Assicurazioni

Generali, Caltagirone sale al 4,2%. Mediobanca: un miliardo per l’m&a

di L.G.

(Bloomberg)

2' di lettura

Francesco Gaetano Caltagirone consolida la posizione in Generali sopra il 4%. Nei giorni scorsi l’imprenditore romano ha acquistato altri 2 milioni di titoli che, sommati allo shopping recente, hanno portato la partecipazione nel Leone al 4,2%. Una quota che sembra proiettare Caltagirone sempre più rapidamente verso la soglia del 5%. Obiettivo ultimo di una campagna che vede l’imprenditore impegnato a costruire assieme agli altri soci forti del gruppo assicurativo una cordata tricolore che oggi vale il 23,4% del capitale e come tale capace di preservare gli assetti di Trieste.

Caltagirone ha evidentemente sfruttato questa fase di debolezza del titolo, le azioni sono state comprate a prezzi compresi tra i 14,865 euro e i 14,788 euro, per aumentare il proprio peso e lo ha fatto mettendo sul piatto complessivamente 30 milioni. Altrettanto, peraltro, potrebbe fare nelle prossime sedute se dovesse permanere sui mercati questo clima particolarmente negativo. D’altro canto questa è una fase assai cruciale per il gruppo. Il prossimo 21 novembre Generali presenterà il nuovo piano industriale. Un piano, dopo il turnaround finanziario e il turnaround industriale, che dovrà puntare dritto alla crescita. Nei giorni scorsi un’analisi di Mediobanca, già primo socio di Trieste con il 13%, dava un assaggio di quelle che sono le aspettative del mercato rispetto alle linee guida. In particolare, per Piazzetta Cuccia, tasselli cruciali del business plan dovranno essere un Roe superiore al 14% e un leverage inferiore al 30%. Non solo, stando al report dell’istituto, Generali potrebbe destinare fino a 1 miliardo di euro (dei 2,5 miliardi raccolti grazie alle recenti dismissioni) per operazioni di M&A.

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La nuove linee guida per ora sono state presentate ai componenti del consiglio durante un lungo incontro tenutosi il luglio scorso. Quel primo vertice ha soddisfatto solo parzialmente Caltagirone e per questo c’è attesa rispetto a quello che sarà l’elemento chiave del progetto industriale, ossia le cifre messe nero su bianco. E in quest’ottica lo sguardo è puntato sulle decisioni finali che verranno assunte dal management in tema di ripartizione delle risorse. È naturale immaginare che i denari in cassa verranno impiegati in primo luogo per dare impulso agli investimenti in innovazione, quindi per dare soddisfazione ai soci con dividendi rotondi e in terzo luogo quel che rimane potrà essere dirottato in parte sulla riduzione del debito, il mercato lo chiede da tempo, e in parte per la crescita attraverso acquisizioni. In proposito le priorità saranno certamente l’asset management, che resterà come tassello cruciale dello sviluppo futuro, quindi in seconda battuta il settore danni. Si vedrà.

Nel mentre, in materia di innovazione, Generali ha lanciato una nuova funzione dedicata alla Cyber Insurance e una propria start-up per soddisfare le esigenze dei clienti nel campo dei rischi informatici, ossia GeneraliCyberSecurTech. La funzione avrà il compito di sviluppare e coordinare a livello globale l’approccio del Gruppo all’assicurazione dei cyber risk.

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