i conti dei primi tre mesi 2019

Generali, le cessioni portano l’utile netto a 744 milioni (+28,1%)

di Laura Galvagni


default onloading pic
(REUTERS)

2' di lettura

Un utile netto in forte crescita, complice l'effetto delle dismissioni, profitti operativi in linea con quanto indicato dal piano strategico e comunque al top del consensus stimato dagli analisti e premi in ascesa. Sono questi i dati salienti registrati da Generali nel primo trimetre del 2019 e approvati dal consiglio di amministrazione. Unico neo, il calo del Solvency ratio che è passato dal 217% al 207% per ragioni, tuttavia, ricollegabili al recepimento di alcune modifiche normative. Riguardo al recente balzo dello spread, peraltro, il cfo Cristiano Borean ha voluto comunque precisare che “la solidità della compagnia resta estremamente stabile, la sensitività non è eccessiva” e quindi “non si vedono impatti significativi dai movimenti degli ultimi giorni” senza contare che “non bisogna trascurare l'effetto combinato del differenziale di rendimento che sale ma dei tassi che scendono”. Il manager ha confermato che l'esposizione sui Btp a fine primo trimestre è pari a 59,5 miliardi di euro, in linea con fine 2018.

Più nel dettaglio, la compagnia ha chiuso i primi tre mesi dell'anno con un utile netto di gruppo a 744 milioni, in aumento del 28,1% grazie agli effetti di diverse cessioni. Il dato, normalizzato, si attesterebbe a 616 milioni (+6%), “in linea con gli obiettivi del nuovo piano strategico”. Il risultato operativo ha chiuso in crescita del 6,9% a 1,346 miliardi anche per via del “contributo di tutti i segmenti del gruppo”, come specificato da una nota della società. I premi lordi complessivi hanno raggiunto i 18,9 miliardi, in aumento del 6,6% grazie allo sviluppo di entrambi i settori, in particolare il Danni è salito del 3,1%. A fronte di un combined ratio, valore che misura la redditività del segmento, del 91,5% (+0,1 punti percentuale) .

Generali ha poi sottolineato “l'ottima raccolta netta Vita” che ha superato i 4 miliardi (+61,9%) con riserve tecniche in crescita a 353 miliardi (+2,8%)”. Il dato della raccolta è stato “trainato principalmente dallo sviluppo registrato in Asia e Francia, che hanno beneficiato dell'effetto combinato di minori riscatti e della crescita del volume premi, nonché in Italia, principalmente per effetto della crescita dei premi”. Gli Asset Under Management di parti terze hanno segnato un aumento del 15,7%, grazie soprattutto alla performance di Banca Generali e alla Cina, nonché all'apporto degli attivi del Belgio i cui investimenti sono rimasti in gestione al gruppo sulla base degli accordi di vendita.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti