ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa battaglia di Trieste

Generali, nel programma di Caltagirone più utili e focus su M&A

Si punta a profitti fino a 4,6 miliardi nel 2024 e a 7 miliardi di cassa disponibili per le acquisizioni. Confermata l’attuale dividend policy

di Laura Galvagni

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Più utili e fino a 7 miliardi di euro per l’M&A. Il gruppo Caltagirone ha alzato il velo sul proprio programma alternativo per le Generali e lo ha fatto mettendo in fila numeri e obiettivi in termini di strategia e governance.

I numeri

Riguardo al primo aspetto, i target prevedono una crescita composta (Cagr) superiore al 14% dell’utile per azione, cassa cumulata disponibile per 9,5-10,5 miliardi a fine 2024 e conferma della attuale dividend policy. Al tempo stesso, un miglior posizionamento per la crescita, con un cost/income ratio sotto il 55% (risparmi lordi fino a 600 milioni di euro). Queste sono alcune delle cifre chiave del programma strategico al 2024 “Awakening The Lion”, presentato da Claudio Costamagna e Luciano Cirinà, rispettivamente candidati presidente e ad nella lista di Francesco Gaetano Caltagirone per le Generali.

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Il punto d’atterraggio del percorso disegnato è un utile netto “full potential” di 4,2-4,6 miliardi nel 2024 e oltre 5 miliardi nel 2025-2026 contro i 2,8 miliardi del 2021.

La governance

Secondo il programma, Generali - che ha visto il suo posizionamento «indebolirsi nel corso degli anni» - ha bisogno di una nuova strategia con un riposizionamento e con ambizioni più alte, basate su cinque leve strategiche (tra cui la massimizzazione della cassa disponibile fino a 7 miliardi per fare M&A su larga scala), e necessita di una governance con standard elevati, fatta di zero tolleranza per i conflitti di interesse e di un ribilanciamento dei poteri del ceo e una lista indipendente e competente.

Le cinque leve

Rispetto alle cinque leve strategiche si punta, oltre che a un’importante attività di M&A, a una razionalizzazione della presenza geografica con focus sui mercati che assicurano crescita e redditività a medio e lungo termine e per questo si ragiona in un’ottica di «consolidamento della leadership in Italia, Francia e Germania, crescita nell'est Europa, Cina e India e sviluppo della presenza in Usa soprattutto in ambito asset management». Inoltre, centrale sarà anche l’efficientamento dei costi centrali e amministrativi che dovrebbero portare a risparmi per oltre 600 milioni, l’investimento in Tech e Data Analytics per complessivi 1,5 – 1,6 miliardi nel triennio e un miglioramento delle performance operative nei singoli paesi.


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