Strategia

Generali Real estate, blitz su Londra «Nel 2021 acquisti per 2,5 miliardi»

Acquistato l’edificio Times Square, si vocifera, per una cifra che sfiora i 500 milioni di euro. Il patrimonio gestito nel mondo vale 33,4 miliardi di euro

di Paola Dezza

Times Square, l’edificio acquistato da Generali per circa 500 milioni di euro

3' di lettura

L’ultima acquisizione in ordine di tempo conclusa in questi giorni porta il colosso Generali a Londra, Queen Victoria Street. Nel cuore della City, vicino alla Cattedrale di St. Paul, la divisione Real estate del Leone di Trieste ha acquisito Times Square, edificio per uffici ceduto da Blackstone. Un ulteriore tassello nella diversificazione all’estero inaugurata mesi fa. Deal definito, si vocifera, per una cifra che sfiora i 500 milioni di euro. La previsione è di chiudere l’anno in corso con 2,5 miliardi di acquisizioni (in larghissima parte oltreconfine, tra Parigi, Varsavia e Francoforte per citare alcune città), dal miliardo del 2020 e dall’1,7 miliardi del 2019.

È la seconda operazione a Londra dopo il completamento di One Fencourt, sviluppo del 2019. Non sarà l’ultima, perché Londra sarà uno dei principali mercati per Generali Real Estate nei prossimi anni.

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«Continuiamo il ribilanciamento geografico in 15 capitali europee, tra cui Parigi, Londra, Praga, Berlino – dice Aldo Mazzocco, head of private markets and real assets della business unit Generali asset & wealth management -. Il nostro approccio è molto selettivo. Analizziamo più di 500 opportunità per concluderne 30. Poi punteremo sull’Asia, questa volta con investimenti diretti. La strategia nel Regno Unito prevede acquisizioni di uffici, residenziale e logistica. Siamo già in trattativa per chiudere altri deal». La potenza di fuoco del gruppo sugli investimenti in equity nel real estate globale sfiora i tre miliardi l’anno. Sul fronte residenziale Mazzocco ricorda che il gruppo ha un fondo con target di investimento di tre miliardi di euro, investito al momento a Milano (dove nell’anno è stata conclusa l’acquisizione di un portafoglio alla Maggiolina, ndr), Francoforte e Clichy. «La nostra idea è acquistare compendi piuttosto grandi, porzioni di quartieri dove portare i nostri format e trasferire l’esperienza Citylife» dice.

Generali Real Estate è uno dei principali gestori immobiliari al mondo, con circa 33,4 miliardi di asset in gestione, di cui 29 miliardi di proprietà. In Italia il portafoglio vale 11 miliardi. E non si è fermato con il Covid, pur avendo in pancia un consistente portafoglio di uffici, l’asset oggi sotto i riflettori per i cambiamenti di abitudini e di esigenze di aziende e dipendenti.

«Dalla pandemia ci rimarrà una lezione – dice Mazzocco -: la scelta di acquistare case più vivibili, pur senza ritornare ad abitare in campagna; un salto tecnologico che ci consente di allestire uffici più flessibili con impiegati che, ove occorra, possano anche lavorare da casa. Anche se molti hanno voglia di tornare alla propria scrivania per scambiare conoscenze ed energie». E torniamo così sul tema dell’ufficio come luogo di scambio e di incontro, necessario come l’aria a quasi due anni dal primo ferreo lockdown. «È emersa l’obsolescenza di molti uffici» spiega. I nuovi standard puntano su spazi flessibili, ma anche più ampi in molti casi. Secondo Mazzocco possiamo parlare di evoluzione e non di rivoluzione. Discorso a parte è quello sul retail. «Ormai il modello multi-canale è dominante - sottolinea -, gli operatori devono restare vigili e non perdere i nuovi trend. L’ecommerce vale il 10-20% a seconda dei Paesi, anche se è evidente a tutti che la gente voglia uscire di casa».

Il post-Covid fa registrare un mercato immobiliare vivace. «Il settore va bene a Milano, parzialmente a Roma e in altre maggiori città - racconta -. I driver sono i soliti: scarsità di prodotto, poche alternative che danno reddito, i bassi tassi di interesse. Milano è ritornata una delle città europee più entusiasmanti. C’è una forte presenza di capitali esteri e le amministrazioni hanno regolato ma non ostacolato la trasformazione urbana. Il clima di fiducia deriva anche dal fatto che al momento il Covid sembra arginato».

A Milano Generali sta completando alcuni progetti come Citylife, Palazzo Venezia in Cordusio, il complesso di via Ugo Bassi, via Meravigli, corso VittorioEmanuele e largo Augusto. «Il mio sogno è che parta Roma, che ha molte carte da giocare, per dare all’Italia un secondo mercato» conclude.

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