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Generali ai massimi dal 2008 in Borsa, via al roadshow Usa del piano Caltagirone

Il piano alternativo a quello del ceo Donnet al test degli investitori internazionali

di Cheo Condina

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Generali sfonda quota 20 euro e tocca i massimi da ottobre 2008 nel giorno in cui i top manager della lista Caltagirone, il candidato presidente Claudio Costamagna e l’ad Luciano Cirinà, sono a Washington per iniziare il roadshow americano di presentazione del programma strategico “Awakening The Lion”.

Usa e Londra le tappe per il piano alternativo

Gli Stati Uniti vengono considerati un palcoscenico chiave per illustrare il progetto alternativo per il Leone (diffuso per la prima volta venerdì 25 marzo) considerato il peso probabilmente decisivo che avranno gli investitori istituzionali esteri nel voto in assemblea del 29 aprile. Dopo la tappa in Usa, che prevede poi una serie di sessioni virtuali, sarà la volta di Londra, altro snodo cruciale del roadshow. Intanto il Leone ha comunicato la decisione del cda di interrompere il rapporto di lavoro con Cirinà, che era sospeso, per “violazione degli obblighi di lealtà" per "la grave violazione di altri obblighi previsti dal contratto di lavoro".

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In Borsa, dal 7 marzo, cioè da quando i listini Ue hanno iniziato un robusto recupero, il rally supera orma il +28% alimentato da vari fattori: l’attesa per l’assemblea di fine aprile, i plausibili acquisti di coloro che – in quella assemblea – saranno protagonisti della sfida per la nomina del cda (Francesco Gaetano Caltagirone ha dichiarato di essere oltre il 9%), non ultimo anche il programma strategico presentato dalla lista dell’imprenditore romano, con target più ambiziosi rispetto al business plan dell’attuale Ceo Philippe Donnet, sostenuto dalla lista del cda.

Piano Caltagirone punta a +14% utile per azione

Lo schema prevede in particolare una crescita composta (Cagr) superiore al 14% dell'utile per azione (contro il +6%-8% del piano Donnet), cassa cumulata disponibile per 9,5-10,5 miliardi a fine 2024 e conferma della attuale dividend policy. Al tempo stesso, un miglior posizionamento per la crescita, con un cost/income ratio sotto il 55% (risparmi lordi fino a 600 milioni di euro). Il punto d'atterraggio del percorso disegnato è un utile netto "full potential" di 4,2-4,6 miliardi nel 2024 e oltre 5 miliardi nel 2025-2026 contro i 2,8 miliardi del 2021. Per raggiungere questi risultati un ruolo rilevante viene assegnato all’M&A con un potenziale budget di 7 miliardi, di cui 2 miliardi grazie alla leva.

Anche gli analisti hanno iniziato a esercitarsi sul programma strategico della lista Caltagirone. E se il mercato il proprio responso l’ha dato in modo ampiamente positivo, alcuni analisti hanno espresso qualche perplessità sul rilevante trend di crescita dell’utile messo nero su bianco da “Awakening The Lion”. Banca Imi sottolinea che “un’accelerazione della traiettoria è sempre possibile, ma un Cagr dell’utile a doppia cifra in un contesto inflazionistico è difficile da ottenere”. Berenberg ritiene che il piano alternativo abbia valore nonostante i potenziali rischi legati al fatto di avere più debito e più M&A. A parere del broker, la soluzione migliore per gli investitori sarebbe una vittoria di misura della lista del cda in assemblea, in modo che il management sia stimolato a far meglio dell’attuale 6-8% di Cagr dell’utile.

Donnet convocato da Commissione parlamentare su banche

Infine, va ricordato che in mattinata il deputato Iv Luigi Marattin ha lasciato in polemica la Commissione parlamentare d´inchiesta sul sistema bancario e finanziario – “è stato superato ogni limite”, ha detto - dopo che quest’ultima, come anticipato domenica dal Sole 24 Ore, ha convocato il Ceo di Generali Philippe Donnet per “approfondire le recenti dinamiche azionarie e di governance”, anche alla luce della recente relazione del Sistema informazione per la sicurezza della Repubblica che ha evidenziato “dinamiche di governance e azionarie nel settore assicurativo che potrebbero riverberarsi negativamente sul tessuto socio-economico nazionale”.

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