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Generali: il venerdì a casa taglia la voce di spesa

Tutte le sedi resteranno chiuse. Previsti anche altri giorni durante i festivi

(Bloomberg)

2' di lettura

L’hanno chiamato lo smart working energetico e, al di là delle definizioni, rappresenta l’apertura di un fronte: la gestione delle conseguenze economiche di una crisi globale attraverso la rimodulazione dell’orario di lavoro. Si tratta dell’intesa raggiunta lo scorso 2 novembre dal gruppo Generali con i sindacati. Intesa che si collega all’accordo Next Normal del 2021, come viene subito chiarito al primo punto del contratto. Segue poi il secondo punto, che chiarisce le ragioni dell’aggiornamento: «L’irruzione del conflitto bellico tra Russia e Ucraina – si legge – ha tuttavia innescato, a livello internazionale, una gravissima crisi energetica legata all’approvvigionamento di gas naturale, nonché un aumento straordinario dei prezzi di tutte le fonti energetiche, situazione che – secondo le previsioni degli analisti – è destinata a permanere a lungo, se non addirittura ad aggravarsi nel corso dell’anno 2023, ma che già sin d’ora – approssimandosi il periodo invernale in cui maggiore è il fabbisogno di tali risorse – ha richiesto l’adozione di una serie di misure volte a razionalizzare e ridurre i consumi energetici, non potendosi escludere, nei prossimi mesi, in base all’imprevedibile evoluzione degli scenari geopolitici mondiali, anche un razionamento a livello distributivo del gas».

I punti successivi sono la contestualizzazione del quadro economico globale e di quello italiano e il riferimento alle misure di contenimento messe in campo dall’Esecutivo. Una sorta di premessa per spiegare quanto verrà indicato dopo, a partire dal fatto che l’accordo «ha carattere eccezionale e sperimentale, nonché durata temporanea circoscritta al periodo dal giorno 11 novembre 2022 al 6 gennaio 2024». Viene inoltre specificato che riguarda i lavoratori già coinvolti dal Next Normal. Di fatto una precedente cornice contrattuale viene resa flessibile e adeguata alle nuove esigenze.

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Quindi, il calendario, che a questo punto diventa una strumento di risparmio. «La programmazione individuale delle giornate di smart working – spiega infatti l’intesa – dovrà tuttavia necessariamente comprendere le giornate di venerdì di ogni settimana di operatività dell’accordo, nonché le seguenti ulteriori giornate lavorative: 27, 28 e 29 dicembre 2022, 2,3, 4 e 5 gennaio 2023, tutto il mese di agosto 2023, 2 novembre 2023, 27 e 28 dicembre 2023, dall’1 al 5 gennaio 2024». Il resto rimane sostanzialmente invariato: «Le ulteriori giornate di smart working spettanti ai sensi dell’Accordo Individuale potranno invece essere liberamente programmate da ciascun lavoratore/trice nel rispetto di quanto previsto dall’accordo cosiddetto Next Normal sottoscritto in data 27 luglio 2021». Un passaggio interessante è l’assicurazione che l’intervento non graverà sull’organizzazione familiare dei lavoratori perché «l’Azienda si impegna a mantenere aperti e funzionanti gli asili nido aziendali esistenti presso alcune sedi anche durante i venerdì di chiusura».

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