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Generali, nel semestre il risultato operativo sale a 3,1 miliardi (+4,8%). Scatta il buyback

L'utile netto sconta le svalutazioni in Russia e cala a 1,4 miliardi: al netto di esse sarebbe stabile sul 2021. Confermati i target al 2024. Cala l'esposizione sui Btp

di Laura Galvagni

(ANSA)

3' di lettura

Un risultato operativo in crescita, che batte le stime degli analisti e supera 3 miliardi, l'avvio ufficiale del buyback da 500 milioni, un utile netto che sconta le svalutazioni in Russia (dove ormai la partecipazione in Ingosstrakh è stata comunque rettificata in rubli del 70%), la conferma dei target al 2024 nonostante le incertezze del contesto geopolitico globale, e una diminuzione rilevante dell'esposizione sui titoli di Stato italiani, passata dai 63 miliardi di fine 2021 ai 52,8 miliardi di oggi, sia per l'aumento dei tassi sia per il mancato reinvestimento di titoli venuti a scadenza.

I conti

Sono questi in estrema sintesi i conti Generali del primo semestre, che - per la maggior parte - si sono collocati nella parte alta del consensus a partire dal risultato operativo, che arriva a 3,1 miliardi (+4,8%) “grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Danni e Holding e altre attività”. I premi lordi risultano in aumento a 41,9 miliardi (+2,4%) “grazie allo sviluppo significativo del Danni (+8,5%), in particolare nel non auto” mentre i premi risultano stabili nel Vita (-0,5%). Tutto ciò si tramuta in un utile netto in calo del 9% a 1,4 miliardi che sconta svalutazioni in Russia per 138 milioni (di cui 97 milioni riferiti ai titoli a reddito fisso detenuti direttamente dal gruppo e 41 milioni alla partecipazione in Ingosstrakh): al netto di esse i profitti sono stabili rispetto al 2021 a 1,54 miliardi. Il titolo Generali, dopo che ieri sera salito di oltre il 2%, oggi viaggia in calo.

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Il combined ratio sale al 92,5%

La posizione di capitale si conferma solida con il Solvency Ratio al 233% (227% a fine 2021) che tiene conto anche del buyback da 500 milioni, avviato ufficialmente ieri e che verrà concluso entro fine anno con la redistribuzione ai soci delle risorse non utilizzate per l'M&A nell'ultimo piano industriale, mentre il combined ratio risale al 92,5% (di 2,8 punti percentuale) scontando la ripresa della circolazione e la iper inflazione in Argentina. In realtà, a fine luglio la Solvency è scesa al 223% sia per l'acquisto della francese La Medicale (che ha pesato per 4,5 punti percentuale) sia per l'andamento del mercato obbligazionario. Il patrimonio netto di gruppo si attesta a 19,7 miliardi (-34,9% rispetto ai 29,3 miliardi di fine 2021) scontando principalmente il rialzo dei tassi sull'obbligazionario oltre alla contabilizzazione del dividendo 2021.

Confermati i target 2024

Confermati i target al 2024 nonostante le numerose incertezze del contesto internazionale, sia geopolitiche sia relative alle dinamiche di inflazione, che costringeranno anche Generali - ha detto il ceo Philippe Donnet - «ad aumenti significativi dei prezzi per mitigare l'effetto del carovita sul costo dei sinistri e sulle spese». «I solidi risultati di Generali dimostrano che il nostro impegno nell’implementazione del piano strategico ‘Lifetime Partner 24: Driving Growth’ è la strada giusta per conseguire una crescita sostenibile e aumentare la profittabilità operativa», ha anche precisato il manager, sottolineando che il gruppo è «attento ma non preoccupato» alla situazione politica italiana. «Quello che non piace ai mercati è l’incertezza, dopo l'estate a breve ci saranno le elezioni ma sono fiducioso sulla capacità della politica e delle istituzioni italiane di mettere in piede un governo responsabile che prosegua nelle riforme», ha precisato al proposito.

L'esposizione sui Btp cala a 52,8 miliardi

Aspetto chiave, chiarito dal cfo Cristiano Borean, è quello dell'esposizione sui titoli di Stato italiani, calata a 52,8 miliardi dai 63 miliardi (a valori di mercato) di fine 2021. Il decremento è figlio di due fattori combinati: da una parte, come noto, i prezzi dei Btp sono calati mentre in parallelo salivano i rendimenti; dall’altra parte il Leone, alla luce della volatilità di mercato, ha deciso in talune situazioni di non reinvestire i titoli giunti a scadenza. «In ogni caso, il gruppo è sempre meno esposto alla volatilità» sui titoli di Stato, ha precisato Borean, ricordando che recentemente Generali ha ricevuto un upgrade da Moody’s anche grazie a esami specifici su questo tema.


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