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Generali lancia Opa su Cattolica a 6,75 euro. Obiettivo delisting

Il Leone, che già detiene il 24% della compagnia veneta, punta così a diventare leader in Italia anche nel ramo danni. Esborso massimo di 1,17 miliardi

di Cheo Condina

(Reuters)

3' di lettura

Generali alla svolta su Cattolica Ass. Il Leone, che nei mesi scorsi aveva rilevato il 24% della compagnia veneta in aumento di capitale, ha infatti annunciato il lancio di un'Opa totalitaria a 6,75 euro per azione, con un premio del 15,3% rispetto al prezzo di Borsa di venerdì e di oltre il 40% sugli ultimi sei mesi. L'esborso massimo sarebbe di 1,176 miliardi.

Il Leone motiva l'Offerta «con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nel mercato assicurativo italiano, in coerenza con le linee guida del Piano Strategico di Generali 2021». In quest'ottica «l’acquisizione di Cattolica permetterebbe di diventare il primo gruppo nel mercato danni e di rafforzare la propria presenza nel mercato vita». Da verificare, ovviamente, eventuali impatti a livello Antitrust.

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L'obiettivo è anche la revoca dalla quotazione delle azioni dell’emittente che favorisce «gli obiettivi di integrazione, di creazione di sinergie e di crescita» dei due gruppi assicurativi.

Immediata la reazione sul titolo Cattolica Ass in Borsa (peraltro già in forte rialzo venerdì, giorno in cui aveva diffuso i conti trimestrali): l'azione balza di oltre il 12% a 6,83 euro, dunque sopra il prezzo dell'Opa Generali.

I soci di Cattolica, spicca Warren Buffet

Nell'azionariato di Cattolica, oltre alla stessa Generali (che controlla il 23,67% del capitale), spicca Warren Buffet che aveva rilevato oltre il 9% del capitale della compagnia nel 2017, quando la stessa era guidata da Alberto Minali, a 7,35 euro per azione e dunque, aderendo all'Opa di Trieste, dovrebbe mettere a bilancio una seppur limitata minusvalenza. Fondazione Banca del Monte di Lombardia ha il 3,16% mentre Cariverona - che recentemente ha ridimensionato la propria quota - detiene circa l'1%. Sull'eventuale adesione all'Opa, fonti vicine a Cariverona preferiscono un no comment, sottolineando che "decideranno gli organi di governo dopo le consuete valutazioni del comitato finanza".

La ratio dell'operazione e gli impatti finanziari-industriali

Cattolica è diventata di recente società per azione e ha visto la nomina del nuovo consiglio di amministrazione: entrambi passaggi di discontinuità rispetto a un passato in cui - causa anche i ribassi dei mercati del 2020 - Ivass ha richiesto un aumento di capitale da 500 milioni, di cui 300 già versati da Generali.
L’Offerta - approvata all'unanimità dal cda di Generali e che avrà un impatto sulla Solvency del Leone stimato in 7,8 punti percentuale - "permetterà di valorizzare ulteriormente le caratteristiche distintive di Cattolica, anche grazie al contributo tecnologico e dimensionale di Generali, permettendo la realizzazione di importanti economie di scala e sinergie industriali, con una particolare attenzione al mantenimento di alcuni elementi essenziali di Cattolica quali la tutela dell’identità e del legame storico il territorio, il mantenimento del brand e la valorizzazione di esperienze e asset con riferimento al settore agricolo-assicurativo, al terzo settore (associativo ed enti religiosi) e alla bancassurance in una logica di sviluppo e valorizzazione dell’attività".

Inoltre l'Offerta stessa "permetterà il conseguimento di benefici significativi per tutti gli stakeholders dell’emittente, cioè azionisti, clienti, agenti, dipendenti, comunità e ambiente". Inoltre, si prevede "che, a regime, l’operazione porti ad un aumento dell’incidenza degli utili derivanti dal business danni, coerentemente con le preferenze strategiche in termini di allocazione di risorse per la crescita inorganica".

Le condizioni di efficacia e le sinergie

Tra le condizioni di efficacia dell'Offerta c'è il raggiungimento di almeno il 66,67% del capitale o in seconda istanza del 50% più un azione (oggi Generali detiene il 23,672%) e il fatto che Cattolica non dia corso alla seconda tranche di aumento di capitale da 200 milioni. Tra gli obiettivi finanziari e industriali spiccano invece "un incremento della scala dimensionale di Generali in Europa e un’accelerazione della diversificazione del business mix a favore del segmento danni" e il "conseguimento di sinergie operative di costo e di sinergie incrementali da eccellenza tecnica e ricavo (stimate, a regime, superiori a 80 milioni ante imposte per anno), derivanti da economie di scala" mentre "i relativi costi di integrazione sono stimati complessivamente in circa 150-200 milioni ante imposte, da sostenersi nel corso dei prossimi quattro anni".

In relazione all’Offerta, Generali è assistita da Rothschild, Bank of America e da Mediobanca Banca di Credito Finanziario, quali advisor finanziari, e da Gianni & Origoni, quale consulente legale.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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