Quotate Mondo

Fincantieri: pesa lockdown, rosso per 137 milioni. Autogrill dimezza i ricavi a 1,1 miliardi e ritira stime 2021. Mediobanca: utili in calo del 27% a 600 milioni, sopra le attese

I bilanci delle società quotate diffusi giovedì 30 luglio



  • Apple: salgono utile e ricavi, corre nell’after hours a Wall Street

    Apple chiude il trimestre sopra le attese degli analisti e sale a Wall Street del 5% nelle contrattazioni after hours. Il terzo trimestre dell'esercizio fiscale si chiude con ricavi in aumento dell'11% a 59,69 miliardi di dollari, sopra i 52,30 miliardi attesi dagli analisti. I ricavi da iPhone sono aumentati dell'1,7% a 26,42 miliardi, mentre quelli della voce 'servizi' hanno guadagnato il 15% a 13,16 miliardi. L'utile per azione è salito del 18% a 2,58 dollari, oltre i 2,07 delle attese. Nel comunicare i risultati trimestrali, Apple annuncia un frazionamento azionario (stock split) 4 a 1.

  • Google: primo calo nei ricavi, ma trimestre sopra le attese

    Google chiude il secondo trimestre sopra le attese degli analisti, pur registrando il primo calo dei ricavi della sua storia. L'utile per azione è risultato pari a 10,13 dollari per azione, sopra gli 8,21 dollari attesi dal mercato. I ricavi sono calati del 2% a 38,30 miliardi di dollari, sopra i 37,36 previsti dagli analisti. I titoli Google salgono a Wall Street, dove avanzano dello 0,64% nelle contrattazioni after hours.

  • Facebook, ricavi a 18,69 miliardi di dollari, oltre le attese

    Facebook chiude il secondo trimestre sopra le attese e vola a Wall Street, dove nelle contrattazioni after-hours sale del 6%. I ricavi si sono attestati a 18,69 miliardi di dollari, oltre i 17,13 miliardi su cui scommetteva il mercato. L'utile per azione è risultato pari a 1,80 dollari, al di sopra le attese di 1,39 dollari.

  • Amazon: ricavi sopra attese, +4,5% nell’after hours a Wall Street

    Amazon chiude il secondo trimestre con 88,9 miliardi di dollari di ricavi, oltre gli 81,24 miliardi attesi dal mercato. Sopra le previsioni anche l'utile per azione, pari a 10,30 dollari. I titoli di Amazon avanzano a Wall Street del 4,5% nelle contrattazioni after hours.

  • Semestrale Fincantieri: pesa lockdown, rosso per 137 milioni

    Pesa il periodo di lockdown (dal 13 marzo al 20 aprile) e la ripresa progressiva sui conti semestrali della Fincantieri, la cui produzione è tornata a 'macinare' soltanto a fine giugno, con il 90 per cento dell'organico a regime. Oggi il CdA ha approvato un semestre al 30 giugno segnato da un risultato negativo per 137 milioni di euro (12 al 30 giugno 2019) al netto degli oneri connessi alla diffusione del COVID-19 per 114 milioni e ai contenziosi per danni da amianto per 23 milioni. Si tratta di una contingenza: nessuna cancellazione e carico lavoro record (38 miliardi).

  • Caltagirone: -7,5% ricavi a 659,9 milioni nel I semestre, utile netto di 18,4 milioni

    Ricavi a 659,9 milioni di euro (713,3 milioni di euro al 30 giugno 2019), in diminuzione del 7,5%; risultato netto positivo pari a 18,4 milioni di euro di cui 14 milioni di euro di competenza del Gruppo. Così il Gruppo Caltagirone nel primo semestre. Il fatturato, viene spiegato, risulta in calo «per effetto principalmente della diminuzione dei ricavi nei settori del cemento e dell'editoria». «Il Margine operativo lordo è stato positivo per 99,3 milioni, in riduzione del 12,5% rispetto al corrispondente periodo del 2019. Il Risultato operativo è stato positivo per 20,5 milioni di euro (52,7 milioni di euro nel primo semestre 2019) ed include la svalutazione di 20 milioni di euro relativa alle attività immateriali a vita indefinita relative al settore editoriale (testate dei giornali). Nel corrispondente periodo del 2019 non era stata operata alcuna svalutazione».

  • L'Oreal: -21,7% a 1,82 miliardi l’utile netto del I semestre, -11,7% i ricavi a 13 miliardi

    Il gruppo francese della cosmetica L'Oreal ha chiuso il primo semestre del 2020 con un utile netto di 1,82 miliardi di euro, in calo del 21,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. I ricavi sono scesi dell'11,7% a 13,07 miliardi di euro. I conti del periodo sono stati influenzati negativamente dalla pandemia di Covid-19, anche se c'è stato un forte rimbalzo delle vendite in Cina nel secondo trimestre dell'anno, dove si è registrato un +30% rispetto allo stesso periodo del 2019. L'utile operativo del primo semestre è sceso a 2,357 miliardi di euro (18% delle vendite) dai 2,88 miliardi dei primi sei mesi di un anno fa (19,5% delle vendite). Andando a esaminare le diverse divisioni del gruppo, i prodotti professionali hanno visto i ricavi scendere del 21,7% a 1,34 miliardi di euro, i prodotti di largo consumo hanno registrato un calo dei ricavi del 10,4% a 5,85 miliardi e L'Oreal Luxe ha segnato una flessione del 14,9% a 4,38 miliardi di euro. In controtendenza la divisione “Active cosmetics” che ha avuto una crescita dei ricavi del 6% a 1,5 miliardi di euro. A livello geografico, in Europa Occidentale i ricavi sono scesi del 15,6% a 3,55 miliardi di euro, in Nord America hanno perso il 13,1% a 3,3 miliardi e nei Nuovi Mercati hanno avuto un calo dell'8,5% a 6,2 miliardi. Nel dettaglio di questi ultimi, nell'area Asia-Pacifico i ricavi sono scesi del 3,4% a 4,468 miliardi (più limitato rispetto al resto del mondo grazie appunto al rimbalzo nel secondo trimestre della Cina), in America Latina del 25% a 659 milioni, nell'Europa Orientale del 14,2% a 798,9 milioni e in Africa e Medio Oriente hanno perso il 19,1% a 288,8 milioni. Per l'intero 2020, il gruppo francese punta a fare meglio del mercato, ritrovare la strada della crescita - se le condizioni sanitarie lo consentiranno - e chiudere con una solida redditività.

  • Leonardo: Ebita I semestre a 292 milioni, utile 60 milioni (-82,8%), ordini 6,1 miliardi

    Leonardo risponde «con resilienza» alle «condizioni estreme» create dalla pandemia di Covid-19 con una «positiva risposta anche grazie al peso del business militare/governativo». Il gruppo diffonde i risultati del semestre che mostrano ordini pari a 6,1 miliardi e una tenuta dei ricavi a 5,9 miliardi (-1,4% rispetto allo stesso periodo del 20'19). L'impatto del Covid si fa sentire sull'Ebita che scende a 292 milioni (-40%) e sull'utile netto che si contrae dell'82,8% a 60 milioni dai 349 milioni dei primi 6 mesi del 2019, che include anche gli effetti del business spaziale di Vitrociset. «Voglio ringraziare tutte le persone di Leonardo per l'impegno dimostrato e gli sforzi fatti durante questo periodo difficile. I risultati del primo semestre confermano la nostra resilienza di fronte a condizioni di mercato estreme, con una solida performance commerciale sui mercati domestici militari/governativi. Abbiamo risposto prontamente e con forza alla tragedia del Covid-19 e al nuovo scenario dimostrando che Leonardo ha solide basi su cui fare leva per il futuro. Positivi i primi effetti delle azioni di mitigazione e dei piani di recupero. La solida risposta e la resilienza del business supportano la fiducia nella nuova guidance 2020. Nonostante le sfide della pandemia, i fondamentali di medio-lungo periodo del nostro business rimangono invariati e restiamo fiduciosi e concentrati sull'esecuzione del nostro piano Industriale volto alla creazione di valore per tutti i nostri stakeholder» commenta l'amministratore delegato Alessandro Profumo.

  • Rai Way: nel I semestre utile a 32,8 milioni (+0,5%), conferma target 2020

    Rai Way nel primo semestre ha registrato ricavi core a 111,1 milioni (+0,7%); l'adjusted Ebitda si è attestato su 67,9 milioni (+3,5%); l'utile operativo (Ebit) è stato pari a 45,4 milioni (-1,8%). L'utile netto è risultato in lieve rialzo (+0,5%) a 32, 8 milioni. L'indebitamento finanziario netto è stato pari a 32,5 milioni (rispetto ai 9,5 milioni al 31 dicembre 2019), inclusivo del debito per 63,3 milioni relativo al dividendo deliberato dall'assemblea degli zionisti del 24 giugno e pagato in data 29 luglio.
    «I risultati della prima metà del 2020 evidenziano la solidità e la resilienza del nostro modello di business anche nel difficile contesto dovuto all'emergenza sanitaria derivante dal Covid-19, che la società ha affrontato garantendo la continuità delle attività pur con la dovuta attenzione a tutte le esigenze di sicurezza», ha dichiarato Aldo Mancino, amministratore delegato di Rai Way. «Solidità e continuità che, unitamente alla consueta attenzione al contenimento dei costi, consentono di confermare gli obiettivi di redditività per il 2020, come pure l'impegno nell'implementazione di quanto previsto nel nuovo piano industriale approvato nel marzo scorso, tra cui, in particolare, il progetto di estensione della copertura delle reti televisive digitali terrestri ed il loro riassetto per consentire il rilascio delle frequenze in favore del 5G. Inoltre, il prossimo avvio del piano di buyback conferma la fiducia della società nelle prospettive future nonché l'attenzione rivolta alla remunerazione degli azionisti», ha aggiunto Mancino.

  • Prysmian: ricavi primo semestre -11,8%a 4,98 miliardi, utile cala a 78 milioni da 190

    Il cda di Prysmian ha approvato i conti per il primo semestre che sono stati significativamente impattati dalla crisi economica scatenata dal covid 19. Nel periodo gli utili netti sono calati a 78 milioni da 190 un anno fa mentre i ricavi sono scesi dell'11,8% a 4,98 miliardi. Nel periodo l'indebitamento finanziario netto è migliorato a 2,51 miliardi dai 2,81 miliardi al 30 giugno 2019 grazie a una forte capacità di generazione di cassa. «La sostanziale tenuta del business e l'ulteriore rafforzamento della solidità patrimoniale, con debito in calo grazie all'aumento dei flussi di cassa, caratterizzano i risultati del primo semestre e dimostrano la resilienza del Gruppo - ha commentato l'amministratore delegato Valerio Battista - La reattività e flessibilità della nostra supply chain unita alla elevata differenziazione dei mercati nei quali operiamo, ci hanno consentito di reagire con forza agli effetti della pandemia Covid-19. Il segmento Energy ha retto anche meglio delle attese, mentre si confermano immutati i driver di più lungo termine come la transizione energetica e la digitalizzazione. In piena pandemia ci siamo aggiudicati circa il 50% dei German Corridors portando alla cifra record di oltre 3,8 miliardi di euro il portafoglio ordini. Il mercato dei cavi ottici permane debole, ma siamo pronti a cogliere la ripresa, grazie alle efficienze realizzate che ci hanno reso ancora più competitivi e alla robusta pipeline di innovazioni tecnologiche che abbiamo sviluppato. Infine, come dimostrato con l'acquisizione della Ehc nel settore della mobilità verticale, disponiamo anche di risorse adeguate a cogliere opportunità di accelerazione della presenza in mercati a elevato valore aggiunto».

  • Cnh: trimestre in rosso, ricavi -26%

    Cnh Industrial ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con ricavi consolidati pari a 5,6 miliardi di dollari, in diminuzione del 26% rispetto allo stesso periodo del 2019 (in calo del 23% a cambi costanti). La perdita netta adjusted è pari a 85 milioni di dollari nel secondo trimestre del 2020 rispetto a un utile netto adjusted pari a 430 milioni di dollari nel secondo trimestre del 2019. La società prevede ricavi netti delle attività industriali nel 2020 in diminuzione tra il 15% e il 20%, «compresi gli effetti delle differenze cambio di conversione, quale conseguenza dell'impatto del Covid-19 sulle condizioni di mercato in tutte le aree geografiche e i segmenti». L'azienda si aspetta un free cash flow delle attività Industriali negativo per l'intero anno nonostante un'attesa generazione di cassa nel secondo semestre e «un solido livello di liquidità disponibile da mantenere per tutto l'anno».

  • Mondadori: perdita 6 mesi 25 milioni, pesano poste straordinarie

    Mondadori ha chiuso il primo semestre con una perdita in aumento da 4,6 a 25 milioni di euro, dopo poste straordinarie di 22 milioni di euro. In calo del 24% i ricavi a 288,9 milioni, mentre il margine operativo lordo rettificato è sceso da 21,8 a 11 milioni, nonostante minori costi per 31,8 milioni, che «hanno consentito di limitare gli impatti derivanti dalla contrazione dei ricavi e dei margini dovuti all'emergenza Covid». In miglioramento da un passivo di 204,2 a -130,1 milioni la posizione finanziaria netta. Quanto all'intero esercizio sono attesi ricavi in contrazione tra il 16% e il 18% rispetto al 2019 «per effetto delle dinamiche dei diversi business».

  • Autogrill dimezza i ricavi a 1,1 miliardi e ritira stime 2021

    Autogrill ha chiuso il primo semestre con ricavi in calo del 52% a 1,1 miliardi con una perdita netta di 271 milioni a fronte di un precedente utile di 115. In rosso anche il risultato operativo (300,5 milioni contro un utile precedente di 167,2 milioni) mentre si è mantenuto positivo il margine operativo lordo, sceso però dell'88,6% a 52 milioni. Ritirate le stime per il 2021 presentate nel giugno 2019 per «l'incertezza relativa all'impatto del Covid 19». Nominata dal Cda Maria Pierdicchi come 'Lead Indipendent director'.

  • Vivendi: nel I semestre ricavi a 7,57 mld (+3%), utile netto adjusted +5,4%

    La media company francese Vivendi ha registrato nel primo semestre dell'anno ricavi pari a 7,57 miliardi di euro, in crescita del 3% (-2% a valori costanti). L'ebita rettificato è stato pari a 735 milioni di euro, in aumento del 2,4% (-3,8% a valori costanti). L'utile netto rettificato è risultato pari a 583 milioni di euro, in crescita del 5,4 per cento.

  • Cnh Industrial: utili del secondo trimestre in calo del 15,5% a 361 milioni di dollari, ricavi -26,3% a 5,57 miliardi

    Cnh Industrial ha chiuso il secondo trimestre 2020 con un utile netto di 361 milioni di dollari, in calo del 15,5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il risultato del periodo include un provento ante imposte pari a 1.475 milioni di dollari dovuto alla rimisurazione al fair value della partecipazione in Nikola Corporation. I ricavi netti sono scesi del 26,3% a 5,57 miliardi di dollari e i ricavi da vendita delle Attività industriali sono calati del 27% a 5,2 miliardi di dollari. A livello adjusted, il risultato del secondo trimestre è una perdita di 85 milioni di dollari, a fronte di un utile netto adjusted di 430 milioni nello stesso periodo del 2019. L'Ebit adjusted delle Attività Industriali è una perdita di 58 milioni di dollari rispetto a un Ebit adjusted di 527 milioni di dollari nel secondo trimestre del 2019. L'Ebitda adjusted delle Attività Industriali è pari a 160 milioni di dollari contro 768 milioni di un anno fa.

    A fine 2019, prima dell'esplosione della pandemia, Cnh Industrial stimava per il 2020 ricavi netti delle Attività industriali piatta o in leggero calo rispetto al 2019 a cambi costanti. Il 2019 si era chiuso con ricavi netti da Attività industriali pari a 26,1 miliardi di dollari, in calo del 6% sul 2018 (-2% a cambi costanti). Inoltre, il gruppo prevedeva di eps adjusted tra 0,78 e 0,86 dollari e un free cash flow per le attività industriali tra 400 e 600 milioni di dollari. Con l'esplosione della pandemia e la chiusura temporanea di molti stabilimenti del gruppo, Cnh Industrial ha ritirato questa guidance e in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre aveva indicato di non poterne dare ancora una nuova. Alla fine dei primi sei mesi dell'anno, con un quadro più delineato sull'andamento del 2020 la società ha fornito nuovi target per i 12 mesi.

  • Nexi: nel semestre utili in calo del 14% a 101,2 milioni, ricavi -6,3% a 478,7 milioni

    Nexi ha riportato utili netti di pertinenza pari a 101,2 milioni nel I semestre 2020, in calo del 14% rispetto a un anno fa, su ricavi diminuiti del 6,3% a 478,7 milioni. L'ebitda è sceso del 3,9% a 261,8 milioni. Nel II trimestre, ricavi e ebitda si sono contratti del 13% rispetto allo stesso periodo 2019 rispettivamente a 229,7 milioni e a 124,8 milioni. Questi dati includono il contributo delle attività di acquiring rilevate da Intesa Sanpaolo. Su base stand alone, invece, il semestre si è concluso con un utile di 83 milioni (-13,3%), un ebitda di 214,2 milioni (-8%) e ricavi per 427,7 milioni (-8,3%).

    Grazie al piano di contenimento costi e investimenti intrapreso dalla società al fine di mitigare l'impatto del Covid-19 sull'ebitda e sul cash flow, Nexi prevede “una crescita organica dell'ebitda 2020 rispetto al 2019, includendo il contributo del merchant book di Intesa Sanpaolo, ed in linea con quello dell'anno precedente su base stand alone” (502,5 milioni nel 2019) e una crescita significativa dell'indicatore Ebitda-Capex su base stand alone”. Infine, si legge nella nota, Nexit “prevede di continuare a detenere una forte posizione di cassa”.

  • Azimut: gli utili del secondo trimestre crescono del 18% a 95 milioni, +4% ricavi a 248 milioni

    Azimut Holdig ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con un utile netto consolidato di 95 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto allo stesso periodo del 2019. I ricavi consolidati ammontano a 248 milioni, in aumento del 4% in confronto al secondo trimestre 2019. Al 30 giugno 2020 il patrimonio complessivo è pari a 55,4 miliardi di euro, con la raccolta netta dei primi sei mesi dell'anno pari a 1,8 miliardi. Per quanto riguarda il primo semestre dell'anno, i ricavi sono scesi a 476 milioni di euro da 485,6 milioni dei primi sei mesi del 2019. Il reddito operativo consolidato del semestre è pari a 183,2 milioni, in calo dai 191,5 milioni del 2019, con l'utile netto pari a 143 milioni, in flessione dai 171 milioni de primo semestre 2019. “Con l'utile del primo semestre siamo in linea per centrare l'obbiettivo di raggiungere 300 milioni di euro di utile netto nel 2020 che ci eravamo prefissati ad inizio anno”, ha dichiarato Pietro Giuliani, presidente di Azimut. Nel primo semestre sono stati anche raggiunti 1,7 miliardi di euro di AUM nel segmento dei private markets anche grazie alla prima acquisizione negli Stati Uniti; viene confermato quindi l'obiettivo di almeno 2 miliardi entro la fine del 2020.

  • A2A: nel semestre ricavi in calo del 14% a 3,18 miliardi

    Il cda di A2A ha approvato i conti del primo semestre che vedono ricavi pari a 3,18 miliardi (-14%), un mol a 559 milioni (-4%) e un utile netto di 154 milioni (-7%). Nel periodo sono stati replicati gli investimenti record del 2019 per 250 milioni di euro. Gli effetti del Covid 19, soprattutto sullo scenario energetico (con un calo della domanda e dei prezzi), hanno penalizzato la business unit della Generazione (-19 milioni) mentre le altre filiere hanno chiuso il periodo con un risultato stabile in termini di margini. La posizione finanziaria netta si attesta a 3,433 miliardi ma escludendo la variazione di perimetro, sarebbe a 3,311 miliardi (da 3,154 milioni di fine 2019).

    La società stima che nel primo semestre il Covid ha impattato sulle performance in modo limitato (7 milioni) e mitigato grazie alle azioni intraprese di contenimento dei costi (su tutto l'anno l'impatto è stimato tra 10 e 20 milioni). Per il 2020 si conferma la stima di un mol di 1,14 miliardi mentre gli investimenti saranno superiori al 2019. A causa del Covid si protrarranno delle tensioni sul capitale circolante netto (già osservate nel primo semestre) che si risolveranno nel 2021. Infine la società ha effettuato vari impairment test per verificare il valore recuperabile delle varie filiere a causa del possibile impatto della pandemia ma non è emersa alcuna svalutazione.

    “Credo che il ruolo svolto da A2A, così come quello delle altre multiutilities radicate nei territori, in un contesto molto complicato come quello generato dall'emergenza sanitaria
    sia stato essenziale”. Così Renato Mazzoncini, Ceo di A2A, in una nota a commento dei conti semestrali. “Il gruppo è riuscito a garantire gli usuali, elevati standard di qualità dei servizi erogati, con flessibilità e sicurezza. Abbiamo scelto di non penalizzare gli investimenti, che pensiamo possano addirittura essere in crescita alla fine dell'anno e le iniziative a supporto dei territori serviti, ha aggiunto. “I risultati ottenuti nel primo semestre dal gruppo, sono stati soddisfacenti: i rilevanti effetti generati dal Covid-19, legati in particolare ai prezzi delle commodities sono stati infatti quasi completamente compensati dalle azioni di mitigazione realizzate dal gruppo. Guardiamo al futuro con ottimismo e siamo pronti a fare la nostra parte con un ruolo attivo nella ripresa post-emergenziale del Paese e nella fase di transizione energetica”.

  • Diasorin: ricavi in crescita del 9,1% a 382,3 milioni nel primo semestre

    Via libera del cda di DiaSorin ai conti del primo semestre del 2020 chiusi con un utile netto in crescita a 94,7 milioni (+12,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso). Lo si legge in una nota della società che si occupa di produzione di test diagnostici. Il fatturato sale a 382,3 milioni (+9,1%), anche a seguito, spiega il gruppo, “del contributo dei test di diagnostica molecolare e di immunodiagnostica per il Sars-CoV-2, generati per oltre l'85% nelle Americhe (in particolare negli Stati Uniti) e in alcuni Paesi europei”. L'ebitda è in crescita a 153,6 milioni (+10,3%), mentre la Posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno è positiva per 190,4 milioni, in aumento di 17,5 milioni rispetto a fine 2019. Quanto all'impatto della pandemia, “il settore in cui opera DiaSorin è stato considerato strategico, in quanto in grado di fornire gli strumenti necessari a diagnosticare e contenere il rapido diffondersi dell'infezione. Per tali motivi DiaSorin non è stata interessata da alcuna misura restrittiva ed ha proseguito senza discontinuità le proprie attività di ricerca, produzione e distribuzione in tutti i siti del gruppo”. Inoltre “non sono stati ravvisati rischi significativi connessi al Covid-19 tali da mettere in dubbio la continuità aziendale”.

    “Tenuto conto dell'attuale stato di incertezza ed imprevedibilità del contesto macro-economico post Covid-19 a livello mondiale, DiaSorin ritiene opportuno confermare la scelta operata in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre e pertanto non fornire ancora previsioni in merito all'evoluzione della gestione per l'esercizio 2020”. È quanto scrive DiaSorin in una nota relativa ai risultati del primo semestre del 2020, precisando che “nonostante ciò, a seguito della buona performance del business nel primo semestre e in considerazione del settore in cui DiaSorin opera, il management non si aspetta ripercussioni negative sui risultati del gruppo nel secondo semestre dell'esercizio”.

  • Mediobanca: utili in calo del 27% a 600 milioni,sopra le attese

    Mediobanca ha chiuso l'esercizio 2019-2020 con un utile netto di 600 milioni, in calo del 27% rispetto a un anno prima. Il risultato sconta oneri non ricorrenti da 285 milioni, per l'80% dovuti al Covid (228 milioni), ma è superiore ai 587 milioni previsti dal consensus fornito dalla società. L'utile netto rettificato si è attestato a 887 milioni, con un utile per azione in crescita del 3% a 1 euro. Nel solo quarto trimestre l'utile netto è stato pari a 48,2 milioni, contro i 35 previsti dal mercato. Tornando all'intero esercizio, il margine di intermediazione è rimasto sostanzialmente stabile a 2,5 miliardi (-0,5%, 2,45 il consensus), con margine di interesse a 1,4 miliardi (+3,3%) e commissioni e altri proventi a 630 milioni (+3,1%). I costi di struttura sono saliti del 2,3% a 1,19 miliardi per un rapporto cost/income al 47,3%. L'istituto si è allineato alle raccomandazioni Bce e non pagherà il dividendo: di conseguenza il coefficiente patrimoniale Cet1 è balzato al 16,1%, 220 punti base in più rispetto a fine marzo.

    «A me quello che interesse è che il cda sia nelle condizioni di realizzare un piano industriale che abbiamo condiviso con tutti i principali azionisti». Così l'a.d. di Mediobanca, Alberto Nagel, ha replicato a chi gli chiedeva un commento sulla possibile salita della Delfin di Leonardo Del Vecchio al 20% del capitale dell'istituto. «La composizione dell'azionariato è decisa dal mercato, non da noi», ha aggiunto. Il piano industriale, ha ribadito, «è stato confermato oggi e «sono fiducioso che il prossimo consiglio sarà in grado di realizzare questo piano. Sono convinto - ha concluso - che le condizioni di governance lo consentiranno». Il cda di Mediobanca sarà rinnovato nell'assemblea di ottobre.

    Nel 2021 sul dividendo Mediobanca ha «aperte tutte le opzioni». Lo ha dichiarato l'a.d. Alberto Nagel, replicando a chi gli chiedeva se l'istituto potrà “recuperare” il pagamento della cedola 2020 nel primo semestre del prossimo anno. «Con la redditività caratteristica che abbiamo e che terremo anche l'anno prossimo e il capitale che abbiamo possiamo decidere in ogni momento di fare un misto di distribuzioni e buyback - ha spiegato - Quello che è importante è capire l'atteggiamente del regolatore nel 2021. Una volta che sarà chiaro potremo decidere di quanto dare il dividendo, quando darlo e di come associarlo a un eventuale buyback». In ogni caso, ha concluso, «abbiamo molta flessibilità» e «confermiamo l'ambizione di essere una delle realtà europee nei gradini più alti dal punto di vista della remunerazione degli azionisti perché la redditività e il capitale ce lo consentono».

  • Renault: perdita di 7,4 miliardi nel semestre

    Renault ha chiuso il primo semestre con una perdita di 7,39 miliardi di euro, a fronte dell'utile di 1,05 miliardi dello stesso periodo del 2019. Il risultato, si legge in una nota, sconta il contributo negativo di Nissan (-4,8 miliardi) e gli effetti del Covid19, che hanno pesato per 1,8 miliardi sul margine operativo. Nel primo semestre le vendite del gruppo francese sono scese del 34,9% a 1,26 milioni di unità, provocando un crollo dei ricavi del 34,3% a 18,4 miliardi (-32,9% a tassi e perimetro costanti). La perdita operativa si è attestata a 2 miliardi. Alla luce delle incertezze sull'epidemia di Covid19, il gruppo “non è in una posizione di dare una guidance affidabile per l'esercizio” limitandosi a confermare l'obiettivo di 600 milioni di risparmi su costi per il 2020.

  • Danone: nel semestre fatturato in calo del 3,6% a 12,2 miliardi

    Danone ha chiuso il primo semestre 2020 con un fatturato in calo del 3,6% a 12,19 miliardi rispetto a 12,65 del primo semestre 2019, soprattutto a causa del rallentamento delle vendite dell'8,3% nell'ultimo trimestre dovuto all'emergenza coronavirus. L'utile netto di gruppo è sceso dell'1,9% a 1,015 miliardi. A essere colpito dal crollo delle vendite durante il lockdown è stato soprattutto il comparto delle acque in bottiglia, che ha accusato un calo medio del 19% nel semestre e del 28% nel secondo trimestre isolato.
    I ricavi operativi ricorrenti del primo semestre si sono attestati a 1,7 miliardi, in calo dell'8,7%, a seguito di costi aggiuntivi per 115 milioni per garantire la continuità aziendale e la sicurezza dei dipendenti durante la pandemia. Il margine di profitto è sceso al 14% delle vendite contro il 14,7% del primo semestre 2019.

  • Webuild: ricavi primo semestre in calo a 2,2 miliardi

    Il cda di Webuild ha approvato i conti del primo semestre che vedono ricavi in calo a 2,21 miliardi (da 2,7 miliardi dell'anno scorso), un Ebitda dimezzato a 111 milioni (da 238,6 milioni) e un risultato prima delle imposte negativo per 23,9 milioni (da +121,8 milioni). Nel primo semestre 2020 la perdita attribuibile alle interessenze dei terzi è pari a 2,2 milioni. L'indebitamento è in linea con l'anno precedente e pari a 1,1 miliardi.
    Per il 2020 - riferisce una nota - “rimangono confermati i driver di crescita di medio-lungo periodo, un Book to bill medio del gruppo pari ad una volta i ricavi dell'anno” con l'acquisizione di Astaldi che contribuirà ai risultati economico finanziari del gruppo. Quest'ultimo “non appena il contesto esterno si normalizzerà presenterà un piano industriale triennale”.

    Infine, dal punto di vista della pipeline commerciale,il portafoglio ordini totale risulta pari a 33,9 miliardi, di cui 27,4 miliardi relativi alle costruzioni e 6,3 miliardi alle concessioni. Il totale dei nuovi ordini acquisiti ed in corso di finalizzazione da inizio anno ammonta a circa 1,9 miliardi. Nel primo semestre 2020 l'attività commerciale del gruppo, nonostante il rallentamento del settore dovuto al diffondersi del Covid-19,ha segnato un sostanziale incremento dei volumi di offerte rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nei primi mesi dell'anno si è assistito ad un costante slittamento in avanti delle date di gara fino ad un totale ad oggi di circa 10 miliardi di opportunità uscite dall'anno in corso e spostate al 2021 (prevalentemente in Europa e Stati Uniti).

  • Eni: nel semestre perdita di 7,34 miliardi

    L'Eni chiude i primi sei mesi del 2020 con una perdita netta pari a 7,34 miliardi di euro (contro un utile di 1,516 dello stesso periodo dello scorso anno) e una perdita netta di adjusted di 0,66 miliardi. Lo comunica il gruppo petrolifero dopo il cda. La perdita netta nel secondo trimestre è di 4,41 miliardi.

    L’azienda ha annunciato che rivedrà la politica dei dividendi con base a 0,36 euro con Brent a 45 dollari più componente variabile. Nel 2021 taglierà investimenti a 2,4 miliardi da 2,5-3 e i costi a 1,4 miliardi.

    Eni ha registrato nel secondo trimestre un calo del 6,6% nella produzione di idrocarburi a 1,71 mln boe/giorno e rivede produzione a circa 2 milioni boe/giorno nel 2023 con picco nel 2025 a 2,05-2,10 milioni.

    L’azienda ha annunciato la riattivazione di un buy back da 400 milioni con Brent a 61-65 dollari al barile, 800 milioni sopra i 65 dollari.

    “Nel periodo che definisco il peggiore nella storia dell'industria Oil&Gas, colpita dagli effetti della pandemia e della “guerra dei prezzi”, la reazione di Eni è stata pronta e radicale. Abbiamo predisposto una revisione della nostra strategia di breve/medio termine riducendo di 8 miliardi di euro gli esborsi per costi ed investimenti nel biennio 2020-21 che ci aspettiamo sarà il più critico. Ciò comporterà una variazione del profilo di crescita della produzione upstream, mentre gli obiettivi già fissati per gli altri business, che stanno dando prova di grande resilienza, potranno essere rilanciati grazie all'allocazione di risorse aggiuntive”. L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi commenta la revisione del Piano e le azioni di contrasto all'emergenxa Covid-19.

    “Completata la revisione della strategia abbiamo quindi ridefinito la nostra remuneration policy per adattarla all'attuale scenario, atteso volatile e con prezzi inferiori al precedente. La policy è innovativa, perché combina una componente base progressiva parametrata a un Brent di almeno 45 $/barile a una componente variabile commisurata alla crescita del prezzo fino a 60 $/barile, oltre il quale sarà riattivato il piano di buy back. Il dividendo non sarà più un numero fisso in un mondo sempre più soggetto a una elevata variabilità, ma sarà funzione dello scenario e dello sviluppo industriale del gruppo che vuole continuare a crescere offrendo un rendimento ogni anno competitivo ai propri azionisti”.

  • Total: perdita record nel secondo trimestre di 8,4 miliardi di dollari

    Total ha registrato nel secondo trimestre la sua prima perdita netta dal 2015, appesantita dai forti deprezzamenti annunciati ieri e dalla caduta dei prezzi del greggio e dei margini di raffinazione. La sua perdita netta trimestrale ha raggiunto gli 8,4 miliardi di dollari, contro un utile di 2,8 miliardi un anno prima, ha comunicato il colosso francese del petrolio e del gas.

  • Lloyds: perdita nel semestre di 234 milioni di sterline

    Lloyds è risultata in perdita nella prima metà dell'anno dopo aver speso ingenti riserve per far fronte al rischio di insolvenza a causa dello shock economico derivante dalla pandemia di Coronavirus. La perdita netta si è attestata a 234 milioni di sterline nei primi sei mesi dell'anno, rispetto a un utile di 1,94 miliardi di un anno prima, ma la banca ha accantonato un totale di 3,8 miliardi di sterline nel periodo a copertura dei prestiti in essere.

  • Volkswagen: nel primo semestre perdita di 1,4 miliardi

    Il gruppo Volkswagen ha registrato una perdita lorda di 1,4 miliardi di euro nel primo semestre, risentendo di una flessione del fatturato del 23% a 96,1 miliardi, a causa della pandemia di coronavirus. Le consegne sono diminuite del 27,4% su base annua a 3,9 milioni di veicoli, anche se - precisa il gruppo in un comunicato “la flessione si è ridotta in modo consistente dopo maggio”. L'assemblea annuale degli azionisti è stata fissata per il 30 settembre e “la proposta di dividendo è stata modificata”, riducendo la cedola a titolo dell'esercizio 2019 a 4,8 euro per le azioni ordinarie e 4,86 euro per le privilegiate dai precedenti 6,50 euro e 6,56 euro rispettivamente. Gli utili non distribuiti, pari a 855 milioni, verranno portati a nuovo nei conti del prossimo anno. Il gruppo conferma l'obiettivo di un risultato operativo positivo per il 2020.

  • Snam: ricavi primo semestre +3% a 1,34 miliardi, utile netto stabile a 578 milioni

    Il cda di Snam ha approvato i conti del primo semestre che vedono ricavi pari a 1,346 miliardi (+3,3% rispetto al primo semestre 2019), un Ebitda adjusted di 1,1 miliardi (in linea con l'anno scorso) e un utile netto adjusted anch'esso invariato a 578 milioni. Gli investimenti tecnici sono pari a 457 milioni di euro, di cui 111 milioni di euro in innovazione e transizione energetica SnamTec (+49 milioni di euro rispetto al primo semestre 2019, nonostante il rallentamento causato dal Covid) mentre l'indebitamento finanziario netto è pari a 12,88 miliardi, in crescita “anche a fronte dell'esborso per l'acquisizione della partecipazione in Olt e dell'attività di share buyback, con un costo medio del debito lordo dello 0,9%”. Infine la guidance sull'utile netto 2020 viene confermata a circa 1,1 miliardi (a marzo scorso, in conference call, era stata ipotizzata una lieve flessione a causa del Covid).

  • Credit Suisse: utile +24% in secondo trimestre, ricavi +11%

    Credit Suisse ha registrato un utile netto in crescita del 24% nel secondo trimestre, a quasi 1,2 miliardi di franchi svizzeri (1,1 miliardi di euro). I suoi ricavi sono aumentati dell'11% rispetto al secondo trimestre dell'anno scorso, a quasi 6,2 miliardi di franchi svizzeri, ha dichiarato la banca in un comunicato, specificando che intende pagare la seconda parte del dividendo per il 2019 grazie alla sua “ottima prestazione”.

  • Shell: nel secondo trimestre perdita di 18,1 miliardi

    Royal Dutch Shell ha riportato una terribile perdita netta di 18,1 miliardi di dollari nel secondo trimestre, a causa di enormi svalutazioni di attività che riflettono un mercato petrolifero depresso dalla pandemia. Il gruppo anglo-olandese, che aveva generato un utile netto di 3 miliardi di dollari l'anno precedente, spiega in un comunicato stampa di aver scontato nei suoi conti trimestrali un addebito di 16,8 miliardi di dollari, data la debolezza duratura dei prezzi. del petrolio a causa della domanda indebolita dalla crisi del Coronavirus.

  • ArcelorMittal: nel secondo trimestre perdita di 559 milioni

    Il gruppo franco-indiano dell'acciaio ArcelorMittal ha chiuso il secondo trimestre 2020 con una perdita netta di 559 milioni di dollari a fronte di una perdita di 447 milioni nello stesso periodo del 2019, i ricavi sono scesi del 43% a 10,976 miliardi di dollari. I risultati del periodo sono stati impattati dal calo della domanda di acciaio legato alla pandemia di Covid-19, che ha portato a un calo delle consegne del 23,7% rispetto al trimestre precedente. L'ebitda è di 707 milioni, in calo rispetto a 1,555 miliardi di dollari di ebitda del secondo trimestre 2019. Per quanto riguarda il primo semestre dell'anno, i ricavi ammontano a 25,82 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 38,467 miliardi del primo semestre 2020. Il gruppo ha registrato una perdita di 1,679 miliardi, contro una perdita di 33 milioni un anno fa. L'ebitda del primo semestre è pari a 1,674 miliardi, praticamente dimezzato rispetto a 3,2 miliardi dello scorso anno. Per il resto del 2020, il gruppo indica che c'è ancora molta incertezza sull'andamento della domanda a causa della pandemia. Ad ogni modo, il mercato di riferimento di ArcelorMittal sta mostrando segni di recupero. In questo quadro, il gruppo continuerà ad adattare la produzione alla domanda con flessibilità.

  • Edison: ricavi del primo semestre a 3,1 miliardi (-28%)

    In uno scenario economico fortemente deteriorato dal Covid-19, Edison ha chiuso il primo semestre con ricavi a 3,1 miliardi di euro (-28%) e un margine operativo lordo in crescita dell'11,4% a 380 milioni di euro, grazie soprattutto al contributo delle rinnovabili. I dati approvati ieri dal cda di Foro Buonaparte evidenziano anche un risultato operativo a 164 milioni (da 172 milioni) e un risultato netto di gruppo in rosso per 65 milioni (da -398 milioni). Il risultato netto da Continuing Operations, ossia escludendo le attività in dismissione dell'E&P, si attesta a 104 milioni di euro (129 milioni di euro nello stesso periodo del 2019). La posizione finanziaria netta ammonta a 624 milioni (da 516 milioni). Edison conferma le stime di febbraio per l'Ebitda 2020 in un intervallo compreso tra 560 e 620 milioni di euro. Allo stesso tempo, sottolinea una nota, la società ribadisce la propria strategia di disimpegno dalle attività E&P e di investimento per la transizione energetica puntando su produzione da fonti rinnovabili e gas di ultima generazione, efficienza energetica e servizi innovativi per le imprese, la pubblica amministrazione e la clientela residenziale.

  • BBVA: perdita di 1,1 miliardi nel semestre

    BBVA ha subito una perdita netta di 1,1 miliardi nel primo semestre, a causa di accantonamenti e svalutazioni di attività effettuate per far fronte allo shock economico causato dalla pandemia di coronavirus. Solo nel secondo trimestre, la banca ha realizzato un utile netto di 636 milioni, in calo di quasi il 50% rispetto all'anno precedente, secondo il comunicato stampa diffuso oggi. La perdita nella prima metà dell'anno è dovuta principalmente alla revisione al ribasso del valore della sua controllata negli Stati Uniti, iscritta in bilancio alla fine del primo trimestre per un importo di due miliardi.

  • Generali: utile di 774 milioni (-56,7%) con svalutazioni e Covid

    Il cda di Generali ha approvato i conti del primo semestre che vedono un risultato operativo stabile a 2,7 miliardi in “un contesto senza precedenti, con pesanti ricadute macroeconomiche e finanziarie determinate dalla pandemia Covid-19, in cui i risultati semestrali evidenziano una performance operativa resiliente e confermano la solidità patrimoniale”, precisa una nota. L'utile netto è pari a 774 milioni (-56,7%) e risente di 226 milioni di svalutazioni nette su investimenti derivanti dall'andamento dei mercati finanziari, di 183 milioni per la conclusione dell'arbitrato sulla cessione di Bsi e del contributo di 100 milioni per il Fondo Straordinario Internazionale per l'emergenza da pandemia. L'utile netto normalizzato, escludendo l'onere one-off del Fondo stesso, si attesta a 1,032 miliardi (-21,2%).

    Il Combined Ratio si attesta all'89,5% (91,8% nel primo semestre 2019), il Solvency Ratio al 194% (in calo di due punti base sul primo trimestre) mentre i premi complessivi lordi sono pari 36,5 miliardi (+1,2%) grazie agli andamenti positivi nei segmenti Vita (+1,3%) e Danni (+0,9%).

    Infine il tema Covid, Generali stima che il risultato operativo di gruppo sia stato impattato negativamente per circa 84 milioni dagli effetti della pandemia: il business Vita è stato penalizzato per complessivi 225 milioni mentre il Danni ha avuto benefici di 87 milioni (per la minore sinistralità), in più ci sono stati altri effetti positivi, legati per esempio alle nuove modalità lavorative. Per quanto riguarda il resto dell'anno, Generali sottolinea la forte incertezza dello scenario: stima che “il proprio risultato operativo continui a essere resiliente nel 2020, sebbene in probabile flessione rispetto al 2019” e un risultato netto in calo; resta comunque focalizzata sull'esecuzione del piano al 2021.

    “Il primo semestre conferma la validità della strategia, la solidità del modello di business e l'eccellenza tecnica di Generali, in un contesto che non ha precedenti e che ha visto il Gruppo impegnato a favore delle comunità colpite dal Covid-19 anche attraverso il Fondo Straordinario Internazionale”. È quanto affermato da Philippe Donnet, ceo di Generali, in una nota a commento dei conti semestrali. “Il gruppo ha affrontato questo momento accelerando l'innovazione e la trasformazione digitale del business e del modello operativo, continuando a eseguire in maniera disciplinata ed efficace la strategia Generali 2021 e a perseguire una crescita sostenibile”, ha aggiunto.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti