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Generali in controtendenza a Piazza Affari dopo il trimestre sopra le attese

Battute le stime degli analisti sul risultato operativo e sull'utile al netto delle svalutazioni in Russia. Intanto Crt annuncia che non venderà la propria quota

di Paolo Paronetto

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Generali guadagna terreno in controtendenza a Piazza Affari, dove i titoli del Leone sono tra i migliori di un FTSE MIB in calo. Le quotazioni beneficiano dei conti trimestrali diffusi prima dell'apertura del mercato: nel periodo gennaio-marzo Generali ha registrato «un'ottima redditività con premi e risultato operativo in crescita», a fronte di una «posizione di capitale estremamente solida» e nonostante un utile netto che «risente delle svalutazioni sugli investimenti russi».

I numeri dicono che al 31 marzo il risultato operativo è nella parte alta del consensus e si attesta a 1,62 miliardi (+1,1%) mentre i profitti netti sono di 727 milioni: -9% sugli 802 milioni dell'anno scorso a causa delle svalutazioni di 136 milioni sugli asset russi. Senza tale impatto l'utile sarebbe di 836 milioni, oltre le previsioni degli analisti. «Una cristalizzazione definitiva dei valori e delle svalutazioni ci sarà solo con la semestrale, in cui integreremo ulteriori informazioni e l’evoluzione della situazione russa, positiva o negativa», ha detto in conference call con i giornalisti Cristiano Borean, Cfo del gruppo General, spiegando che nello scenario peggiore l’impatto delle svalutazioni in Russia, che sarà chiaro e definitivo solo con la semestrale, sarà di altri 163 milioni, di cui 126 milioni legati alla partecipazione del 38,5% in Ingosstrack e 37 milioni ai titoli di Stato russi.

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I premi lordi hanno raggiunto 22,3 miliardi (+6,1%), in aumento nel Danni (+6,4%) e nel Vita (+6%). Inoltre, come ha spiegato Borean, l’esposizione di Generali sui titoli di Stato italiani è calata dai 63 miliardi di fine 2021 a 59 miliardi, principalmente per l’andamento dei tassi d’interesse ma anche per alcune scadenze. Sul fronte Solvency, ha aggiunto, in base ai dati di lunedì scorso, computando anche l’M&A in India e aggiungendo preventivamente il buyback approvato dall’assemblea, il Ratio si attesta al 230%, quando allo scorso 31 marzo era al 237% mentre valeva il 227% a fine 2021.

I risultati del primo trimestre sono «buoni», commentano gli analisti di Equita, che sottolineano in particolare la posizione di Solvency «estremamente solida». Di numeri «migliori delle attese» parlano anche gli esperti di Banca Akros, che confermano la raccomandazione "accumulate". Al di là dei dati di bilancio, il 18 maggio la Fondazione Crt, azionista di Generali con l'1,72%, ha ribadito che il suo investimento è «strategico», spegnendo la speculazioni su possibili cessioni della partecipazione dopo l'esito dell'assemblea, dove Crt aveva sostenuto la lista di candidati per il cda presentata da Francesco Gaetano Caltagirone.

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