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Generali, Caltagirone in affondo sulla lista presentata da Mediobanca

di Celestina Dominelli


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(Imagoeconomica)

3' di lettura

Un endorsement pieno per Generali di cui detiene al momento una partecipazione del 5 per cento. A conferma che la scelta di puntare sul colosso delle assicurazioni finora non ha deluso le sue aspettative. «Siamo pienamente soddisfatti della gestione e del titolo che va bene come tutta la Borsa. La società è ben condotta e sono molto soddisfatto». Così ieri, a margine dell’assemblea dei soci del gruppo Caltagirone, chiamato ad approvare il bilancio 2018 e a deliberare una cedola di 0,07 euro (+ 16% sul 2017), il numero uno Francesco Gaetano Caltagirone non si è sottratto ai cronisti che sollecitavano una valutazione sulla performance del Leone di Trieste.

Su un aspetto, però, l’imprenditore ha voluto manifestare il suo disappunto, allorquando gli è stato chiesto un giudizio sulla lista, presentata da Mediobanca, primo azionista di Generali, per il rinnovo del board in vista dell’assemblea del 7 maggio. «Il cda che è stato quasi totalmente riproposto ha operato bene - è il ragionamento - ma è l’espressione del mondo delle Generali di tre anni fa. Nel frattempo qualcosa è cambiato con un nuovo azionista ed è un peccato che non sia rappresentato, forse anche ingiusto». Caltagirone non ha fatto nomi, ma è chiaro il riferimento a Edizione Holding dei Benetton che, di recente, ha portato la sua quota attorno al 4% nel capitale del big delle assicurazioni.

Quest’ultimo, poi, ha incassato ieri anche il plauso di un altro socio, il gruppo De Agostini, per bocca dell’ad Lorenzo Pellicioli che siede anche nel cda del Leone di Trieste. «Il piano strategico delle Generali è ottimo. È lucido, chiaro e concreto, senza voli pindarici, ma fatto con grande competenza nel mondo dell’assicurazione che è il mestiere di Generali», ha detto il top manager a margine dell’assise di Dea Capital di cui è presidente. «Il piano è assolutamente positivo. Faccio un discorso di esperienza personale, sono nel cda di Generali da 12 anni e sicuramente questo è il piano che ho visto meglio elaborato nel metodo e nel merito. E mi pare che l’opinione sia condivisa dal mercato perché da quando è stato presentato il titolo si è mosso bene».

Quanto alla partecipazione del gruppo in Generali - dove ieri è stato nominato il nuovo ad di Generali Insurance Asset Management, Francesco Martorana -, Pellicioli ha chiarito «che è sempre ferma all’1,7% circa e non è prevista nessuna variazione, né in una direzione né nell’altra». Così come non c’è alcuna ipotesi di un patto di sindacato tra i soci italiani. «Sicuramente noi non ci abbiamo mai pensato», ha affermato il ceo di De Agostini, mentre, sulla lista per il nuovo cda, «mi pare che gli azionisti abbiano seguito le indicazioni del cda sulla continuità - ha aggiunto -. Anche io sono stato favorevole a questa scelta».

Tornando, invece, all’assemblea della Caltagirone spa, il numero uno Caltagirone si è poi soffermato sulla crisi delle costruzioni e dell’edilizia in Italia rispondendo ad alcune domande della stampa al termine dell’assise. «L’Italia - ha spiegato - è riuscita con una normativa sempre più restrittiva e punitiva a mettere in ginocchio un settore». Al punto che, ha aggiunto, «se oggi il comparto ripartisse, sarebbero poche le aziende italiane in grado di partecipare alle gare dal momento che le principali imprese del settore sono in crisi». Poi uno sguardo alle altre partecipazioni, a cominciare da Acea. «Va molto bene e credo che l’ingresso dei privati sia stato fondamentale per cambiare certi usi di alcune società pubbliche», ha detto l’imprenditore romano, socio di minoranza dell’utility capitolina, per poi lanciare una proposta chiara. «Perché non si privatizzano anche le altre municipalizzate piuttosto che subirne le perdite?». Un’osservazione puntuale, come puntuale è stata anche l’analisi dei conti approvati ieri dai soci. «Sono numeri confortanti», ha spiegato e, replicando alle osservazioni di un azionista sul dividendo, ha infine ricordato l’aumento della cedola quest’anno e che, come ha documentato un report di Mediobanca, «dal 1938 siamo tra le quattro società italiane che lo hanno sempre distribuito».

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