, Alessia Falsarone, Lorenzo Pellicioli, Clara Furse, Umberto Malesci, Antonella Mei-Pochtler, Francesco Gaetano Caltagirone, Marina Brogi, Flavio Cattaneo. Nessun rappresentante dunque per Assogestioni, 10 consiglieri per la lista del board e tre per l’imprenditore romano.

Il tutto complice un’affluenza record: 70,732% di capitale presente contro il 51,5% dello scorso anno. E non poteva essere altrimenti vista la posta in palio: dopo mesi di battaglia si è votato infatti il nuovo assetto di vertice della compagnia. Frutto del confronto di due liste concorrenti: quella del cda sostenuta da Mediobanca, De Agostini e dai fondi istituzionali esteri e quella proposta da Francesco Gaetano Caltagirone, che ha raccolto i consensi di Leonardo Del Vecchio, Fondazione Crt, Cassa Forense, altre fondazioni minori, Benetton e diversi imprenditori italiani.

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Il saluto di Galateri

In apertura dei lavori il saluto del presidente Gabriele Galateri di Genola, che con questa riunione ha chiuso la sua esperienza a Trieste: «Lascio dopo 11 anni, è stato un onore». Nel farlo ha sottolineato poi: «Oggi decideremo il futuro delle Generali». E la compagnia lo farà grazie «alla partecipazione attiva» dei suoi soci e «dopo essersi posta ai vertici del settore». Perché, come ha concluso il presidente, oggi il Leone rappresenta «un pilastro finanziario nazionale e internazionale»

Le parole di Donnet

Il ceo Donnet prima dell’avvio dell’assise si è rivolto ai soci rimarcando: «Oggi siete chiamati a votare per il rinnovo del nostro cda e per la prima volta nella nostra lunga storia una delle liste è stata presentata dal consiglio di amministrazione» con l’intento di «rappresentare tutti gli azionisti, e avvicinare Generali alle migliori practice di governance internazionali » e soprattutto «adatta a una public company proiettata in un futuro davvero sostenibile». Tra i candidati, ha aggiunto, ci sono «professionisti di assoluta qualità», «un presidente indipendente», il «77% di consiglieri indipendenti e un 54% di rappresentanza femminile, dati mai così alti nella storia del gruppo e al di sopra degli standard italiani ed europei». Per Donnet aver scelto questa lista significa garantire «un ulteriore rafforzamento della società», in una fase storica peraltro particolarmente sfidante. E al termine di un percorso che per il «terzo anno consecutivo» ha registrato «un risultato operativo record per 5,9 miliardi». Ora il focus è già sul nuovo piano: «Continueremo a perseguire una crescita sostenibile, la creazione di valore per tutti gli stakeholder, un aumento degli utili e della loro qualità, e un dividendo che cresce ogni anno, a fronte di un approccio disciplinato nella gestione del capitale e di un'integrazione della sostenibilità nel nostro business, con l'obiettivo di essere leader nell'innovazione». Il manager ha infine concluso: «Il 2021 anno intenso ma ricco di soddisfazione».

Benetton al 4,75%

La lettura dei soci presenti in assise ha messo in evidenza un chiaro rafforzamento dei soci italiani, con i Benetton, in particolare, saliti dal 3,96% al 4,75%. Ma come è noto non sono stati gli unici a crescere: Mediobanca, grazie al prestito titoli sul 4,42%, si è portata al 17,19%, Francesco Gaetano Caltagirone, complici gli acquisti recenti, al 9,95% e Leonardo Del Vecchio al 9,82%.

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