ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl lavoro del futuro

Generali rompe il ghiaccio sull’indennità per gli smart worker: 300 euro all’anno

Dopo l’accordo sull’integrativo aziendale che ha previsto in media 4.800 euro per la parte fissa e 2.800 per quella variabile, è stato raggiunto anche quello sul nuovo lavoro agile: non ci saranno limiti ma non dovrà essere la modalità di lavoro esclusiva

di Cristina Casadei

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4' di lettura

L’estate dei lavoratori del gruppo Generali si è animata anche per l’arrivo degli accordi sull’ integrativo aziendale, sulle tutele occupazionali e sullo smart working. Il solo integrativo, per la parte economica, prevede una parte fissa che, secondo i calcoli della First Cisl, è mediamente di 4.800 euro, e una parte variabile legata a tre diversi parametri che negli ultimi anni ha prodotto ulteriori 2.800 euro medi con tassazione agevolata, come previsto. I sindacati (First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Fna e Snfia) presenteranno nelle assemblee di settembre questo pacchetto di accordi che guarda con convinzione al lavoro del futuro, in cui l’ufficio sarà sempre più mobile. Al punto che dopo i contributi del passato, per il 2021 l’azienda corrisponderà a tutti i lavoratori che in fase emergenziale hanno prestato attività con modalità smart working, un contributo una tantum di euro 500 a titolo di ristoro per le spese sostenute, nonché di contributo per l’organizzazione della postazione di lavoro. In futuro questa cifra si ridurrà a 300 euro ma diventerà un’indennità forfettaria annuale.

La cornice Ania

L’accordo sullo smart working è il primo nel settore a dar seguito al protocollo Ania dello scorso febbraio e arriva dopo che la compagnia ha siglato con i sindacati il rinnovo dell’integrativo che ha rafforzato gli elementi di solidarietà verso i soggetti più deboli della filiera (come i produttori), l’attenzione alle giovani generazioni, attraverso la sostenibilità di istituti importanti come la previdenza integrativa, le condizioni per lo sviluppo e le tutele occupazionali e la salvaguardia delle sedi di lavoro.

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L’inclusione

Entrando nel merito del lavoro che verrà con l’intesa sullo smart working il gruppo si dota di uno strumento di modernità nell’organizzazione del lavoro, di flessibilità operativa e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti. Oltre a dare un segnale forte in direzione della sostenibilità ambientale e del benessere collettivo. L’accordo prevede che l’adesione al lavoro da remoto sia su base volontaria e favorirà l’inclusione di tutti i lavoratori, creando un modello maggiormente aderente al nuovo contesto socio-economico-sanitario che si va delineando e alle sfide di rilancio della fase post emergenziale. È infatti orientato a promuovere una cultura del lavoro basata sui risultati e sulla responsabilizzazione, anziché sul controllo. Dall’azienda spiegano che verrà posta particolare attenzione ai temi dell’inclusività e inclusione e in materia di tutela e sostegno: della maternità e della paternità, di lavoratrici e lavoratori con figli in condizioni di disabilità, così come di genitore unico con a carico figlio minore di 14 anni e di neogenitori con figli fino a 36 mesi di vita. E poi ancora di chi ha una percentuale di invalidità superiore al 46%, delle vittime di violenza domestica, di chi è affetto da malattie oncologiche o è sottoposto a terapie salva-vita o è immunodepresso.

Buono pasto garantito

Le parti hanno condiviso, anche a seguito di quanto stabilito nel protocollo Ania, che il buono pasto andrà corrisposto anche per chi lavora in smart working.

Niente limiti

Entrando nel merito, l’accordo non pone limiti ma prevede che lo smart working non sia la modalità di lavoro esclusiva. Dovrà infatti esservi un giusto contemperamento tra presenza in sede e lavoro svolto all’esterno dell’azienda. Ciò anche al fine di continuare a favorire l’aggregazione e lo sviluppo del senso di appartenenza aziendale. Generalmente le giornate smart saranno da 3 a 4 per i contact center, 2 per il personale amministrativo della rete Alleanza. Massima flessibilità, però nella distribuzione delle giornate, previo accordo con il proprio responsabile. È quindi possibile il caso di chi può lavorare per 13 giorni continuativi in presenza e il resto in Smart con tutte le opzioni intermedie.

Il diritto alla disconnessione

Per il diritto alla disconnessione è stata stabilita la pianificazione di riunioni e/o video conference che dovrà avvenire di norma nella fascia oraria dalle 9 con termine entro le 18, fatta salva la pausa pranzo 13-14. Non vi sarà nessun obbligo di risposta a email, telefonate, al di fuori dell’orario di lavoro. Secondo quanto spiega la compagnia nell’ottica di promuovere il benessere e la conciliazione di vita e lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori saranno diffusi tramite l’intranet aziendale materiali per l’adozione di alcuni comportamenti di buona convivenza volti ad assicurare, al di fuori delle fasce lavorative, il diritto alla disconnessione.

La sostenibilità ambientale

L’utilizzo dello smart working così come avverrà nel gruppo, va anche nella direzione della sostenibilità ambientale. Può infatti contribuire a ridurre costi aggiuntivi di commuting e trasferimento, con l’ulteriore effetto di migliorare la qualità dei servizi di trasporto pubblico e contribuire a contrastare, soprattutto nelle grandi aree metropolitane, l’inquinamento da CO2, con tutti i conseguenti benefici che ne derivano in termini di salute pubblica, spiegano dal gruppo.

La soddisfazione dei sindacati

Molto soddisfatti i sindacati che nei prossimi mesi saranno chiamati a negoziare anche in altre compagnie e considerano quello di Generali un apripista. Per Luca Esposito, segretario nazionale Fisac Cgil, «l’accordo è un ulteriore passo per il settore assicurativo verso una costruzione moderna dell’organizzazione del lavoro, anche nella direzione della sostenibilità e delle pari opportunità per tutti». Il modo di lavorare cambia, «è necessario governare, indirizzare e anticipare il cambiamento - continua il sindacalista - affinché le lavoratrici e i lavoratori non siano lasciati soli ad affrontarlo e subirlo in questa difficile fase generale che stiamo vivendo, sempre mettendo al centro il lavoro e le persone». Il segretario generale della Uilca, Fulvio Furlan osserva che «l’accordo in Generali assume valore perché ribadisce il principio base della volontarietà e il valore dello smart working come strumento a favore delle lavoratrici e dei lavoratori per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, regolandone l’utilizzo rispetto a un uso unilaterale da parte delle aziende. In tutto ciò emerge l’importanza che deve assumere, anche per lo smart working, il raggiungimento di accordi collettivi aziendali e di settore». Il coordinatore del settore assicurativo First Cisl Roberto Garibotti aggiunge che «l’esito della trattativa soddisfa molto. Si tratta del primo accordo nel settore assicurativo che apre spazi di flessibilità e al contempo responsabilizza i dipendenti chiamati ad organizzare il proprio tempo di lavoro. Il nostro auspicio è che si apra la strada ad altri accordi come questo, magari migliorativi».

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